Archivi tag: storia del Risorgimento

Un carteggio risorgimentale tra romanticismo e storia

Martedì 9 aprile ore 17

Auditorium Vivaldi

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

piazza Carlo Alberto 5/a

Presentazione del volume

  Cara Adele, caro Sigismondo 

Millerose fu cominciamento di un sogno… 

Carteggio Savio-Castromediano (1859-1905)

a cura di Maria Alessandra Marcellan

Galatina (Lecce), Mario Congedo Editore

Le oltre 500 lettere accolte nel volume Cara Adele, caro Sigismondo. Millerose fu cominciamento di un sogno…, a cura di Maria Alessandra Marcellan, narrano una storia che si intreccia tra l’incanto di migliaia di rose della villa torinese dei Savio (Millerose, oggi IPLA) e il fascino del palazzo ducale dei Castromediano di Lymburg di Cavallino (Lecce). Il verde dei pascoli alpini e il candore delle vette innevate si incontrano con il cielo “non solo di fuoco, ma di bronzo” del Salento: geografia fisica e, soprattutto, geografia di due anime mosse da ideali e sentimenti comuni di libertà, di affetto e di patria. Il carteggio racconta di due mondi, di due culture, di viaggi, di problemi della quotidianità, di incontri con uomini e donne illustri e con persone semplici, e di luoghi che fanno da sfondo alla Storia del Risorgimento Italiano, dal Piemonte al Mezzogiorno d’Italia.

Ne parlano con la curatrice  Franco Cravarezza,  Gustavo Mola di Nomaglio, Rosanna Roccia
Saluti di  Igor Boni, amministratore delegato IPLA

Eccezionalmente in esposizione una scelta delle porcellane di Dome Cravarezza

Info:   info@studipiemontesi.it –  info@abnut.it – Tel. 011/537486

Achille Miroglio di Moncestino, un ufficiale monferrino tra i Granatieri che fecero l’Italia

Giovedì 4 maggio 2017 ore 18.00

Laura Chiarello

in dialogo con

Blythe Alice Raviola e Alessia Giorda

presenta il suo libro

Un Granatiere tra i Granatieri che fecero l’Italia

La vita di Achille Miroglio conte di Moncestino (1840-1866)

Associazione Mirò di Villamiroglio

Il volume di Laura Chiarello è stato pubblicato, a cura dell’Associazione Mirò (Villamiroglio, Alessandria), in occasione del 150˚ anniversario della morte del tenente conte Achille Miroglio di Moncestino.

Achille Miroglio si arruolò volontario nei Granatieri di Sardegna nel 1859 e partecipò agli scontri che plasmarono la formazione del Regno d’Italia, dalla battaglia di Solferino e San Martino alla Presa di Perugia, sino alla battaglia di Mola di Gaeta e alla repressione del Brigantaggio. Come comandante della 6˚ compagnia del 2˚ Reggimento Granatieri di Sardegna combatté nella battaglia di Custoza del 24 giugno 1866, in cui perse la vita. Fu insignito di 3 medaglie e una menzione speciale.

Il volume riporta alla luce la figura di questo giovane e eroico conte monferrino, valoroso e amatissimo comandante, fulgido esempio di dedizione alla nascente Patria italiana, e ne ricostruisce la breve ma gloriosa carriera militare tra i Granatieri di Sardegna. Fa inoltre riscoprire l’inaspettato ruolo della famiglia Miroglio nel Risorgimento italiano, dal periodo napoleonico alla Prima Guerra d’Indipendenza a fianco del generale Gerolamo Ramorino.

Laura Chiarello, artista monferrina, Master in Fotografia di base e di Reportage all’Accademia “John Kaverdash” di Milano. Presidente dell’Associazione Mirò, che si occupa di promozione del territorio monferrino attraverso l’arte e la letteratura sta portando avanti una complessa ricerca storica su Villamiroglio e la famiglia Miroglio.

