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GIUSEPPE LAVINI (1857-1928)

An flanand tra le pagine del
Catalogo storico delle edizioni del Centro Studi Piemontesi

GIULIA AJMONE MARSAN

ALL’OMBRA DI NOTABILI ED EROI
GIUSEPPE LAVINI (1857-1928)

PREFAZIONE DI DAVID CHIPPERFIELD
TORINO, CENTRO STUDI PIEMONTESI, 2014, PAGG. 226, ILL. ISBN: 978-88-8262-212-1

La trasformazione di Torino da Capitale in capitale industriale dava opportunità a giovani idealisti e intraprendenti di dare un contributo alla loro città. Uno di questi era Giuseppe Lavini: proveniente da una famiglia di seri professionisti, si innamorò dell’arte e dell’architettura a cui si dedicò quale critico d’arte, segretario dell’Accademia Albertina, attivissimo socio del Circolo degli Artisti e Consigliere Comunale. Forte di queste esperienze, intraprese dalle pagine di quotidiani e riviste, in particolare l’«Architettura Italiana», campagne per valorizzare l’architettura italiana e influire positivamente sullo sviluppo urbanistico di Torino. Un notabile oggi poco conosciuto, affascinante per la sua lungimiranza e schiettezza.

“Pagine intense della storia di Torino tra Ottocento e Novecento, fogli di vita di una persona e di una famiglia che è rimasta a lungo celata, All’ombra di notabili ed eroi. Giuseppe Lavini (1857-1928) propone al lettore carte inedite, utili a comprendere a fondo società e cultura del periodo in cui la città si trasforma da capitale politica a capitale industriale. Il nuovo libro pubblicato dal Centro Studi Piemontesi, scritto dalla lucida penna di Giulia Ajmone Marsan, si colloca tra le monografie dedicate a critici e letterati che, nel corso della loro esistenza, discutono di architettura e di urbanistica all’indomani dell’Unificazione nazionale. […]. Poggiandosi su uno studio profondo, l’autrice indaga il milieu culturale dell’epoca, evidenziando l’importante partecipazione di Lavini al dibattito artistico cittadino dalle sale del Circolo degli Artisti, dove è segretario della Sezione di Architettura. Sono gli anni della prima Esposizione italiana di Architettura (1890) e della prima Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa e Moderna (1902), inizialmente discusse proprio all’interno dello stesso Circolo. […].

Il libro, completo di un repertorio iconografico in gran parte inedito e di un indice dei nomi, dei luoghi e delle riviste citate, presenta e discute per la prima volta una personalità complessa, difficile da sintetizzare, ma sapientemente indagata nel volume. Scritto quale esito di ricerche puntuali in due nazioni, sette località, otto archivi e sedici biblioteche, riunisce scientificamente più tasselli in un testo unitario che, dopo la biografia, si articola seguendo Passioni e battaglie dello stesso Lavini. I temi fondamentali sono qui ripresi – afferma David Chipperfield, architetto, nella Prefazione – «in modo esauriente e perspicace» (p. IX) dall’autrice che, scegliendo tra i tanti, evidenzia gli apporti allo studio di questioni concernenti le Belle Arti e l’Antichità, l’architettura e l’urbanistica tra Eclettismo, Art Nouveau e Razionalismo” (dalla recensione di Elena Gianasso pubblicata in “Studi Piemontesi”, 1, XLII (2014), p. 193).

Cartoline dai nostri Saloni del Libro #SalToEXTRA

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis ha partecipato con un suo stand fin dalla prima edizione del Salone Internazionale del Libro Torino, e era prenotato per l’Edizione 2020!
Da 33 anni come oggi, da Torino Esposizioni al Lingotto, siamo sempre stati gioiosamente impegnati ad allestire il nostro Stand.
Un amarcord di immagini, persone, iniziative, impegno, lavoro….che affidiamo a qualche fotografia dalle migliaia che custodiamo nell’Archivio istituzionale…., nell’attesa di rivederci presto al Lingotto.

