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Rompicapo matematico

GIOCHIAMO con la COLOMBA
Un gioco per Grandi e Piccoli

Progetto e realizzazione di Daniela Rissone

La Colomba fuggita dal libro del Centro Studi Piemontesi è stata avvistata per pochi attimi, molto vicina alla finestra della stanza … con uno sguardo tra l’incuriosito e il perplesso …
D’altra parte l’immagine della “nuova” Colomba tutta viola, a prima vista, può anche lasciare interdetti.
Questa colomba, però, nasce da un “rompicapo matematico” le cui origini non sono recenti: si tratta del “Tangram ovale” che esiste anche di forma quadrata, o rotonda, ecc.
Questo gioco, a prima vista, può sembrare difficile ma, se avete un po’ di pazienza, il divertimento è assicurato e, inoltre, il Tangram aiuta grandi e piccoli a sviluppare la fantasia, l’intuizione e il colpo d’occhio.

Se volete cimentarvi nella costruzione dell’uovo, seguite l’ordine delle lettere alfabetiche e avete tutti i passaggi geometrici.

Se, invece, preferite subito “giocare”, ritagliate le 9 forme geometriche elementari di colore nero, con cui potrete realizzare tante figure di uccelli … dal Tangram ovale, infatti, “nascono” solo immagini di questo tipo! Le figure conosciute sono almeno un centinaio ma se ne aggiungono sempre delle nuove.

Siamo in un gioco molto particolare che comprende anche tanta fantasia artistica: molte figure, infatti, sono “interpretate” e somigliano poco agli originali viventi, ci sono, ad esempio strane galline che sembrano uccelli preistorici e viceversa la Colomba viola nella sua semplicità è anche raffinata!

In un certo senso, le figure create con questo Tangram per la loro “espressività“ ricordano i giochi d’ombre fatti con le mani” che fanno parte del Pre-Cinema.

Scegliendo una delle figure disegnate e osservandone i dettagli e le rispettive proporzioni, il gioco consiste nel trovare la giusta collocazione delle 9 forme geometriche, in modo che il risultato sia uguale al disegno di partenza.

Al centro vedete la Colomba e alcune “amiche”, con le relative soluzioni …

Il gioco si svolge sempre sul piano, le forme possono essere ruotate, traslate e ribaltate, cioè disposte in modi diversi e, per semplificare il gioco, dovrebbero avere lo stesso colore sul fronte e sul retro.
Le forme, invece, non possono essere sovrapposte e ogni figura deve essere costruita usando sempre tutte le 9 forme.

In librerie, negozi di gadget, ecc. potete trovate dei libricini con le figurine (che si vedono anche in Internet) quasi sempre di colore nero, da cui scegliere quella che volete costruire.
Ecco alcuni esempi, ovviamente senza le relative soluzioni … perché tocca a voi trovarle!

Le forme possono essere di plastica, o di carta plastificata o di cartoncino, ecc. ed è meglio che siano di colore scuro, o nero perché favorisce il colpo d’occhio, mentre i colori chiari visivamente tendono a “dilatare” le dimensioni.

Le forme possono anche essere in legno, come il “mio” Tangram – uovo, personale!
Decenni fa, con molta pazienza, il prof Silvio Valente lo ha realizzato appositamente per me nelle ore dedicate al suo hobby preferito: il traforo, con cui costruiva anche bellissimi modellini di navi, molto rifiniti nei minimi dettagli …

L’origine di questo gioco è generalmente attribuita ai Cinesi ma per alcuni studiosi potrebbe essere di origine greca. La moda del Tangram in Europa e in America risale agli anni in cui nascono i solitari con le carte: siamo all’incirca nel secondo decennio dell’Ottocento.