Blythe Alice Raviola, Università degli Studi di Milano

Alessia Giorda, Servizio Promozione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico del Museo e della Residenza Sabauda Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

 

 

Premio per gli studi storici sul Piemonte nell’Ottocento e nel Novecento

Il Comitato di Torino dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano  e la Regione Piemonte bandiscono un premio di 8.000 euro da assegnare a uno studioso che abbia conseguito rilevanti risultati nella propria tesi di laurea, la quale appaia meritevole di un ulteriore approfondimento e rielaborazione nella prospettiva di una pubblicazione.

Possono concorrere al premio laureati da non più di 5 anni che abbiano svolto in una università italiana la dissertazione di laurea magistrale o di vecchio ordinamento i di dottorato di ricerca in una disciplina storica, sia su un argomento di storia piemontese tra il 1796 e il 1915, sia su temi storici attinenti il Risorgimento italiano, privilegiando possibilmente l’ambito piemontese.

Le domande dovranno pervenire al Comitato di Torino dell’istituto per la Storia del Risorgimento Italiano entro il 15 giugno 2016.

scarica QUI il bando completo

 

Il diario segreto di Carlo Alberto

Lunedì 21 marzo, ore 18.00

Umberto Levra

in dialogo con l’autore

Pierangelo Gentile

presenta il libro

Carlo Alberto in un diario segreto

Le memorie di Cesare Trabucco di Castagnetto

Comitato di Torino dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Carocci, Torino-Roma 2015

gent

“[…] L’ultimo studioso a vedere il diario del conte Cesare Trabucco di Castagnetto – peraltro non nell’originale, ma in una copia dattiloscritta –  fu Rosario Romeo… Si era negli anni Settanta e quello già era da decenni un documento che suscitava la più viva curiosità degli storici per la vicinanza del suo autore ad uno dei personaggi più complessi dell’avvio della nostra vicenda risorgimentale […].

Pierangelo Gentile presenta il suo lavoro in tre parti. Nella prima ricostruisce, sulla base di documentazione inedita, la vicenda della “donazione” a Vittorio Emanuele II, nel 1866, di quel “voluminoso giornale che potrebbe ben formare da 15 a 20 volumi corredato di molti documenti e di 142  lettere autografe di Re Carlo Alberto”, come scriveva lo stesso Castagnetto nel febbraio 1872 (p. 11). Si trattò in realtà di una acquisizione onerosa, con un evidente alone di ricatto da parte del suo autore, in serie difficoltà finanziarie. Nella seconda – e più corposa – sezione si traccia un ampio profilo di Carlo Alberto, alla luce dei frammenti delle trascrizioni Cibrario, Manno e Romeo. Nella terza, infine, le due trascrizioni ottocentesche sono edite nella loro interezza: quella del Manno come fonte principale e quella del Cibrario come integrazione in nota. Poter disporre di tutti i frammenti ordinatamente e parallelamente editi è certamente un primo e importante strumento per la ricerca che il lavoro dell’autore mette a disposizione. Non va però trascurato anche il profilo del sovrano. In esso confluisce, accanto ad un abile utilizzo delle trascrizioni, anche una lunga attività di studio e ricerca sugli anni carloalbertini  dell’autore, che aveva già prodotto un importante risultato, nel 2013, col volume Alla corte di re Carlo Alberto. Personaggi, cariche e vita a palazzo nel Piemonte risorgimentale (Torino, Centro Studi Piemontesi). Ora non è più l’entourage ma il re stesso ad essere presentato nella sua azione, così come viene visto nelle note del suo fedele funzionario. E qui, indubbiamente, ne troviamo confermata la personalità tra il mistico e l’autoritario, tra il fatalista (l’attesa del proprio “astro”) e l’opportunista, nonché – fortemente ribadita nella testimonianza del Castagnetto – la grande difficoltà nel decidere….” [dalla recensione di Adriano Viarengo pubblicata in “Studi Piemontesi”, n. 2, 2015]

 

Giuseppe Govone a Isola d’Asti

martedì 8 dicembre alle  ore 15,00

presso il Centro Congressi di Isola d’Asti – Via Repergo, 45

presentazione del libro di

Franco Contaretti

 