Maria Teresa Reineri con la sua biografia di Anna di Orléans
#SalTo19: si parla dell’Archivio del Centro Studi Piemontesi con Andrea Ludovici e Rosanna Roccia
#SalTo 18: Graziella Riviera e Bruno Gambarotta presentano La strada del Fiammingo
Enrico Eandi
Federico Bona, Roberto Sandri-Giachino, Roberto Placido , Albina Malerba, Gustavo Mola di Nomaglio
Con Elena Gianasso
Albina malerba, Tavo Burat, Giovanni Tesio
Il nostro stand con Lara Ferrando
Allo stand con Lara Ferrando e Valeria Moser
La sindaca Chiara Appendino, con Albina Malerba e Giulia Pennaroli
Massimo Bray al nostro stand, con Albina Malerba e Giulia Pennaroli
Stand in allestimento
Dietro le quinte
#SalTO18: Alberto Cavaglion, Giuseppe Pichetto, Simonetta Tombaccini, Sandra Rebershack, Albina Malerba presentano La nazione Ebrea di Nizza
Franca Varallo, Marco Carassi, Rita Marchiori
Un particolare dello stand
Il convegno “Comunicare le lingue meno diffuse in Piemonte” nello spazio del Consiglio regionale del Piemonte
Il REP- Repertorio Etimologico Piemontese
il nostro stand, con Giulia Pennaroli e Adriano Savio
#SalTo2010 Conferenza Salviamo la memoria e il futuro, con Emanuele Filiberto di Savoia.
Uno dei disegni realizzati da Daniela Rissone per il Centro Studi Piemontesi

Proponiamo dal nostro canale YouTube il video di alcuni incontri delle scorse edizioni del Salone del Libro:

#SalTo19 Cinquant’anni al servizio della cultura – in occasione dei 50 anni del Centro Studi Piemontesi, con Giuseppe Pichetto, Rosanna Roccia, Franco Cravarezza, Graziella Riviera, Albina Malerba, autori e collaboratori di “Studi Piemontesi”

#Salto18 Presentazione Per l’immagine dello stato di Elena Gianasso, con l’Autrice e Costanza Roggero

#Salto18 Presentazione Anna Maria d’Orléans di Maria Teresa Reineri, con l’Autrice e Gustavo Mola di Nomaglio

#Salto18 Presentazione La strada del fiammingo di Graziella Riviera. Con l’Autrice intervengono Bruno Gambarotta, Renata Lodari, Rosanna Roccia; letture di Laura Riviera

#Salto 18 Presentazione La Nazione Ebrea di Nizza di Simonetta Tombaccini. Con l’Autrice intervengono Giuseppe Pichetto, Albina Malerba, Sandra Rebershack, Alberto Cavaglion

