L’architettura militare e G.I. Bertola

      Giovedì 5 maggio, ore 18

in sede (via Ottavio Revel 15 – Torino)

Amelio Fara e Luisa Clotilde Gentile

discutono intorno al volume

Giuseppe Ignazio Bertola (1676-1755)

Il disegno e la lingua dell’architettura militare

di Amelio Fara, con saggi di M.G. Bevilacqua, L.G. Clotilde, P.G. Tordella

Angelo Pontecorboli editore, Firenze 2015

bertola

Ricca di zone d’ombra per la scarsa attenzione critica sinora dedicatagli, l’opera del più importante ingegnere e architetto militare, e non solo, del Settecento sabaudo, Giuseppe Ignazio Bertola, attendeva ancora un recupero storico complessivo. Bertola è infatti tra altro autore della cittadella di Alessandria, della piazza da guerra di Fenestrelle, di fortificazioni alla Brunetta, Verrua, Demonte, Exilles, di ponti nella Savoia. Inoltre, del palazzo dei cistercensi della Consolata d’Asti realizzato nella contrada di Dora Grossa a Torino, nonché, a Cuneo, della raffinata interazione icnografica di ovali a connotare la chiesa di Santa Croce.
Blasonatore regio, nel 1736 Bertola elabora un progetto di Scuola militare trasversalmente innovativo nell’interazione didattica tra architettura militare e civile, disegno topografico e disegno di figura. Maturata sulle orme di Guarino Guarini e straordinariamente profonda, la sua cultura matematica emerge chiaramente nel 1739 all’interno dei programmi d’insegnamento delle Scuole Teoriche d’artiglieria e fortificazione che, fondate in quell’anno, lo vedono loro primo direttore.
Conservato nell’Archivio di Stato di Torino l’inedito Dizionario e repertorio di fortificazione, del 1721, conosce ora la sua prima edizione critica. Già nel 1853 Cesare di Saluzzo lamentava l’oblio totale che avvolgeva l’opera concepita dal Bertola in funzione della progettazione fortificatoria attraverso lo studio capillare dei principali trattatisti europei. Tra i quali gli italiani Leon Battista Alberti, Francesco de’ Marchi, Gabriello Busca, Buonaiuto Lorini, Francesco Tensini, Guarino Guarini, i francesi Jean Errard de Bar-le-Duc, Blaise-Fraçois de Pagan, Allain Manesson Mallet, Vauban nelle interpretazioni degli abati Du Fay e De Cambray, gli olandesi Adam Freitag, Matthias Dögen, Menno van Coehoorn, i tedeschi Wilhelm Dilich, Johann Friedrich Pfeffinger, lo spagnolo Sebastián Fernández de Medrano.

Amelio Fara, ingegnere e architetto, allievo di Cesare Brandi, generale del genio, è uno dei maggiori studiosi europei di architettura militare.

Luisa Clotilde Gentile, funzionario presso l’Archivio di Stato di Torino e membro dell’Académie Internationale d’Héraldique.

1° maggio: tre mostre e un concerto alla Biblioteca Nazionale di Torino

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Domenica 1° maggio la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (Piazza Carlo Alberto 3)  sarà aperta dalle 8 alle 19 con la proposta di varie iniziative culturali tra le quali tre mostre e un concerto.

Segnaliamo

Parole di Piemonte”: mostra bibliografica inaugurata per i 45 anni di nascita del periodico “Studi Piemontesi” e che rimarrà aperta fino al 7 maggio, realizzata in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi che espone una significativa raccolta della produzione e della sua collaborazione con la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, centro di conservazione, tutela e divulgazione della Civiltà del “continente alpino”.

Scarica il programma completo della giornata alla Biblioteca Nazionale Universitaria

QUI il link alla giornata del “Forum di Studi Piemontesi“, primo forum dei collaboratori della rivista “Studi Piemontesi” che si è tenuto il 19 aprile all’Auditorium Vivaldi.