Al servizio dello Stato

Giuseppe Govone (1825-1872)

Prefazione di Rosanna Roccia

Torino, centro Studi Piemontesi, 2015

Saluti di:

Fabrizio Pace, Sindaco di Isola d’Asti

Albina Malerba, Direttore Centro Studi Piemontesi

Intervento di: Franco Contaretti, Autore del Libro

Coordinatore e Moderatore: Prof. Erildo Ferro

govone

Breve, intensa, povera di routine e ricca di azione, sempre segnata da lampi di intelligenza e di intuito. Così si potrebbe definire la vita di Giuseppe Govone (Isola d’Asti, 1825 – Alba, 1872). Dal 1848 al 1870, gli eventi centrali del Risorgimento, tutti vissuti in prima fila, talvolta in posizioni tanto innovative da essere largamente incomprese, come nel caso della fondazione e guida dei primi servizi segreti militari. Oppure improvvisamente rivelatisi strategiche, addirittura in grado di modificare il corso degli eventi che poi la storia ci avrebbe consegnato, come nella fatale giornata di Custoza del 1866. Nei primi anni ’50 proiettato nel lontano teatro danubiano e poi in Crimea, si rivela capace di coniugare la freddezza dello stratega con l’entusiasmo spericolato dell’uomo d’azione, partecipando alla tanto romanticamente mitizzata carica dei 600 di Balaklava. Dopo l’unificazione, schierato sul difficile e logorante fronte del brigantaggio meridionale, ne fornirà un’interpretazione capace di coglierne i tratti salienti.

Divenuto ministro con Giovanni Lanza e Quintino Sella, Govone predispone i piani militari per la conquista di Roma nel fatidico settembre 1870, ma dovrà rinunciare a condurli a termine, vittima di una terribile depressione che lo porterà di lì a due anni ad una prematura morte suicida, in circostanze mai completamente chiarite.

La precoce uscita dall’agone politico e militare in età ancora giovane, ne segnerà il rapido oblio nella memoria collettiva e più tardi l’incomprensione in ricostruzioni storiografiche frettolose o ideologiche, incapaci di cogliere le molte sfaccettature del personaggio. A riscattare Giuseppe Govone da un destino immeritato, è giunta l’appassionata e attenta biografia di Franco Contaretti che, attraverso l’attento esame di documenti inediti, propone in questo volume (di cui una prima edizione è stata pubblicata dall’Arciere nel 2008) un ritratto efficace ed esauriente del soldato albese.

 