palazzo birago di borgaro

Una dimora juvarriana per la Camera di commercio di Torino

L’elegante volume illustrato, si apre con un inquadramento storico del prestigioso ente che vi si è insediato, la Camera di commercio di Torino, a cura di Michele Rosboch e Andrea Pennini. Lo studio di Elena Gianasso, esito di aggiornate indagini archivistiche nonché sintesi e valutazione delle più autorevoli risultanze bibliografiche, costituisce un contributo di grande rilievo non solo, come è ovvio per Palazzo Birago di Borgaro ma anche per la storia architettonica di Torino in generale, ricco di nuove valutazioni, intuizioni e acquisizioni che ne fanno un punto di riferimento per le indagini future. Anche se non mancavano specifici studi a livello architettonico o storico- genealogico sul palazzo, come pure sul suo committente e sulla sua interessantissima casata (universalmente riconosciuta come una delle principali famiglie storiche italiane) un lavoro complessivo e – necessariamente – riassuntivo era da tempo atteso e auspicato dalla comunità accademica, dagli studiosi della storia urbana, economica e sociale – non solo torinese o piemontese -, come pure dai cultori degli studi storico-genealogici e araldici o dai semplici appassionati o curiosi della storia sabauda e delle sue eredità. Eredità sempre più preziose, non soltanto con lo sguardo rivolto all’indietro, ma ancor più guardando al futuro di Torino, per l’interesse che suscitano a livello internazionale e per la capacità di attrazione nei confronti di un turismo colto e raffinato, destinato a divenire, nei contesti economici che sembrano potersi delineare, una risorsa sempre meno marginale, anzi, irrinunciabile. Gli avi dei Birago di Vische e di Borgaro, come documenta il saggio di Gustavo Mola di Nomaglio (basato non solo su vaste indagini bibliografiche ma anche su ricerche in seno a raccolte di carte ed archivi privati) ebbero sin dal medioevo grande importanza nella storia lombarda. Dal XV secolo e specialmente nel XVI un ramo della famiglia primeggiò in Francia. Alcuni suoi rappresentanti guidarono in nome del Re francese l’occupazione del Piemonte a danno di Casa Savoia. Compare così nella Torino cinquecentesca Renato Birago (il cui nome fu anche francesizzato nella forma René de Birague) destinato a divenire in Piemonte il massimo rappresentante del potere oltralpino nelle terre subalpine. Oggi in città ne è ancora vivo il ricordo anche per essere stato il primo proprietario del castello del Valentino. Ma la storia architettonica torinese è da antica data scandita da altre significative presenze che si affiancano a quella, che su tutte emerge, di Palazzo Birago di Borgaro. Mola di Nomaglio si sofferma anche su alcuni, forse insolubili, misteri che si ricollegano alla serie di palazzi appartenenti al ramo primogenito della famiglia in via Vanchiglia, dai sotterranei dai quali si raggiungeva da una parte il Po, dall’altra Palazzo Madama.

Nell’antico regime rivestiva, per molti aspetti, notevole rilevanza l’appartenenza ad Ordini cavallereschi. I Birago, come riassume Tomaso Ricardi di Netro nell’ultimo contributo del volume, furono insigniti dei più importanti Ordini in assoluto, inclusi quelli supremi di Francia e di Savoia. Che la Camera di commercio di Torino, da sempre lungimirante promotrice di sviluppo e innovazione abbia a suo tempo (sotto la presidenza di Giuseppe Pichetto) salvato un gioiello architettonico della città acquisendo con opera meritoria il palazzo che fu dei Birago Alfieri di Borgaro e oggi ne affidi alle pagine di questo libro la memoria storica e artistica è un atto di fiducia verso le nuove generazioni e contributo all’identità, alla conoscenza, alla bellezza di Torino e del Piemonte. Ideali e missione iscritti negli atti fondativi del Centro Studi Piemontesi, sempre perseguiti nei suoi cinquant’anni di attività scientifica e editoriale.
Il volume è stato pubblicato con il concorso e la collaborazione della Camera di commercio di Torino sotto la presidenza di Vincenzo Ilotte oggi passata a Dario Gallina.

Il Palazzo (in via Carlo Alberto 16), edificio realizzato da Filippo Juvarra nel 1716/1717 per Augusto Renato Birago di Borgaro, generalissimo delle armate del Regno di Sardegna e cavaliere della Santissima Annunziata, è sin dalla sua costruzione considerato a livello internazionale il più elegante e prestigioso palazzo privato di Torino. Ciò nonostante mancava sino ad oggi una monografia ad esso specificatamente dedicata, ad un tempo storica, architettonica ed artistica, come d’uso quando si scrive la storia di un palazzo. Questa lacuna risaltava in modo particolare soprattutto se si confrontava palazzo Birago di Borgaro con altri storici edifici torinesi trasformatisi in progresso di tempo da dimore famigliari a sedi istituzionali, come, per citare solo qualche esempio, i palazzi Lascaris di Ventimiglia, Valperga, Galleani di Barbaresco, Vallesa di Martiniana e Turinetti di Pertengo, divenuti il cuore pulsante di enti pubblici, banche o di importanti aziende.
Il volume, Palazzo Birago di Borgaro. Una dimora juvarriana per la Camera di commercio di Torino (a cura di Elena Gianasso, Albina Malerba, Gustavo Mola di Nomaglio, fotografie di Paolo Siccardi. ISBN 978-88-8262-289-3) pubblicato nell’anno juvarriano dal Centro Studi Piemontesi con la collaborazione della Camera di Commercio industria artigianato e agricoltura di Torino, viene a colmare questa lacuna.