In un articolo su questo argomento di Giampaolo Dossena, pubblicato nel 1986 su La Stampa – Tuttolibri che ancora conservo, si accennava “al sig. Francesco Boglietti di Torino che, fra gli oggetti cari al di lui nonno paterno, ing. Francesco Boglietti, lascatigli in eredità dal padre Giuseppe, c’era una scatoletta contenente figure geometriche fatte in terracotta, con un libricino anonimo di dimensioni cm 9,5 x 7,5, in lingua francese e tedesco che ne insegnava l’uso e si intitolava L’Oeuf de Colomb”.

Sempre nell’articolo si diceva che le figure fatte in terracotta corrispondevano esattamente a un gioco in plastica che, in realtà, era un Tangram Ovale!

Purtroppo non sono mai riuscita a vedere, anche solo in foto, questo oggetto ma non ho ancora perso la speranza …

I “cultori” di questo gioco sono tanti, alcuni anche famosi, come Edgar Allan Poe e Lewis Carroll che raffigura con il Tangram anche i principali personaggi di Alice nel Pese delle Meraviglie … e chissà che si appassioni a questo gioco anche qualcuno che segue “Giochiamo con la Colomba” …

Copyright del Testo e delle Immagini: Centro Studi Piemontesi – Daniela Rissone

Giochiamo con la Colomba

GIOCHIAMO con la COLOMBA
Un gioco per Grandi e Piccoli

Progetto e realizzazione di Daniela Rissone

La “Colomba di carta” si è moltiplicata, cambiando anche i colori!
Dopo avere osservato, la volta scorsa, la sua precisa geometria, adesso, se volete, impariamo a costruirla e vedrete che può anche diventare un oggetto utile, in modi diversi …
La base di partenza è un foglio di carta sottile o spessa, anche di giornale, di qualsiasi colore e dimensione, purché di “forma quadrata”!
Come “Guardiana” della mia porta di casa, io ho una colomba di cartoncino alta 70 cm … ma, se qualcuno di voi è al primo esperimento di Origami, o quasi, consiglio un lato del quadrato di circa 15 cm.

Ecco i vari passaggi …

1 – Piegate le diagonali del quadrato, poi stendetelo nuovamente … Schiacciate sempre bene le pieghe

2 – Voltate il quadrato e ripiegate verso il centro i quattro angoli

3 – Senza aprire le pieghe, voltate nuovamente il foglio e ripiegate gli angoli verso il centro

4 – Aprite il foglio che adesso dovrebbe avere tutte queste pieghe …

5 – Alzate e piegate i lati, come vedete nell’immagine

6 – Abbassate e schiacciate due punte laterali

7 – Piegate al centro, in verticale, così costruite le zampe della Colomba

8 – Manca solo la testa della colomba che, secondo me, può essere fatta in due modi: o piegando semplicemente la parte in alto verso destra o verso sinistra, oppure piegando la punta lentamente in avanti, come indica la freccia del disegno, in modo da capovolgerla

Ed ecco altre mie idee e suggerimenti …

Se volete la Colomba accovacciata, piegate in fuori le due zampe … Se poi volete usare la Colomba come “contenitore”, vi consiglio di inserire una graffetta, come nell’immagine in basso.
La Colomba, realizzata in carta un po’ spessa e di giusta dimensione, può, infatti contenere, come nel disegno a colori, le punte da disegno, o le pastiglie di zucchero e di cioccolato, i petali secchi di rosa e profumati, i becchi d’oca per i capelli, i vetrini raccolti in spiaggia … bottoni, nocciole, perline, ecc …

La Colomba, accovacciata su un cartoncino rettangolare, avvolta nel cellophane e con un bel fiocco in cima, può anche diventare una confezione regalo molto “chic” o, come diceva mia nonna, … “parla pà che spatuss”!
Buon divertimento!

Copyright del Testo e delle Immagini: Centro Studi Piemontesi – Daniela Rissone

Grazie al TGR Piemonte che nell’edizione di oggi, tra gli eventi culturali on line dell’Agenda di Simonetta Rho, ha citato la presenza social del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontesi sul sito , Facebook, Youtube, Instagram e Twitter, proponendo anche la colomba realizzata da Daniela Rissone

Qui la registrazione (al minuto 18,42)

Giochiamo con la colomba

Un gioco per Grandi e Piccoli

Progetto e realizzazione di Daniela Rissone

… Anche la Colomba, di questi tempi, ha voluto ri-acquistare un po’ di libertà … e appena ho aperto la finestra, anzi il finestrone, è “schizzata via”, lasciandoci solo la traiettoria del suo velocissimo volo…

Chissà se ritornerà?