Le Memorie storiche di Alessandria di Pietro Civalieri

Lunedì 30 novembre alle  ore 18

Pierangelo Gentile e  Roberto Livraghi

presentano l’opera

Le Memorie Storiche di Alessandria (1759-1869) di Pietro Civalieri

Archivio di Stato di Alessandria- Associazione Città Nuova

 civa

Dopo quasi dieci anni di intenso, scrupoloso e appassionato lavoro da parte dei curatori Roberto Livraghi, Gian Maria Panizza e Gianluca Ivaldi, con la pubblicazione del sesto volume (quinto della serie), si chiude definitivamente l’edizione di quella straordinaria fonte risorgimentale conservata presso l’Archivio di Stato di Alessandria, costituita dalle memorie del conte Pietro Civalieri di Masio. […] .Gli eventi che sono al centro del volume raccontano una fase centrale nella storia del Regno di Sardegna, anni segnati dapprima dalla rotta nella prima guerra di indipendenza, poi dallo sviluppo economico e tecnologico del Piemonte cavouriano, infine dalla proiezione dello stato sabaudo sullo scacchiere internazionale a seguito dell’intervento in Crimea.  In questi grandi accadimenti della storia patria, Alessandria e il conte Civalieri non sono sullo sfondo, anzi. La democratica città sul Tanaro e l’aristocratico acuto osservatore della realtà del suo tempo, emergono al centro di alcune delle pagine più significative del Risorgimento. Invitato alla tavola del sovrano in procinto di recarsi al tragico destino riservatogli sui campi di Novara, Civalieri è una delle ultime persone a vedere re Carlo Alberto in vita e uno dei primi a comprendere come l’epopea del “re magnanimo” si sarebbe presto trasformata nella contraddittoria trama mitologica del “re martire” intessuta da Luigi Cibrario. Passioni «troppo ardenti», che vedevano, da un lato, coloro che all’esule monarca mai avrebbero perdonato «d’aver tutto sacrificato de’ suoi sudditi per un’ardua e difficilissima impresa», dall’altra chi, senza remore, proclamava Carlo Alberto con «entusiasmo delirante il Martire dell’Italiana indipendenza, il primo cittadino d’Italia, l’Uomo perseverante, forte, l’Uomo unico nella Storia». […] Civalieri restava il disincantato “cantore” delle sue glorie e delle sue miserie, anche se con sentimento: lo stupore e il piacere per la nascente strada ferrata; l’incredulità per gli onori municipali resi al novello presidente della Camera, il redivivo e mai amato avvocato Urbano; l’ammirazione per Cavour che, «dotto ed esperiente nell’economia politica, dall’eminente suo scanno», predicava lo sviluppo dell’industria e dei commerci; la speranza per quella spedizione di Crimea, che «utile e gloriosa pel Piemonte quantunque onerosissima», avrebbe fatto acquistare al regno «forza morale ed importanza politica nel consorzio de’ Cabinetti europei ed indirettamente e col tempo essere utile al rigeneramento d’Italia». Guardava lontano il conte Civalieri.  (dalla recensione di Pierangelo Gentile, pubblicata  in “Studi Piemontesi”, XLIV, 1, 2015)

 

Napoleone III, Cavour e la questione italiana

Per le Lectiones Renzo Gandolfo / Pagine dal territorio

giovedì 22 ottobre alle ore 18

Jean-Yves Frétigné 

tiene una conversazione sul tema

Logica diplomatica versus logica nazionale:

Napoleone III e Cavour di fronte alla questione italiana (1859-1861)

 

freti

Jean-Yves Frétigné è Maître de conférences à l’Université de Rouen-Normandie e Président de la Société d’Études Françaises du Risorgimento italien.

Giuseppe Govone al servizio dello Stato

9788882622282

Breve, intensa, povera di routine e ricca di azione, sempre segnata da lampi di intelligenza e di intuito. Così si potrebbe definire la vita di Giuseppe Govone (Isola d’Asti, 1825 – Alba, 1872).

Dal 1848 al 1870, gli eventi centrali del Risorgimento, tutti vissuti in prima fila, talvolta in posizioni tanto innovative da essere largamente incomprese, come nel caso della fondazione e guida dei primi servizi segreti militari. Oppure improvvisamente rivelatisi strategiche, addirittura in grado di modificare il corso degli eventi che poi la storia ci avrebbe consegnato, come nella fatale giornata di Custoza del 1866.

Nei primi anni ’50 proiettato nel lontano teatro danubiano e poi in Crimea, si rivela capace di coniugare la freddezza dello stratega con l’entusiasmo spericolato dell’uomo d’azione, partecipando alla tanto romanticamente mitizzata carica dei 600 di Balaklava.

Dopo l’unificazione, schierato sul difficile e logorante fronte del brigantaggio meridionale, ne fornirà un’interpretazione capace di coglierne i tratti salienti.

Divenuto ministro con Giovanni Lanza e Quintino Sella, Govone predispone i piani militari per la conquista di Roma nel fatidico settembre 1870, ma dovrà rinunciare a condurli a termine, vittima di una terribile depressione che lo porterà di lì a due anni ad una prematura morte suicida, in circostanze mai completamente chiarite.

La precoce uscita dall’agone politico e militare in età ancora giovane, ne segnerà il rapido oblio nella memoria collettiva e più tardi l’incomprensione in ricostruzioni storiografiche frettolose o ideologiche, incapaci di cogliere le molte sfaccettature del personaggio.