Le foto, tratte dal volume, sono di Paolo Siccardi

Il Centro Studi Piemontesi al Salone del Libro

 

 

Da giovedì 9 a lunedì 13 maggio 2019 il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis vi aspetta al 32° Salone Internazionale del Libro Torino, Lingotto Fiere, Padiglione 2 – Stand K01

 

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis  ha partecipato con un suo stand fin dalla prima edizione del Salone Internazionale del Libro Torino, e sarà presente anche quest’anno –  50° di fondazione –  al Padiglione 2 – Stand K01.

Anche per questo #SalTo19 il Centro Studi Piemontesi ha realizzato un segnalibro, appositamente creato dall’artista Daniela Rissone, e aderisce all’iniziativa della Regione Piemonte Buono da leggere

Il Centro Studi Piemontesi è presente anche nello spazio degli Istituti Culturali del Piemonte al Pad. 3 – S68

E organizza alcune iniziative

[Scarica il programma]

Giovedì 9 maggio ore 11

Spazio Istituti Culturali Pad. 3-S68

Cinquant’anni al Servizio della Cultura

Il Centro Studi Piemontesi celebra i suoi 50 anni di lavoro e di impegno come custode e promotore di studi sul Piemonte e sugli antichi Stati sabaudi

Intervengono Giuseppe PichettoPresidente Centro Studi Piemontesi, Albina Malerba, Gustavo Mola di Nomaglio, Franco Cravarezza, Graziella Riviera, Rosanna Roccia, Giovanni Tesio, collaboratori, membri del Comitato Scientifico e Direttivo

 L’11 giugno del 1969 un gruppo di amici (Gaudenzio Bono, Giuseppe Fulcheri, Dino Gribaudi, Gianrenzo P. Clivio, Amedeo Clivio, Camillo Brero, Alfredo Nicola, Armando Mottura, Giacomo Calleri, Censin Pich, Tavo Burat), riuniti da Renzo Gandolfo (1900-1987), davano vita al Centro Studi Piemontesi, una istituzione pluridisciplinare dedicata allo studio della vita e della cultura piemontese in ogni loro manifestazione Nel 2019 il Centro Studi Piemontesi ha messo in campo una serie di iniziative per siglare questo importante traguardo, fare un Bilancio di mezzo secolo di intensa attività scientifica e editoriale, costruire, sulle solide radici della memoria storica, il lavoro futuro.

Venerdì 10 maggio ore 16

Spazio Istituti Culturali  Pad. 3 S68

Un Archivio per la Civiltà e la Cultura del Piemonte. L’Archivio istituzionale del Centro Studi Piemontesi

Intervengono Rosanna RocciaDirettore della rivista “Studi Piemontesi” Andrea LudoviciArchivista (Culturalpe s.c.)

Nella multiforme gamma delle possibili raccolte documentarie, gli archivi delle case editrici rappresentano una fattispecie particolare in cui il fare impresa si coniuga con una precipua visione della pratica culturale negli ambiti della scrittura, della divulgazione, della ricerca e dell’approfondimento scientifico. Nel caso del Centro Studi Piemontesi, poi, ogni attestazione documentaria posta in essere assume una connotazione ancor più peculiare, in quanto rispondente all’intento dell’Associazione di promuovere e appoggiare – in armonia con istituzioni affini – lo studio della cultura piemontese in ogni sua manifestazione. Ben consapevole della singolare importanza di un siffatto patrimonio documentario, la Ca dë Studi, in occasione del suo 50° anniversario di attività (1969-2019), ha riordinato e inventariato il proprio Archivio Istituzionale composto da quasi 4.000 unità tra fascicoli, registri, volumi e fotografie. Tale raccolta documenta senza soluzione di continuità la nascita e lo sviluppo nel tempo dell’Associazione sotto il profilo amministrativo, nonché le molteplici attività promosse dal Centro Studi nei campi dell’editoria, della promozione e valorizzazione della lingua e cultura piemontesi e della conservazione di fonti inedite afferenti alla lingua e alla storia del Piemonte. All’Archivio Istituzione propriamente detto, si affiancano anche diverse raccolte documentarie personali o famigliari donate nel corso degli anni alla Ca dë Studi a conferma del suo fattivo ruolo di “custode della memoria” e quale segno tangibile della fiducia in essa riposta da più parti. Così, tra i fondi archivistici ricevuti dal Centro Studi si possono citare quello del commediografo e alpinista Arrigo Frusta e quelli del prof. Renzo Gandolfo, del critico letterario, poeta e pittore Enrico Thovez, del decano del Teatro Piemontese Angelo Alessio, del poeta Alfonso Ferrero, del poeta e attore teatrale Giovanni Drovetti, dell’avvocato e dirigente d’azienda Renato Zaccone, del pittore e poeta Mario Becchis, del prof. Giuliano Gasca Queirazza, dell’attore e registra teatrale Gualtiero Rizzi.