Nella stanza, ancora sguarnita dei vostri capolavori, il finestrone con il grande vetro adesso è ben chiuso e, se volete giocare, sarà la base, anzi il supporto per le nuove sperimentazioni artistiche, insieme all’attuale colomba di carta che, “appollaiata” sul tavolino, aspetta di giocare anche lei …
Questa colomba è un origami che ho scoperto decenni fa in un’Enciclopedia per Ragazzi della Garzanti e usato molte volte, per la sua Geometria molto semplice …

A tutti, grandi o piccoli, almeno una volta, sarà successo di “tracopiare” su un foglio un disegno o una fotografia, appoggiandosi al vetro di una finestra in controluce.
Se poi avete anche un balcone, potrete anche tracopiare i contorni e i dettagli di un “oggetto tridimensionale”, ad esempio un vaso di fiori appeso alla ringhiera, oppure un insieme di bottiglie vuote di forme diverse, o una statuina posata su una sedia, con dietro un panno di colore uniforme che fa da sfondo, o il volto della mamma e del papà … ecc.

Magari senza saperlo, avete disegnato in Prospettiva!

Leggete questa frase, scritta da un personaggio molto famoso, che non è un nostro contemporaneo:
“ … “Abbi un vetro grande … e quello ferma bene innanzi agli occhi tuoi, cioè tra l’occhio e la cosa che tu vuoi ritrarre; poi poniti lontano con l’occhio al detto vetro due terzi di braccio; e ferma la testa … in modo che tu non possa muoverla … e col pennello o con lapis … segna sul vetro ciò che di là appare …”
Così ha scritto Leonardo da Vinci nei suoi appunti che, dopo la sua morte, sono raccolti nel “Trattato della Pittura” dal suo erede e fedele collaboratore Francesco Melzi.

Sempre con il supporto del vetro, potete “interpretare” un tramonto, con delle bellissime nubi rossastre …
I disegni possono anche nascere dai vostri ricordi e pensate a immagini viste da finestre da cui vi affacciavate in anni passati, perché poi avete cambiato casa, o semplicemente eravate in vacanza.
Le “inquadrature” possono essere tante ma probabilmente alcune sono “fissate” nella vostra mente …

L’Arte è anche “creatività” e allora pensate a “cosa vorreste vedere” dalla vostra finestra. Le idee non avranno più limiti e potranno apparire luoghi lontanissimi o personaggi inventati o visti in film, ecc. ecc.

Ricordatevi che il Gioco è sempre un pretesto per fermare le angosce e i pensieri della vita quotidiana … e soprattutto, cosa più importante, per “strapparvi” un sorriso!

Copyright del Testo e delle Immagini: Centro Studi Piemontesi – Daniela Rissone

scarica lo schema

GIOCHIAMO CON LA COLOMBA

GIOCHIAMO con la COLOMBA
Un gioco per Grandi e Piccoli

Progetto e realizzazione di Daniela Rissone

Il disegno lo conoscete già … è quello a colori che ho realizzato per il sito del Centro Studi Piemontesi, con il ramo di ulivo per la Domenica delle Palme e con il quadrifoglio per gli Auguri di Pasqua.

Se non lo ricordate o non l’avete mai visto, vi allego due piccole immagini che comunque potete sempre trovare all’indirizzo www.studipiemontesi.it, scorrendo all’indietro le pagine, con un po’ di pazienza.

Il nuovo disegno è in bianco e nero, in una versione semplificata e, in un certo senso, senza “messaggi” perché, se volete “giocare”, adesso tocca a Voi … Sia che siate grandi o piccoli, che sappiate disegnare o non abbiate mai preso una matita in mano, nessuno vi darà un voto.