A riscattare Giuseppe Govone da un destino immeritato, è giunta l’appassionata e attenta biografia di Franco Contaretti che, attraverso l’attento esame di documenti inediti, propone in questo volume (di cui una prima edizione è stata pubblicata dall’Arciere nel 2008) un ritratto efficace ed esauriente del soldato albese.

 

Franco Contaretti, Al servizio dello Stato. Giuseppe Govone (1825-1872), prefazione di Rosanna Roccia.                                                           Torino, Centro Studi Piemontesi, pagg. 182, 2015                                 Prezzo di copertina € 16,00                                                                                             ISBN: 978-88-8262-228-2

Torino 1864 alla Biblioteca della Regione Piemonte

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Il volume di Valerio Monti, La strage impunita. Torino 1864 (Edizioni Savej) viene presentato giovedì 12 marzo alle 15,30 alla Biblioteca della Regione Piemonte, in via Confienza 14.

Con l’Autore intervengono Gustavo Mola di Nomaglio, Vice Presidente del Centro Studi Piemontesi, e Enrico Eandi, Presidente della Fondazione Savej.

L’ingresso è libero.

Luigi Bossi, un milanese a Torino

I Colloqui del Lunedì e le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal Territorio, sono i due seguitissimi cicli di incontri che il Centro Studi Piemontesi organizza nella sua sede di  Torino di via Ottavio Revel 15,  su argomenti interdisciplinari, come è nel DNA dell’attività di studi e ricerche del  Centro Studi Piemontesi, che sempre più si conferma un presidio aperto e dinamico di cultura e di civiltà, capace di coniugare insieme il “locale” e l’internazionale.

Sarà Giorgio Federico Siboni dell’Università degli Studi di Milano, con una conferenza su Luigi Bossi (1758-1835). Un milanese a Torino tra fermenti unitari e Impero napoleonico ad aprire i Colloqui  lunedì 2 marzo alle ore 18.  Un omaggio ai rapporti che da sempre legano Torino, prima Capitale d’Italia, con Milano che tra pochi mesi ospiterà l’EXPO 2015.

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L’erudito e letterato milanese Luigi Bossi (1758-1835) ricoprì nel periodo rivoluzionario e napoleonico diversi incarichi diplomatici e amministrativi che lo posero al centro della complessa macchina riformatrice napoleonica. Incaricato d’affari a Torino – prima nel 1799 e poi più lungamente dal 1801 al 1808 – il Bossi avviò nella città subalpina un’importante rete di contatti culturali con i maggiori esponenti del mondo letterario e scientifico, giungendo quindi a essere aggregato alla stessa Accademia delle Scienze, con cui collaborò attivamente nel corso degli anni. Il soggiorno torinese di Luigi Bossi lo vide protagonista di primo piano della visita di Germaine madame de Staël, della ricezione della monta merinos tra Piemonte e Lombardia e dell’introduzione del sistema metrico decimale. Anni di rivolgimenti importanti che si accompagnarono a sussulti politici precorritori della temperie risorgimentale. Di questi e di altri aspetti – diplomatici, economici e sociali – che attraversarono il Piemonte rivoluzionario e napoleonico, Luigi Bossi fu osservatore attento, sagace e privilegiato. La sua testimonianza diretta restituisce i chiaro-scuri di un’età percorsa da mutamenti epocali e tenaci persistenze

Giorgio Federico Siboni, socio e collaboratore del Centro Studi Piemontesi, Dottore di ricerca, membro di comitati scientifici per istituti culturali e società storiche nazionali ed estere, coordina progetti di studio interministeriali relativi alla storia del territorio. Autore di saggi e monografie, le sue ricerche vertono in prevalenza sul XVIII secolo e sull’Età rivoluzionaria e napoleonica. A Luigi Bossi ha dedicato un volume di studi nel 2010 per la Leone Editore di Milano.

I Colloqui del Lunedì si tengono in sede, tutti i lunedì  – fino al 4 maggio – alle ore 18. L’ingresso è aperto a tutti, fino ad esaurimento dei posti in sala.

incontri al Centro Studi Piemontesi