Sabato 11 maggio ore 14

Sala Argento
Presentazione del libro

Costantino Gilodi Ingegnere e architetto a Torino e in Valsesia Tra Eclettismo e Belle Époque

Edizione Centro Studi Piemontesi-Società Valsesiana di Cultura

Con la curatrice Enrica Ballarè intervengono i Collaboratori Casimiro Debiaggi, Elena Gianasso, Gianluca Kannès, Enrico Moncalvo, Filippo Morgantini, Enrico Rizzetti

La figura di Costantino Gilodi (1853-1918), valsesiano di origine e torinese di adozione, resta sconosciuta ai più nonostante il suo legame con la cultura architettonica dell’Eclettismo. Il primo volume di studi a lui dedicato traccia un quadro volto a definirne il ruolo, ad un secolo dalla sua scomparsa. A Torino, Anversa, Parigi il nostro collabora con i più noti maestri torinesi alla creazione del mondo effimero delle esposizioni con fantastiche macchine, che la sua non comune abilità disegna con estrema facilità. Sono anche gli anni dello slancio costruttivo che rinnova la città: a Torino come a Borgosesia, Gilodi è uno degli interpreti del nuovo gusto borghese. Con maggior libertà coniuga poi con grazia ispirazioni alpine e citazioni orientaleggianti nella villa dei Musy a Fobello e nel piccolo gioiello rococò disegnato per sé sulle alte montagne valsesiane. Contributi di: Eredi Gilodi, Walter Canavesio, Enrica Ballarè, Filippo Morgantini, Gianluca Kannès, Elena Gianasso, Casimiro Debiaggi, Enrico Rizzetti.

Domenica 12 maggio ore 11

Sala Arancio
Presentazione del libro di Giuseppina Pellosio

Paroni di barche a Torino. La famiglia Clerico in Borgo Po. Dagli ultimi decenni del Seicento alla Restaurazione (1672-1814)

Edizioni Centro Studi Piemontesi

Con l’Autrice intervengono Gustavo Mola di Nomaglio Albina Malerba

Il libro riprende una originale ricerca storica compiuta con un viaggio a ritroso nel tempo sulle tracce dei Clerico, ardimentosi imprenditori torinesi. Affermatisi a fine Seicento nell’ambito dei trasporti fluviali, mantennero per quasi un secolo il prestigioso incarico di “Capitano delle barche e de’ ponti d’esse”, preposto dai sovrani sabaudi a tutela della navigazione sul Po in epoca prerisorgimentale.  Vivevano allora a Torino, presso l’antico porto di “Borgo di Po”, gruppi familiari molto coesi che si dedicavano all’arte della navigazione. Chiamati Paroni anche in Piemonte, i proprietari di barche erano veri e propri impresari che durante le guerre, fornivano natanti e uomini alle aziende sabaude per il trasporto dei soldati, munizioni e vettovagliamenti mentre, in tempo di pace, affidavano ai loro scafi ogni sorta di merce, generi alimentari compresi. Accanto ad essi in una straordinaria rappresentazione teatrale compare nel volume un’incredibile sequenza di persone di vario spessore storico che, di prepotenza, entrano sulla scena a vivacizzare la narrazione. Il materiale iconografico, tabelle e piantine coeve allegate, offrono infine lo spunto al lettore per calarsi definitivamente nell’atmosfera dell’epoca.

