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Ricordo di Piero Cazzola, il video

Il 5 ottobre, 100° compleanno di Piero Cazzola, lo abbiamo ricordato con le testimonianze di Guido Curto, Anna Roberti, Emanuele Kanceff, Albina Malerba, Rosanna Roccia e gli interventi di Michail Talalay, Piero Cazzola e il Piemonte dei Russi; Marina Moretti, Piero Cazzola e il mondo russo di Sanremo; Giulia Baselica, Piero Cazzola e la sua opera di divulgazione della letteratura e della cultura russa

CAVOUR: Rosanna ROccia legge William de La Rive

Per#letturaday, Rosanna Roccia legge una pagina tratta dall’opera di William De La Rive, Il Conte di Cavour. Dai ricordi di Isacco  Artom.

William De La Rive (1827-1900), giornalista, scrittore e uomo politico ginevrino. Pubblicò l’opera Il Conte di Cavour a puntate nei primi cinque fascicoli della Bibliothèque Universelle di Ginevra nel 1862. Era cugino di Camillo Cavour. Isacco Artom era il Segretario dello Statista.

è uscita la rivista “Studi Piemontesi”, 50° annata

«Studi Piemontesi»

giugno 2021, vol. L, fasc. 1

        Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, nato l’11 giugno 1979 per iniziativa di Renzo Gandolfo con lo scopo di promuovere le ricerche su storia, arti, letteratura e tutto quello che è cultura del Piemonte, tre anni dopo avviava la pubblicazione della rivista «Studi Piemontesi», della quale è appena uscito, puntuale come sempre, il primo dei due numeri del cinquantesimo volume. La direttrice Rosanna Roccia rievoca in apertura i personaggi che ne hanno segnato l’attività in questi cinquant’anni traendo le linee guida per continuare – come si legge nell’antiporta –  «a segnare, coordinare, approfondire programmi e rapporti ideali e reali di cultura e gusto». Purtroppo a festeggiare il cinquantenario manca Gian Savino Pene Vidari (1940-2020) a lungo presidente del comitato scientifico, scomparso improvvisamente: Michele Rosboch ne ricorda la figura umana e di studioso.

            Un’impresa che continua quella della rivista e una impresa che si conclude, quella della pubblicazione (dodici volumi) a cura dell’italianista francese Georges Virlogeux dell’epistolario di Massimo d’Azeglio annunciata nell’autunno 1985; traccia un profilo dell’opera con la competenza e la partecipazione di una grande esperta di epistolari risorgimentali Rosanna Roccia. A dimostrare che certe imprese finiscono ma non sono mai concluse, in chiusura del fascicolo Virlogeux, che ha condotto in porto la flotta dei dodici volumi, pubblica altre diciannove lettere (dal 1838 al 1864 quelle datate) di d’Azeglio al barone savoiardo Hector Garriod (1803-1883) commerciante di opere d’arte: sono comparse sul mercato antiquario mentre il XII volume era in corso di stampa. E ancora di d’Azeglio tratta Fabio Cafagna presentando un dipinto di Luigi Barne (1798-1837) citato nei Miei ricordi.

L’opera memorialistica ci offre il destro di aprire la sezione letteraria: del 1830 è il poemetto di Enrico Bussolino (1774-1838) Poupourì a la sënëvra: Andrea Bosio lo colloca nel contesto del dibattito sull’uso del dialetto in letteratura negli anni della Restaurazione. Una ventina d’anni prima (1809) era uscita ad Asti la prima edizione oggi nota del Gelindo Mario Chiesa esamina la lingua italiana usata dai personaggi illustri della sacra rappresentazione e riconosce la mano di due autori diversi. Siamo ancora nella prima metà dell’Ottocento con Coriolano Malingri di Bagnolo (1790-1855), amico di Diodata Saluzzo: Giacomo Cellerino ne ricostruisce la biografia e ne censisce l’opera letteraria edita. A tempi più recenti ci porta Giovanni Tesio che ci fa partecipi delle riflessioni di Primo Levi sulla rima ed illustra l’uso che ne fa.

Dalla letteratura alla storia, grazie alle lettere, quelle degli ambasciatori veneti a Torino tra Cinque e Seicento: Pierpaolo Merlin vi cerca i caratteri che essi riconoscevano nella sovranità dei Savoia. Enrico Genta Ternavasio ricorda un particolare istituto benefico del Settecento a favore delle giovani povere ma meritevoli, la ‘Rosière’. Ancora nel Settecento con Isabelle Eve Carlotti Devier che informa sull’accoglienza dei viaggiatori britannici alla corte di Savoia. Federica Merlo estrae trame di storie perdute dal fondo di autografi dei devianti conservati nel Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso. Erika Luciano racconta i campi universitari per studenti militari internati istituiti da Gustavo Colonnetti esiliato in Svizzera.