Beppe Gastaldi poeta e scrittore in piemontese

Lunedì 2 maggio, alle ore 18.00

al Centro Studi Piemontesi (via Ottavio Revel 15 – Torino)

Reading poetico per i 90 anni di

Beppe Gastaldi poeta e scrittore in piemontese

con Michele Ponte, Renzo Belletti 
e le Vos grise an libertà

 gastaldi

Giuseppe Gastaldiè nato a Torino il 27 gennaio 1926. Orfano di padre, dopo i primi apprendimenti in una scuola professionale, nel 1940 si impiegò presso la Stipel, l’allora società telefonica. Erano gli anni della guerra, dei bombardamenti, delle distruzioni, degli sfollamenti, dei disagi; ma anche della presa di coscienza della causa di tali mali: la guerra fascista. Gastaldi trovò riscontro e condivisioni con compagni di lavoro coetanei, insieme inseguendo sogni giovanili di un mondo di pace e di giustizia. Nel ’44 ,come tanti amici, prese la via  della montagna che sentiva lembo di Patria libera da difendere. Tra il giugno ’44 e l’aprile ’45 fu in Val Chisone, Val Varaita e Val Maira. Dopo la liberazione frequentò le scuole serali, conseguì il diploma di geometra e continuò la sua attività lavorativa di impiegato tecnico nella medesima azienda, fino al raggiungimento della quiescenza. Ha sempre coltivato l’amore per la montagna e per la lingua piemontese.

Dagli anni ’50 assiduo collaboratore de “Ij Brandé” di Pinin Pacòt, in piemontese ha pubblicato due raccolte poetiche: Sbòss,Turin, A l’ansegna dij Brandé, 1971; Balada d’avril, Turin, A l’ansegna dij Brandé, 1973. Sempre in piemontese ha scritto: Un frà piemontèis martir a Dachau: Padre Giuseppe Girotti, realizzato artigianalmente in un numero limitato di copie, per gli amici. Altre sue prose e poesie sono pubblicate su Ij brandé – Armanach ëd poesìa piemontèisa e su il Musicalbrandé.  In italiano ha pubblicato: Giorni Partigiani, Torino, Cerriglio Edizioni, 2003.

Per festeggiare i suoi 90 anni gli amici e la Ca dë Studi Piemontèis gli dedicano questo incontro di poesie a canzoni.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti in sala.

Dimore storiche del Pinerolese

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Giovedì 5 maggio, alle 17

al Consiglio regionale del Piemonte

Palazzo Lascaris (Via Alfieri 15, Torino)

verrà presentato il progetto

Itinerario delle Dimore Storiche del Pinerolese

 

promosso dall’Associazione Dimore Storiche Italiane-Sezione Piemonte e Valle d’Aosta,  con il patrocinio del Consiglio regionale del Piemonte e del Centro Studi Piemontesi

Dopo i saluti delle Autorità, interverranno Lorenzo Bosco, Fabrizio Folonari, Gustavo Mola di Nomaglio, Liliana Canavesio, Paola Prunas Tola Mariconda

L’ingresso è libero ma è necessario prenotarsi entro il 3 maggio alla mail paolaprunas@libero.it

 

“Studi Piemontesi” in mostra alla Biblioteca Nazionale di Torino

 

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Alla Biblioteca Nazionale di Torino, fino al 7 maggio, è allestita la mostra bibliografica “Pagine di Piemonte”.

 

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Curata da Albina Malerba e Gustavo Mola di Nomaglio, la mostra offre una panoramica sull’attività del Centro Studi Piemontesi e sui 45 anni di pubblicazione della rivista interdisciplinare “Studi Piemontesi” che si festeggiano nel 2016.

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La mostra, allestita in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e con gli Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino resterà aperta fino al 7 maggio 2016 con il seguente orario:

giorni feriali: 10-18; sabato: 10-13

domenica 1° maggio: 10-18

Ingresso gratuito   

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Primo Forum di Studi Piemontesi – gli interventi

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Il primo Forum di «Studi Piemontesi»incontro aperto con gli autori, i collaboratori, i Soci, gli amici del Centro Studi Piemontesi e della rivista interdisciplinare “Studi Piemontesi” si è tenuto martedì 19 aprile all’ Auditorium Vivaldi – Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

Qui il link alla registrazione degli interventi.