E per il Salone-off

Costantino Gilodi, architetto tra Torino e la Valsesia

Lunedì 18 marzo 2019 ore 18

Enrico Moncalvo con la curatrice Enrica Ballarè

e i Collaboratori  Walter Canavesio, Filippo Morgantini, Gianluca Kannès,  Elena Gianasso, Casimiro Debiaggi, Enrico Rizzetti

presentano il volume

Costantino Gilodi 

Ingegnere e architetto a Torino e in Valsesia. Tra Eclettismo e Belle Époque

Edizione Centro Studi Piemontesi- Società Valsesiana di Cultura

La figura di Costantino Gilodi (1853-1918), valsesiano di origine e torinese di adozione, resta sconosciuta ai più nonostante il suo legame con la cultura architettonica dell’Eclettismo. Il primo volume di studi a lui dedicato traccia un quadro volto a definirne il ruolo, ad un secolo dalla sua scomparsa. A Torino, Anversa, Parigi il nostro collabora con i più noti maestri torinesi alla creazione del mondo effimero delle esposizioni con fantastiche macchine, che la sua non comune abilità disegna con estrema facilità. Sono anche gli anni dello slancio costruttivo che rinnova la città: a Torino come a Borgosesia, Gilodi è uno degli interpreti del nuovo gusto borghese. Con maggior libertà coniuga poi con grazia ispirazioni alpine e citazioni orientaleggianti nella villa dei Musy a Fobello e nel piccolo gioiello rococò disegnato per sé sulle alte montagne valsesiane.

Contributi di: Eredi Gilodi, Walter Canavesio, Enrica Ballarè, Filippo Morgantini, Gianluca Kannès, Elena Gianasso, Casimiro Debiaggi, Enrico Rizzetti.

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

14 maggio al Salone: architettura neobarocca a Torino

Lingotto Fiere via Nizza 294 – Torino

Lunedì 14 maggio ore 17

Spazio Istituti Culturali – Pad. 3 T125/S126 

 

Presentazione dell’opera di

Elena Gianasso

Per l’immagine dello Stato

Sperimentazioni neobarocche a Torino

Castello del Valentino e Palazzo Carignano

pubblicato dal Centro Studi Piemontesi 2018

Con l’Autrice  interviene  Costanza Roggero, Politecnico di Torino

Il video della presentazione è sul canale YouTube  del Centro Studi Piemontesi 

Il Centro Studi al Salone del Libro 2018

Da giovedì 10 a lunedì 14 maggio 2018 (ore 10-20)

il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

vi aspetta al

31° Salone Internazionale del Libro Torino

Lingotto Fiere via Nizza 294 – Torino

Padiglione 2 – Stand H 06

 

 

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis ha partecipato con un suo stand fin dalla prima edizione del Salone Internazionale del Libro Torino, e sarà presente anche quest’anno al Padiglione 2 – Stand H 06.  Il Centro Studi Piemontesi ha realizzato anche per questo #SalTo18 un nuovo segnalibro, appositamente creato dall’artista Daniela Rissone.

Il Centro Studi Piemontesi ha aderito all’iniziativa della Regione Piemonte Buono da leggere

Il Centro Studi Piemontesi è presente anche nello spazio degli Istituti Culturali del Piemonte al Pad. 3 – T 125/126

 E organizza ogni giorno una presentazione:

 

Giovedì 10 maggio ore 13

Sala Argento – Pad. 3

Presentazione del libro di Simonetta Tombaccini

La “Nazione Ebrea” di Nizza.  Popolazioni, istituzioni, usi e costumi (1814-1860)

Centro Studi Piemontesi, con il contributo della Fondazione Guglielmo De Lévy

Con l’Autrice intervengono Alberto Cavaglion, Dario Disegni, Giuseppe PichettoSandra Reberschak FurlottiModera Albina Malerba.