Siamo così alla sezione della storia dell’arte; architettura anzi tutto: Chiara Devoti ricostruisce dai documenti la Commenda di San Giovanni Battista nell’Isola di Sant’Avventore, oggi scomparsa, e la sua cappella nella Chiesa dei Santi Processo e Martiniano. Cristina Ruggero, con una ampia recensione al volume edito dal Centro Studi Piemontesi, pone l’accento sul fondo juvarriano conservato nella Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e sul catalogo dei disegni approntato in occasione della recente mostra su Filippo Juvarra. Laura Palmucci e Laura Aime, grazie alla liberalità della Famiglia Della Chiesa di Cervignasco e Trivero, illustrano progetti inediti destinati a Cuneo e al cuneese di Mario Ludovico Quarini, collaboratore di Bernardo Antonio Vittone. Giovanna D’Amia tratta della formazione piemontese dell’architetto Carlo Morra (1854-1926) attivo in Argentina. Roberto Antonetto invece richiama l’attenzione su Antonio Bonadè (1807-1873), un dimenticato maestro di tarsia. Giancarlo Melano segnala una collezione genovese tra gli antecedenti dell’Armeria Reale.

La tredicesima puntata di onomastica piemontese curata da Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia ha un solo protagonista, il fagiano, naturalmente declinato nei suoi esiti piemontesi: Fasan, Fasano, Fasani, ecc.

Come sempre chiudono il fascicolo le dense pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi, alle notizie di mostre convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale.

Indice

Abstract

Comitato Scientifico

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Gilles Bertrand, Mario Chiesa, Gabriele Clemens, Anna Cornagliotti, Guido Curto, Chiara Devoti, Enrico Genta Ternavasio, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Isabella Massabò Ricci,  Andrea Merlotti, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Pier Massimo Prosio,  Rosanna Roccia,  Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano,  Giovanni Tesio,  Georges Virlogeux.

Direttore, Rosanna Roccia; Responsabile, Albina Malerba.

Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali

Georges Virlogeux racconta l’epistolario azegliano

Il Centro Studi Piemontesi racconta…

Georges Virlogeux, curatore dell’Epistolario di Massimo d’Azeglio, racconta il suo quarantennale lavoro per portare a compimento la pubblicazione dell’opera.

L’Opera completa:
I (1819-1840). Pagg. LXXXVIII-533 (1987).
II (1841-1845). Pagg. XXVII-480 (1989).
III (1846-1847). Pagg. XXIX-601 (1992).
IV (1° gennaio 1848 – 6 maggio 1849). Pagg. XLI-441 (1998).
V (8 maggio 1849 – 31 dicembre 1849). Pagg. LI-551 (2002).
VI (2 gennaio 1850 – 13 settembre 1851). Pagg. XLVII-591 (2007).
VII (19 settembre 1851 – 4 novembre 1852). Pagg. LVIII-492 (2010).
VIII (4 novembre 1852 – 29 dicembre 1856). Pagg. LVI-590 (2013).
IX (1857-1859). Pagg. LVIII-526 (2016).
X (1860-1863). Pagg. LXVIII-810 (2019).
XI (1° gennaio 1864 – 11 gennaio 1866). Pagg. LVI-556 (2020).
XII (Supplementi). Pagg. XXIX-386 (2021).

Rosanna Roccia racconta l’Epistolario d’Azeglio

Il Centro Studi Piemontesi racconta…

Rosanna Roccia, direttore della rivista “Studi Piemontesi” racconta l’Epistolario di Massimo d’Azeglio, giunto finalmente alla conclusione: 12 volumi curati da Georges Virlogeux e editi dal Centro Studi Piemontesi

l’impresa è compiuta!