Stampate delle copie del nuovo disegno in formato A4 (il rettangolo con il libro e la colomba è già nelle giuste proporzioni) e iniziate a “personalizzare” l’immagine, anche con pochi segni colorati e senza paura di sbagliare … una colomba che “scappa” da un libro non è cosa “normale” … e poi esiste sempre l’arte “astratta” che compone capolavori con linee, forme geometriche e “macchie”.
Come consiglio, soprattutto nei primi esperimenti, non mirate a realizzare subito un disegno finito e complesso ma affrontate una scelta grafico-compositiva per volta, così avrete sempre nuove idee.

Ovviamente firmate i vostri capolavori e, se li datate, potete mantenere la sequenza.

In pochi minuti per la Colomba potete inventare piume di colori tutti diversi, o fare il cielo tutto rosa o plumbeo e con tante nubi, oppure potete far cadere gocce di pioggia, magari anch’esse di vari colori.
La Colomba può “regalarvi” il vostro fiore preferito, oppure potete semplicemente … “inserire” nel libro un segnalibro che spunta dalle pagine, con in cima un piccolo disegno di cui solo voi sapete il significato.

La pagina a sinistra del libro è bianca perché … “aspetta” un vostro breve “pensiero”.

Nel disegno, il libro è visto dall’alto? oppure è visto di fronte perché dietro poggia su un leggio? … e dove è posato, su un tavolo o per terra, in un prato di fili d’erba? … Per caso c’è anche una tovaglia a quadretti? … Lo sfondo per voi è la tappezzeria della stanza? … Oppure è un pavimento di legno, o di marmo?

Una cornice al vostro lavoro non volete metterla? Se sì, la preferite moderna o barocca? … di colore rosso o d’oro? … Oppure è meglio uguale a quella del quadro che avete in camera da letto? …
Cosa sogna la Colomba? Qualcuno le offrirà del cibo? … Rimarrà senza amici o troverà un compagno? …

Se non volete usare pennelli, matite e pennarelli, potete sempre fare un collage di pezzetti di stoffa e di carta di giornali e riviste … Oppure “ricamare” la pagina con fili di cotone o lana, aggiungendo dietro un supporto.

Le vostre “pagine” più che un libro colorato potranno anche diventare un “Diario”, da conservare …

Chi a va adase a va san e a va lontan. “Chi va piano va sano e va lontano” diceva sempre mia nonna e il messaggio della frase forse non è poi così diverso dallo “State a casa” che ci ripetono ogni momento … ma un giorno la Colomba “schizzerà” in volo … e chissà che, nel frattempo, non si scopra l’artista che è in voi…

Il Gioco è solo un pretesto per fermare, attimo per attimo, le angosce e i pensieri della vita quotidiana … e soprattutto per “strapparvi” un sorriso!

Copyright del Testo e delle Immagini: Centro Studi Piemontesi – Daniela Rissone

SCARICA QUI IL DISEGNO E LE ISTRUZIONI

Ramoliva/Domenica delle Palme

In piemontese la “Ramoliva”, lett. “ramo d’olivo”, è la Domenica delle Palme. Diversi i proverbi legati a questa giornata, ne citiamo uno beneaugurante: “La Ramoliva a vest ëd fior la riva/ La Domenica delle Palme veste di fiori la riva”. La tradizione popolare e religiosa vuole che in questo giorno si porti in casa un ramo d’ulivo benedetto, augurio di gentilezza e di pace.

Per il significato della voce ramolivo, è da segnalare che nel latino ecclesiastico l’ulivo ha sostituito la palma nella denominazione della Domenica delle Palme…si è poi aggiunto il sostantivo ramo dando origine all’espressione di dla ramoliva[citazione da Repertorio Etimologico Piemontese-REP, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2015]

Disegno di DANIELA RISSONE per il Centro Studi Piemontesi

Ramoliva

Una bella poesia di Nino Costa (Torino, 28 giugno 1886 – 5 novembre 1945), che pare una preghiera scritta per i giorni che stiamo vivendo

Duminica dle Palme, alegra e viva,

ch’it marche ‘l pass a la stagion fiorìa,

pòrta ‘nt le nòstre ca ‘n po’ d’armonìa,

ponta ‘ns ij nòstri lett la ramoliva.