 

Giovedì 10 maggio ore 18.30

Spazio Istituti Culturali – Pad. 3 T125/126

 presentazione dell’Opera

L’Epistolario del beato Sebastiano Valfrè (1651-1710). Scritti di un fedele dispensatore dei misteri di Dio

a cura di Daniele D’Alessandro

con il curatore interviene Daniele Bolognini

 

Domenica 13 maggio ore 17

  Sala Arancio

Presentazione del libro di  Graziella Riviera

La strada del Fiammingo. Dal Brabante al Monferrato: i Tabachetti di Fiandra

Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2017

Con l’Autrice intervengono Bruno Gambarotta, Renata Lodari, Laura Riviera Cavigliasso, Rosanna RocciaCoordina Albina Malerba.

Lunedì 14 maggio ore 10.30 

Sala Avorio

In collaborazione con la Fondazione Filippo Burzi 

Presentazione del libro

Filippo Burzio
L’alba del Demiurgo.  Scritti giovanili (1901-1910)

introduzione e cura di Paolo Bagnoli
trascrizioni e con una nota di Corinna Desole
presentazione di Alberto Sinigaglia

Con i Curatori intervengono Alberto Sinigaglia, Bruno Quaranta, Adriano Viarengo, Albina Malerba

 

Lunedì 14  maggio ore 16

Spazio Istituti Culturali Pad. 3 T125/126

Presentazione dell’opera

Anna Maria d’Orléans. Regina di Sardegna Duchessa di Savoia

di Maria Teresa Reineri

edizioni Centro Studi Piemontesi 2017

Con l’Autrice interviene  Gustavo Mola di Nomaglio

Lunedì 14  maggio ore 17

Spazio Istituti Culturali  Pad. 3 T125/126

Presentazione dell’opera di Elena Gianasso

Per l’immagine dello Stato. Sperimentazioni neobarocche a Torino: Castello del Valentino e Palazzo Carignano

pubblicato dal Centro Studi Piemontesi 2018

Con l’Autrice interviene Costanza Roggero, Politecnico di Torino

 

scarica il programma del Centro Studi Piemontesi al Salone del Libro

 

Segreti e polemiche della Torre Littoria di Torino

Lunedì 6 novembre ore 18

Elena Gianasso
e l’autore Gian Luca Giani

presentano il libro

L’incanto della Torre

Segreti, splendore e polemiche della costruzione più discussa di Torino

Edizioni Yume, Torino

 

Il libro dedicato alla Torre, detta Littoria, che segna lo skyline della torinese piazza Castello, fa scoprire non pochi segreti, splendori e polemiche di uno dei fabbricati più discussi della città. È il sottotitolo del volume a spiegare la natura delle più di duecento pagine scritte, corredate da illustrazioni in bicromia, dal nipote di uno degli autori del progetto, Armando Melis de Villa (1889-1961). Originario di Iglesias, luogo di ricerca dell’autore, e formato nella scuola di ingegneria torinese, Armando Melis lavora quando l’approccio dei progettisti innovatori, diffuso in Europa dal Movimento Moderno, è ancora accostato a realizzazioni che guardano alla tradizione. Le carte che documentano la sua lunga attività sono ora comprese nel patrimonio del Laboratorio di Storia e Beni culturali del Politecnico di Torino e nel fondo Melis de Villa conservato presso la Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte […] Dell’importante dibattito culturale cittadino di quegli anni, il libro privilegia la lunga vicenda che accompagna la costruzione della Torre Littoria. Fabbricato già più volte studiato, compreso nel piano di risanamento di via Roma, innalzato sul retro di un isolato soggetto alla normativa municipale che imponeva il linguaggio neobarocco verso la nuova via, la torre è collocata, in questo testo, nell’ambiente culturale del periodo tra le due guerre [dalla recensione di Elena Gianasso, pubblicato sul ,1, 2017 di “Studi Piemontesi”].