L’impresa è compiuta!
Tutti pubblicati i 12 volumi
dell’Epistolario di Massimo d’Azeglio
a cura di Georges Virlogeux

L’impresa è compiuta! Con l’uscita del volume XII, è stato completato l’Epistolario di Massimo d’Azeglio (Torino, 24 ottobre 1798-15 gennaio 1866), curato da Georges Virlogeux per le edizioni del Centro Studi Piemontesi. “12 grandi volumi di complessive 7165 pagine, 608 delle quali di Introduzioni del curatore […] 4704 lettere di Massimo e 2166 lettere di corrispondenti suoi […] i destinatari sono circa 600” (come scrive Rosanna Roccia in un ampio saggio in corso di pubblicazione per il numero del cinquantenario di “Studi Piemontesi”, giugno 2021). Le prime lettere nel volume I (pubblicato nel 1987) sono del 1819, l’ultima nel volume XI (2020) è dell’XI gennaio 1866.

Un giovane Massimo d’Azeglio pittore

Nell’Introduzione al volume XII Supplementi (finito di stampare il 15 gennaio 2021, 155° anniversario della morte di Massimo d’Azeglio) e in distribuzione in questi giorni, così scrive il curatore Georges Virlogeux:
«E con questo dodicesimo e ultimo volume si conclude la nostra ricerca intrapresa oltre quarant’anni fa… A misurare l’estensione e la natura del progetto (ben individuato da Alberto Maria Ghisalberti che non lo realizzò) fu Carlo Pischedda. Ad impegnare il Centro Studi Piemontesi in questa coraggiosa impresa fu Renzo Gandolfo. A Pischedda e Gandolfo, compianti numi tutelari va la nostra gratitudine e il nostro commosso ricordo. Bella fu l’avventura e ricchi d’umanità gli incontri con coloro che misero poi a disposizione il materiale conservato nei loro archivi, pubblici e privati, rivelando l’impressionante diaspora enumerata all’inizio di ognuno dei dodici volumi »

Sono raccolte nel volume XII le 108 lettere di nuova acquisizione giunte a disposizione dopo la pubblicazione dei volumi di pertinenza. E anche talvolta se già pubblicate ma in versione scompleta o testualmente scorretta. Questo volume rispecchia per così dire la storia in progress dell’epistolario quale si è venuta svolgendo dopo la pubblicazione del primo volume nel 1987.
Tra gli inediti rilevanti presenti nel vol. XII, le 19 lettere inedite a Louis Geofroy, reperite sul mercato antiquario, ove fu trovato fortuitamente dallo storico parigino Antoine Lefébure un esemplare a stampa delle lettere a Eugène Rendu, L’Italie de 1847 à 1865, tra le cui pagine furono intercalate e incollate, forse dallo stesso destinatario, ben 19 autografi di lettere dell’Azeglio al giornalista e diplomatico francese Louis Geofroy corrispondente della “Revue des Deux Mondes”. Dall’acquirente questo volume “truffé” è stato donato al curatore che a sua volta lo ha donato al Centro Studi Piemontesi e oggi fa parte dell’Archivio Istituzionale. «

Quest’importante gruppo di lettere, scritte in francese tra il 1847 e il 1858 con una vivacità di stile davvero stupenda, e che offrono dettagliate e gustose cronache dell’attualità politica di quegli anni, è confluito interamente in questo volume di Supplementi. Fino ad oggi avevamo soltanto a disposizione le undici lettere di Geofroy della Raccolta azegliana di Roma. L’insieme costituisce un importante carteggio illustrativo delle relazioni giornalistiche tra Francia, Piemonte e Italia nonché del contributo specifico della “Revue des Deux Mondes”. Vi sono inoltre 26 lettere all’incisore Paolo Toschi.
In Appendice il volume XII pubblica, oltre ai consueti Indici, anche un indice dei nomi di persona e di luogo degli Scritti e discorsi politici (pubblicata da Marcus De Rubris nel 1931-1938) a cura di Laura Guidobaldi.

L’edizione dell’epistolario azegliano così compiuta pone fine alla diaspora della corrispondenza di Massimo d’Azeglio. A opera ultimata, la conoscenza dell’azione e del pensiero dello Statista ne esce più completa e corretta. La personalità dell’Azeglio (politico, uomo di mondo, scrittore, pittore, viaggiatore) ne risulta incontestabilmente approfondita, illustrata anche negli aspetti più sottilmente e psicologicamente legati all’uomo tout court.
I dodici volumi fanno piena luce sull’ampio giro di relazioni che l’Azeglio intrattenne con corrispondenti vari, con amici e con familiari. Anche i contorni esatti dell’uomo reale si compongono in una fisionomia più varia e sfaccettata. I suoi giudizi privati, le sue idiosincrasie, i suoi mutamenti d’umore, l’espressione spontanea dei suoi sentimenti sono stati infatti molte volte devotamente o cautamente edulcorati da zelanti curatori, affinché l’immagine del “cavaliere della prima passione nazionale” si discostasse il meno possibile dal modello dell’agiografia risorgimentale.