Sla mia bela sità pien-a ‘d baldansa,

sle mie tere ‘d Piemont pien-e ‘d promësse

dësperd le nebie, pasia le tristësse,

sëmna ‘l travaj, la pas e l’abodansa.

Dal gran dij camp e da j’arbut dle vigne

ten distante le brin-e e le tempeste;

goerna j’anime oneste e disoneste

dai seugn cativ e la frev maligne.

Mostra a jë sgnori la passion dij pòver,

e mostra ai pòver la passion d’jë sgnor…

Për coi ch’a seufro daje ‘m pòch d’amor;

për tuti jë sperdù prontie ‘n ricòver,

e quand ch’a-i torna Pasqua benedìa

con le baodëtte ch’a së spantio ‘n cel,

disie ch’an pòrta sò regal pì bel:

lòn ch’a-i manca ‘nt ël mond: la Poesìa

L’ulivo benedetto. Domenica delle Palme, allegra e viva,/ che cadenzi il passo alla primavera,/ porta nelle nostre case un po’ d’armonia,/ appunta sui nostri letti l’ulivo benedetto. // Sulla mia bella città piena d’ardimento, / sulle mie terre di Piemonte piene di promesse / disperdi le nebbie, rasserena le tristezze, / semina lavoro, pace e abbondanza. // Dal grano dei campi e dai virgulti delle vigne / tieni lontane le brine e le tempeste; / cura le anime oneste e disoneste / dai sogni cattivi e dalle febbri maligne. // Rivela ai ricchi il tormento dei poveri, / ed ai poveri il tormento dei ricchi…/ A coloro che soffrono regala un po’ d’amore; / a tutti gli sperduti prepara un rifugio, // e quando torna la Pasqua benedetta / con lo scampanio che si diffonde in cielo, /dille che ci porti il suo regalo più bello:/ ciò che manca al mondo: la Poesia.

[Tutta l’opera di Nino Costa è pubblicata dall’editore Viglongo.  Citiamo Ramoliva e traduzione da: Nino Costa, Cento poesie, prefazione di Albina Malerba e Giovanni Tesio, La biblioteca di Papa Francesco, edizione speciale per Corriere della Sera, Milano, 2014, per concessione di Viglongo, Torino, 1995, 2013].

Il Centro Studi al Salone del Libro 2018

Da giovedì 10 a lunedì 14 maggio 2018 (ore 10-20)

il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

vi aspetta al

31° Salone Internazionale del Libro Torino

Lingotto Fiere via Nizza 294 – Torino

Padiglione 2 – Stand H 06

 

 

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis ha partecipato con un suo stand fin dalla prima edizione del Salone Internazionale del Libro Torino, e sarà presente anche quest’anno al Padiglione 2 – Stand H 06.  Il Centro Studi Piemontesi ha realizzato anche per questo #SalTo18 un nuovo segnalibro, appositamente creato dall’artista Daniela Rissone.

Il Centro Studi Piemontesi ha aderito all’iniziativa della Regione Piemonte Buono da leggere

Il Centro Studi Piemontesi è presente anche nello spazio degli Istituti Culturali del Piemonte al Pad. 3 – T 125/126

 E organizza ogni giorno una presentazione:

 

Giovedì 10 maggio ore 13

Sala Argento – Pad. 3

Presentazione del libro di Simonetta Tombaccini

La “Nazione Ebrea” di Nizza.  Popolazioni, istituzioni, usi e costumi (1814-1860)

Centro Studi Piemontesi, con il contributo della Fondazione Guglielmo De Lévy

Con l’Autrice intervengono Alberto Cavaglion, Dario Disegni, Giuseppe PichettoSandra Reberschak FurlottiModera Albina Malerba.