Presentazione del REP a Chieri

Giovedì 21 aprile, alle 17,30
alla Biblioteca civica “Nicolò e Paola Francone” di Chieri

Via Vittorio Emanuele II, 1

presentazione del Repertorio Etimologico Piemontese

 

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Con gli interventi di:

Anna Cornagliotti, direttore scientifico

Giovanni Ronco, Laura Parnigoni, Marisa Falconi, Luca Bellone, redattori

Coordina Albina Malerba

Scarica l’invito

 

Dopo quindici anni di lavoro di una équipe di studiosi diretta da Anna Cornagliotti è uscito per i tipi del Centro Studi Piemontesi il monumentale Repertorio Etimologico Piemontese – REP: un vocabolario di grande formato, di oltre 1000 pagine, che documenta la storia delle parole piemontesi dalla loro prima apparaizione, conla ricerca dell’etimo, la registrazione delle varianti fonetiche e morfologiche e l’indicazione dei significati registrati fino ad oggi.

Giuseppe Falchetti, pittore piemontese

Lunedì 18 aprile, ore 18.00

in sede (via Ottavio Revel 15 – Torino)

Angelo Mistrangelo

in dialogo con l’autore

Ferdinando Viglieno-Cossalino

presenta l’opera

Giuseppe Falchetti 

Una vita per la pittura 1843-1918

Editrice Il Punto-Piemonte in Bancarella 2015

Interverrà Gian Giorgio Massara

 

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“Il volume di oltre cinquecento pagine, per lo più illustrato a colori, è dedicato dall’autore alla dinastia dei pittori Falchetti di Caluso, ma in particolare a Giuseppe, l’artista che a soli dodici anni frequenta l’atelier del maestro Giuseppe Camino macinando colori e pulendo i pennelli; lo studio era situato in via Tintori della Seta 11, oggi via Maria Vittoria. […]. Su Giuseppe Falchetti mancava una pubblicazione importante nonostante il pittore risulti presente alle mostre della Promotrice di Torino dal 1862 al 1913, del Circolo degli Artisti, a Milano, Genova e Palermo; sarà la rassegna postuma del 1928 a rendere omaggio al Falchetti, uomo che intende “la pittura come piacere interiore” e che nella propria produzione spazia dalle vedute di montagna ai ritratti, alle scene di vita contadina, a una nutrita serie di cartoline il cui tema s’incentra sulla cacciagione, alle composizioni con “servizi” pronti per chi ama il caffè, ai frutti, alle amatissime Uve. La complessa e appassionata ricerca sul Falchetti articolata in ben dieci anni di lavoro, porta lo studioso a scoprire i soffitti garbatamente decorati fra il 1880 e il 1889 di casa Falchetti, di Villa Piana (Favara), di Casa Gnavi (con l’aiuto del giovanissimo figlio Alberto), di Villa Maggia a Sordevolo […] il salotto di casa Falchetti ( Torino, corso Re Umberto, 42 ) ove troneggiano i busti in gesso modellati da Leonardo Bistolfi per Giuseppe e la moglie. Ben sei sono i rami di parentela che costituiscono l’albero genealogico della famiglia Falchetti, famiglia che comprende la presenza dei pittori Michele (severo ma cromaticamente vivace il Ritratto del Padre), di Alberto che nel 1898 aiuta il padre a dipingere le principali uve del Trentino, di Ernesto, medico ma altresì dignitoso pittore […]”.

Dalla recensione di Gian Giorgio Massara in corso di pubblicazione su “Studi Piemontesi”, 1, 2016.

Angelo Mistrangelo: critico d’arte, giornalista, scrittore.  Vicepresidente della Promotrice Belle Arti di Torino, scrive d’arte per La Stampa e Torinosette. Direttore della rivista culturale Il Platano di Asti.

Ferdinando Viglieno-Cossalino: Pittore, già docente di Disegno Ornato e di Storia dell’Arte in diversi Istituti.

 

Il primo Forum di “Studi Piemontesi”

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Verso i 50 anni di fondazione del Centro Studi Piemontesi  - Ca dë Studi Piemontèis

martedì 19 aprile dalle 16,30 alle 18,30

all’ Auditorium Vivaldi – Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (piazza Carlo Alberto 5/a) si terrà il primo

Forum di «Studi Piemontesi»

Incontro aperto con gli autori, i collaboratori, i Soci, gli amici del Centro Studi Piemontesi e della rivista interdisciplinare “Studi Piemontesi”

 

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Interventi d’apertura

Guglielmo Bartoletti, Direttore Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Franco Cravarezza, Presidente Abnut

Giuseppe Pichetto, Presidente Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