Dal volume IV l’Epistolario è stato pubblicato grazie al sostegno fondamentale della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del progetto: “Massimo d’Azeglio un torinese per l’Italia e per l’Europa”.

L’Opera completa
I (1819-1840). Pagg. LXXXVIII-533 (1987).
II (1841-1845). Pagg. XXVII-480 (1989).
III (1846-1847). Pagg. XXIX-601 (1992).
IV (1° gennaio 1848 – 6 maggio 1849). Pagg. XLI-441 (1998).
V (8 maggio 1849 – 31 dicembre 1849). Pagg. LI-551 (2002).
VI (2 gennaio 1850 – 13 settembre 1851). Pagg. XLVII-591 (2007).
VII (19 settembre 1851 – 4 novembre 1852). Pagg. LVIII-492 (2010).
VIII (4 novembre 1852 – 29 dicembre 1856). Pagg. LVI-590 (2013).
IX (2 gennaio 1857 – 27 dicembre 1859). Pagg. LVIII-526 (2016).
X (2 gennaio 1860 – 31 dicembre 1863). Pagg. LXVIII-810 (2019).
XI (1° gennaio 1864 – 11 gennaio 1866). Pagg. LVI-556 (2020).
XII (Supplementi). Pagg. XXIX-386 (2021).

Georges Virlogeux con Gilles Pecout, Franz Stolberg, Giuliano Gasca Queirazza
all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, il 22 gennaio 2008

Il Curatore

Georges Virlogeux professore onorario di letteratura e civiltà italiane nell’Università di Aix-en-Provence. Ha pubblicato vari saggi di argomento ottocentesco e d’ecdotica dei carteggi in riviste francesi e italiane come la “Revue des études italiennes” (Paris), la “Revue d’études romanes” (Aix-en-Provence), “Rassegna storica del Risorgimento” (Roma), “Studi Piemontesi” (Torino), “Annali manzoniani” (Milano) o in Atti di convegni di studi internazionali (Aix-en- Provence) 1981, 1983, 1984, 1985, 1987, 1989; San Salvatore Monferrato 1983; Nantes 1984; Saluzzo 1990; Lecco 1990; Marsala 2011; Roma 2013; Cagliari 1992; Stresa 1993, Torino 1998, 2010, 2011, 2017; Parigi 2010, 2017, 2018.

Finestra della casa di Provenza dove Georges Virlogeux ha curato l’edizione dei 12 volumi dell’Epistolario di Massimo d’Azeglio

Il suo maggior contributo è la raccolta, la cura e la pubblicazione, dei dodici volumi, dell’Epistolario di Massimo d’Azeglio, per le edizioni del Centro Studi Piemontesi di Torino. È membro del Comitato Scientifico per l’Edizione Nazionale delle Opere di Alessandro Manzoni, Socio Corrispondente della Deputazione Subalpina di Storia Patria, Membro del Comitato Scientifico della rivista «Studi Piemontesi». Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Rosanna roccia racconta… Francesco Faà di Bruno

Il Centro Studi Piemontesi racconta…

Rosanna Roccia, direttore di “Studi Piemontesi”, racconta “L’Epistolario di Francesco Faà di Bruno, scienziato, benefattore, uomo di fede: un monumento di carta allo studioso campione di santità”.

L’Epistolario accoglie 880 lettere di Francesco Faà di Bruno e 100 missive di altri corrispondenti: un migliaio di scritti in cui si rispecchiano cinquant’anni di storia dell’Ottocento piemontese ed
europeo, ricchi di fermenti politici, culturali, sociali, connotati dalla fioritura di forti vocazioni alla santità. La ricca corrispondenza mette in luce lo stile e l’azione di un personaggio fuori dal comune: uomo di scienza, di carità, di spiritualità, Francesco fu beatificato nel 1988 da papa Giovanni Paolo II. Attraverso le lettere se ne ricostruisce la vicenda interiore, le gioie e le preoccupazioni, gli interessi, le scoperte, gli studi, e le molte iniziative a favore dei bisognosi.

Tra le pagine di “Studi Piemontesi”

Il Centro Studi Piemontesi racconta….

Costanza Roggero racconta Tra le pagine del numero di dicembre 2020 di «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità pubblicata dal 1972 dal Centro Studi Piemontesi.