 

Giovedì 10 maggio ore 18.30

Spazio Istituti Culturali – Pad. 3 T125/126

 presentazione dell’Opera

L’Epistolario del beato Sebastiano Valfrè (1651-1710). Scritti di un fedele dispensatore dei misteri di Dio

a cura di Daniele D’Alessandro

con il curatore interviene Daniele Bolognini

 

Domenica 13 maggio ore 17

  Sala Arancio

Presentazione del libro di  Graziella Riviera

La strada del Fiammingo. Dal Brabante al Monferrato: i Tabachetti di Fiandra

Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2017

Con l’Autrice intervengono Bruno Gambarotta, Renata Lodari, Laura Riviera Cavigliasso, Rosanna RocciaCoordina Albina Malerba.

Lunedì 14 maggio ore 10.30 

Sala Avorio

In collaborazione con la Fondazione Filippo Burzi 

Presentazione del libro

Filippo Burzio
L’alba del Demiurgo.  Scritti giovanili (1901-1910)

introduzione e cura di Paolo Bagnoli
trascrizioni e con una nota di Corinna Desole
presentazione di Alberto Sinigaglia

Con i Curatori intervengono Alberto Sinigaglia, Bruno Quaranta, Adriano Viarengo, Albina Malerba

 

Lunedì 14  maggio ore 16

Spazio Istituti Culturali Pad. 3 T125/126

Presentazione dell’opera

Anna Maria d’Orléans. Regina di Sardegna Duchessa di Savoia

di Maria Teresa Reineri

edizioni Centro Studi Piemontesi 2017

Con l’Autrice interviene  Gustavo Mola di Nomaglio

Lunedì 14  maggio ore 17

Spazio Istituti Culturali  Pad. 3 T125/126

Presentazione dell’opera di Elena Gianasso

Per l’immagine dello Stato. Sperimentazioni neobarocche a Torino: Castello del Valentino e Palazzo Carignano

pubblicato dal Centro Studi Piemontesi 2018

Con l’Autrice interviene Costanza Roggero, Politecnico di Torino

 

scarica il programma del Centro Studi Piemontesi al Salone del Libro

 

La stella della Mole copiata da un libro del Seicento

Nella sezione “Tutto scienze salute” del 13 marzo 2018 sul sito de “La Stampa”, si trova una pagina a firma di Piero Bianucci dedicata  alle ricerche di Daniela Rissone sulla stella della Mole Antonelliana,  Qui il link alla pagina.

La ricerca di Daniela RIssone, che porta molte notizie inedite, è stata pubblicata dal Centro Studi Piemontesi nel 2017: La stella fra le stelle. Uno story-board sulla stella della Mole Antonelliana  (pp. 56, prezzo di copertina € 7).

 

 

La stella fra le stelle

Lunedì 4 dicembre ore 18

Daniela Rissone

La STELLA fra le stelle

Story-board sulla stella della Mole Antonelliana

Pubblicazione del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

Daniela Rissone ricostruisce, come in uno story-board, basandosi su immagini inedite e documenti d’archivio, la storia e le vicende delle stelle innalzate sulla sommità della Mole Antonelliana e illustra con disegni, anche digitali, la complessa forma geometrica della stella, da Platone a Leonardo, da Luca Pacioli a J. F. Niceron, fino ad oggi. Sulla Mole Antonelliana sono stati scritti decine di libri ma della stella non si parla mai e le uniche immagini esistenti compaiono solo nei progetti architettonici, in cima alla guglia e con dimensioni di 4 o 5 cm. La stella, invece è un oggetto composito, molto raffinato e, forse, unico. Disegnato nel ‘600 dal Reverendo J. F. Niceron, un frate artista e matematico, le cui vicende toccano anche Torino. Nel convento di Trinità dei Monti, a Roma, da pochi anni, è visibile un suo spettacolare affresco anamorfico di oltre 30 m. di lunghezza.