Gustavo Mola di Nomaglio, Vice Presidente CSP e Consigliere Abnut

Albina Malerba, Direttore CSP

Rosanna Roccia, Direttore “Studi Piemontesi”

di alcuni membri del Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi: Renata Allìo, Alberto Basso, Anna Cornagliotti, Guido Curto, Richard DrakePierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci, Aldo A. MolaFrancesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio, Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano, Giovanni Tesio, Georges Virlogeux

È previsto un saluto del Sindaco di Torino Piero Fassino

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Nell’anno che segna i 45 anni di ininterrotta pubblicazione della rivista «Studi Piemontesi», il Centro Studi Piemontesi convoca il «Primo Forum dei collaboratori» propedeutico all’apertura dell’ «Officina 50», il cantiere di studi per le iniziative del cinquantenario di fondazione del Centro.  Al fine di valorizzare la fattiva collaborazione culturale con la Biblioteca Nazionale Universitaria, l’incontro avrà luogo nell’auditorium Vivaldi, che ben si presta per capienza e valenza scientifica a riunire i moltissimi collaboratori e sollecitare la partecipazione di nuove risorse.

Il Comitato Scientifico e i collaboratori «storici», rappresentanti di differenti discipline, i Soci, gli Amici, sono chiamati:

a fare il punto sulla vastissima produzione e promozione culturale svolta negli anni dalla rivista e dal Centro Studi Piemontesi, e a fare, quindi, un bilancio della strada percorsa;

a fare memoria di alcuni personaggi particolarmente significativi nella storia del Centro Studi Piemontesi;

ad avviare gli attesissimi indici completi (anche delle recensioni, notizie, asterischi etc.) che costituiranno un fondamentale strumento per gli studi sulla storia, lingua, cultura del mondo piemontese e subalpino, non senza ampi riflessi rivolti alla Valle d’Aosta e, al di là delle Alpi, alle regioni che formarono nel corso dei secoli gli Stati sabaudi, oggi appartenenti alla Francia e alla Svizzera.

Insomma, si tratterà, nel fare un bilancio, di progettare il futuro, partendo dai suggerimenti dei giovani studiosi e ricercatori legati a numerose Università italiane ed estereche da poco si sono affacciati alle pagine di «Studi Piemontesi» e che saranno sollecitati ad intervenire con le loro idee e le loro proposte.

L’iniziativa si riallaccia idealmente – e ne avrà in parte i medesimi obiettivi –  al Convegno “Studi sul Piemonte: stato attuale, metodologie e indirizzi di ricerca” che si svolse il 16 e 17 novembre 1979 nelle sale e col patrocinio dell’Accademia delle Scienze di Torino del quale gli Atti furono pubblicati nell’Aprile 1980 quale numero speciale della rivista Studi Piemontesi (Con relazioni – dopo introduzioni e premesse di Cataldo Agostinelli, Norberto Bobbio e Giuseppe Fulcheri – di Giovanni Tabacco, Lino Marini, Giuseppe Ricuperati, Franco Venturi, Narciso Nada, Aldo A. Mola, Valerio Castronovo, Mario Abrate, Riccardo Massano, Giuliano Gasca Queirazza, Andreina Griseri, Roberto Gabetti e Luigi Firpo).

Insieme ai collaboratori della rivista sono «convocati» gli autori che hanno pubblicato nelle Collane editoriali del Centro Studi Piemontesi.

La rivista e i volumi pubblicati dal Centro Studi Piemontesi sono presenti nelle raccolte della Biblioteca Nazionale Universitaria (come, peraltro, di un gran numero di biblioteche, istituti culturali, università italiane e mondiali).

5. catalogoprimo

Nell’occasione sarà inaugurata la Mostra bibliografica  Pagine di Piemonte, che rimarrà aperta fino al 9 maggio.

La mostra consentirà di comprendere anche quale straordinaria importanza abbia la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino per la conservazione, tutela e divulgazione non solo dello scibile umano in generale ma anche con specifico riferimento alla Civiltà del “continente alpino”  europeo del quale il Piemonte, con le sue peculiarità storiche, giuridiche, sociali è una componente fondamentale (proprio la Biblioteca Nazionale, tra l’altro, aveva ospitato la mostra e il Convegno per i 15 anni del Centro Studi Piemontesi, nel 1985, in cui si fece il punto sulle conoscenze e studi sino a quel momento, collaborando poi costantemente con il Centro e il Consiglio regionale del Piemonte all’edizione di importanti manoscritti conservati nelle sue raccolte).

