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Massimo d’Azeglio

An flanand tra le pagine del
Catalogo storico delle edizioni del Centro Studi Piemontesi

Mentre segnaliamo che sta per uscire
MASSIMO D’AZEGLIO,
Epistolario (1819-1866), vol. XI (1° gennaio 1864 – 11 gennaio 1866), a cura di GEORGES VIRLOGEUX. Pagg. LVI-554. ISBN 978-88-8262-295-4
raccomandiamo la lettura della biografia di Massimo d’Azeglio, per conoscere la figura di un piemontese europeo di grande attualità

GIORGIO MARTELLINI, MARIA TERESA PICHETTO

Massimo d’Azeglio. Un artista in politica

Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis. Pagg. 304, ill., 2016. ISBN978-88-8262-249-7

“È nato seducente” disse di Massimo d’Azeglio il suocero Alessandro Manzoni. Di D’Azeglio, l’aristocratico, il dandy, il pittore, lo scrittore, il politico, lo statista (precursore di Cavour), Giorgio Martellini e Maria Teresa Pichetto hanno proposto in una prima edizione del 1990 (per Camunia), una biografia completa fondata su una documentazione di prima mano, resa accattivante da una scrittura narrativa ritmata da pertinenti e impertinenti citazioni dai ricordi e dalle lettere del protagonista. A distanza di quasi trent’anni, nell’anno del 150° della scomparsa di Massimo d’Azeglio, il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis (editore del monumentale Epistolario azegliano, curato da Georges Virlogeux, giunto al decimo volume, dei dodici previsti) propone la ristampa aggiornata dell’opera: il racconto del percorso (1798-1866) di un uomo di successo, anticonformista e amabilmente autoironico, di affascinante versatilità. Pitor ëd mësté, come amava autodefinirsi, autore di fortunati romanzi come l’Ettore Fieramosca, politico lungimirante e onesto, D’Azeglio visse romanzeschi amori (con Carolina Morici, Giulia Manzoni e Luisa Maumary Blondel); ebbe duraturi sodalizi di amicizia e stima con Cesare Balbo, Tommaso Grossi e Carlo Alberto; fu protagonista di conflitti e contestazioni con Pio IX, Gioberti, Guerrazzi e Giusti; e si trovò ad essere attore spregiudicato e spettatore disincantato di più di cinquant’anni di vita delle città italiane (Torino, Roma, Milano, Bologna, Firenze, Genova, Napoli) che furono l’epicentro dei grandi cambiamenti politici e sociali dell’Ottocento.