La STELLA fra le stelle è un libretto piacevole, con solide basi scientifiche, adatto a tutti. Contiene anche una stereoscopia della stella e lo sviluppo del solido, con le spiegazioni per creare in carta, con dimensioni in scala, la stella della Mole che, nella realtà, misura m 2,40 di diametro. Del libro fa parte anche un film inedito realizzato nel 1961, in 16 mm, da Giovanni Borsetti, musicato oggi da Fabrizio Argiolas, sulla Ricostruzione della Guglia della Mole. Inquadrando il QR-Code, pubblicato nel libro, si può visionare la parte della salita della stella in cima alla Mole. Durata quasi 4 minuti.

Pagg. 56, oltre 50 illustrazioni, di cui quasi la metà inedite, un film in 16 mm inedito in QR. € 7.00

Immagine a colori, realizzata con un piccolo telescopio da Bartolomeo Montrucchio; Fotogramma della stella che sale in cima alla guglia tratto dal film “La STELLA … verso il cielo” – 1961

Il video della conferenza è sul nostro canale YouTube

Riprendono i Colloqui del Lunedì

 

Di lunedì alle 18

In via Revel a Torino, al Centro Studi Piemontesi,  ritornano dal 16 ottobre, con la Storia dei Guglielminetti , “I Colloqui del Lunedì”:  il tradizionale e collaudato ciclo di incontri che il Centro Studi Piemontesi organizza nella sua sede di  Torino in via Ottavio Revel 15,  su argomenti interdisciplinari, come è nel DNA dell’attività di studi e ricerche dell’istituto.

Si comincia

lunedì 16 ottobre alle ore 18, con il direttore della rivista “Studi Piemontesi”, Rosanna Roccia che dialoga con Maria Chiara Acciarini autrice del libro: Storia dei Guglielminetti. 150 anni di memorie familiari dall’Unità d’Italia alla fine del Novecento (Robin Edizioni, Torino);

e si prosegue fino a dicembre sempre di lunedì alle ore 18.

23 ottobre: Piero Gribaudi e Bruno Guglielmotto-Ravet presentano le Lettere sulle Valli di Lanzo di Luigi Francesetti di Mezzenile,  traduzione di Piero Gribaudi  per le edizioni della Società Storica delle Valli di Lanzo. Letture di Valentina Duretto.

30 ottobre: Albina Malerba e l’autore Giovanni Tesio presentano la raccolta Vita dacant e da canté, 369 sonetti in piemontese, pubblicati dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis.

6 novembre: Elena Gianasso e l’autore Gian Luca Giani presentano il libro L’incanto della Torre. Segreti, splendore e polemiche della costruzione più discussa di Torino, Edizioni Yume, Torino.

13 novembre: gli autori  Federico Fontana, Luca Giacomini, Renata Lodari, con Gustavo Mola di Nomaglio e Matteo Ferrione, presentano il volume,  Antiche Dimore e Giardini a Dronero, edizione del Centro Studi Piemontesi in collaborazione con l’Associazione DroneroCult.

20 novembre: Pier Paolo Merlin , Franca Varallo  e le curatrici Anna Cantaluppi e Blythe Alice Raviola,  presentano l’opera L’Umiltà e le Rose . Storia di una Compagnia Femminile a Torino tra età moderna e contemporanea, pubblicazione della Fondazione 1563 – Quaderni dell’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo, Leo S. Olschki editore, Firenze.

27 novembre: Luigi Rajneri, conferenza illustrata su Architettura e poesia nei progetti di Giorgio Raineri (1927-2012).

4 dicembre: Daniela Rissone, La Stella fra le stelle, Story-board sulla Stella della Mole Antonelliana, pubblicazione del Centro Studi Piemontesi.

Da mercoledì 13 dicembre, a partire dalle 11,30, inaugurazione della tradizionale mostra “Un libro per Natale” che resterà aperta fino al 22 dicembre.

Scarica il programma