Ai volumi sono abbinati estratti di articoli, nonché autografi e documenti di alcuni tra i più noti collaboratori scomparsi (come, in ordine sparso Luigi Firpo, Renzo Gandolfo, Nina Ruffini, Franco Simone, Giuliano Gasca Queirazza, Norberto Bobbio, Luciano Tamburini, Giovanni Tabacco, Narciso Nada, Piera Condulmer, Noemi Gabrielli, Gianrenzo Clivio, Franco Venturi, Enzo Bottasso, Riccardo Massano, Aldo Garosci, Carlo Baudi di Vesme, Gualtiero Rizzi, Ettore Passerin d’Entrèves, Rosario Romeo, Anna Maria Nada Patrone, Sion Segre Amar, Angelo Dragone, Marziano Bernardi, Carlo Pischedda, Giuseppe Talamo, Giulio Carlo Argan, Alessandro Galante Garrone, Vera Comoli, Aldo Garosci, Luigi Ronga, Augusto Bargoni, Roberto Gabetti, Massimo Mila, Sergio Ricossa…).

6. catalogoult

Il progetto si propone di aggiornare annualmente il «Forum» fino all’anno cinquantenario 2019.

Primo appuntamento martedì 19 aprile – Orario: 16,30-18,30

Ingresso aperto a tutti

Un sarcofago egizio al Cimitero Monumentale di Torino

      Giovedì 14 aprile, ore 18, in sede

incontro con

Riccardo Manzini Anna Tozzi Di Marco

 autori del libro

 Un sarcofago egizio per Giuseppe Parvis

Kemet edizioni 2015

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Il Cimitero Monumentale di Torino ospita un sarcofago egizio autentico di pregevolissima fattura, mai studiato a fondo, la cui esistenza è ben nota nel mondo egittologico internazionale, ma di cui molti torinesi ignorano l’esistenza e l’importanza. Dalla sua analisi tecnica, richiesta dal prof. Silvio Curto, sono emerse caratteristiche assolutamente particolari che collegano il sarcofago ai parenti di Cheope e di Chefren, i destinatari delle più note piramidi egizie. Durante l’indagine ci si è soffermati anche sulla singolarità di questa presenza e sui motivi che possono aver fatto giungere il sarcofago nel nostro Cimitero, scoprendo l’affascinante e dimenticato mondo della società italiana in Egitto nella seconda metà del secolo XIX, di cui l’ebanista piemontese Giuseppe Parvis (1831-1909) fu uno degli esponenti più in vista. La sorprendente ricchezza di notizie emersa durante quest’esperienza è stata quindi compendiata nel libro Un sarcofago egizio per Giuseppe Parvis , con la prefazione del compianto e indimenticabile egittologo Silvio Curto.

Riccardo Manzini: di professione chirurgo, da oltre 30 anni studioso di egittologia, è Professional Member dell’International Association of Egyptologists (IAE).Già consulente del prof. Curto e della prof. Leospo (direttori del Museo Egizio di Torino) per gli edifici piramidali, da molti anni si occupa di questioni inerenti la correlazione tra l’evoluzione simbolica, architettonica e le tecniche costruttive dei Complessi piramidali egizi, nel cui ambito ha effettuato oltre 50 conferenze, è stato invitato ad intervenire a congressi Internazionali (Università di Varsavia, Università di Praga), ha scritto articoli scientifici ed ha collaborato alla stesura di alcuni libri.

Anna Tozzi Di Marco: è una ricercatrice indipendente in antropologia sociale e culturale, soprattutto di tematiche inerenti all’antropologia della memoria vissuta nel contesto della religiosità popolare sia cristiana che islamica in ambito mediterraneo, e alla tanatologia culturale nei paesi islamici. Attualmente svolge una indagine comparativa nel Mediterraneo sugli aspetti condivisi tra le tre religioni monoteistiche – ebraismo, cristianesimo, islam – inerenti ai luoghi cultuali e alla devozione ai Sette Dormienti/Ashab al Kahf – Sette Fratelli Maccabei

 

 

Ca dë Studi Piemontèis