Il video dell’incontro è sul nostro canale Youtube

Riprendono i Colloqui del Lunedì

 

Di lunedì alle 18

In via Revel a Torino, al Centro Studi Piemontesi,  ritornano dal 16 ottobre, con la Storia dei Guglielminetti , “I Colloqui del Lunedì”:  il tradizionale e collaudato ciclo di incontri che il Centro Studi Piemontesi organizza nella sua sede di  Torino in via Ottavio Revel 15,  su argomenti interdisciplinari, come è nel DNA dell’attività di studi e ricerche dell’istituto.

Si comincia

lunedì 16 ottobre alle ore 18, con il direttore della rivista “Studi Piemontesi”, Rosanna Roccia che dialoga con Maria Chiara Acciarini autrice del libro: Storia dei Guglielminetti. 150 anni di memorie familiari dall’Unità d’Italia alla fine del Novecento (Robin Edizioni, Torino);

e si prosegue fino a dicembre sempre di lunedì alle ore 18.

23 ottobre: Piero Gribaudi e Bruno Guglielmotto-Ravet presentano le Lettere sulle Valli di Lanzo di Luigi Francesetti di Mezzenile,  traduzione di Piero Gribaudi  per le edizioni della Società Storica delle Valli di Lanzo. Letture di Valentina Duretto.

30 ottobre: Albina Malerba e l’autore Giovanni Tesio presentano la raccolta Vita dacant e da canté, 369 sonetti in piemontese, pubblicati dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis.

6 novembre: Elena Gianasso e l’autore Gian Luca Giani presentano il libro L’incanto della Torre. Segreti, splendore e polemiche della costruzione più discussa di Torino, Edizioni Yume, Torino.

13 novembre: gli autori  Federico Fontana, Luca Giacomini, Renata Lodari, con Gustavo Mola di Nomaglio e Matteo Ferrione, presentano il volume,  Antiche Dimore e Giardini a Dronero, edizione del Centro Studi Piemontesi in collaborazione con l’Associazione DroneroCult.

20 novembre: Pier Paolo Merlin , Franca Varallo  e le curatrici Anna Cantaluppi e Blythe Alice Raviola,  presentano l’opera L’Umiltà e le Rose . Storia di una Compagnia Femminile a Torino tra età moderna e contemporanea, pubblicazione della Fondazione 1563 – Quaderni dell’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo, Leo S. Olschki editore, Firenze.

27 novembre: Luigi Rajneri, conferenza illustrata su Architettura e poesia nei progetti di Giorgio Raineri (1927-2012).

4 dicembre: Daniela Rissone, La Stella fra le stelle, Story-board sulla Stella della Mole Antonelliana, pubblicazione del Centro Studi Piemontesi.

Da mercoledì 13 dicembre, a partire dalle 11,30, inaugurazione della tradizionale mostra “Un libro per Natale” che resterà aperta fino al 22 dicembre.

Scarica il programma

Le etichette dei vini di Langa

Giovedì 16 giugno, ore 18

in sede

Elena Gianasso

e i curatori

Silvia Sala e Lorenzo Mamino

dialogano intorno al volume

Dall’altra parte della natura. Etichette in Langa di Gianni Gallo

Villanova Mondovì, 2015

 etichette

 

«Interessante volume dedicato alle etichette realizzate da Gianni Gallo, disegnatore e incisore langarolo, il libro presenta e discute l’opera dell’artista che dal 1964 al 2011 si è occupato di etichette per il vino, l’olio, il pane, le marmellate, il miele, la grappa, i prodotti di bellezza. Quadro di una produzione soprattutto piemontese, il testo ripercorre il percorso professionale dell’artista: i primi disegni di galli tracciati per l’azienda di famiglia Ribote inaugurano una lunga serie di soggetti tratti dalla natura che, a parte alcune eccezioni, qualificano tutta la sua opera. I curatori del libro, Silvia Sala e Lorenzo Mamino, delineano il profilo artistico e umano di una persona che, scrive Carlo Petrini, “ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di langaroli e non solo”…» [dalla recensione di Elena Gianasso  in corso di stampa in “Studi Piemontesi”, 1, 2016]

www.studipiemontesi.it