La parlata di Trausella

Giovedì 28 maggio, ore 18, per le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal territorio, incontro con Vittoria Carola Vignola per la presentazione del volume, pubblicato a Ivrea da Hever edizioni

La parlata di Trausella. Appunti e spunti per un dizionario

Interviene l’editore Helena Verlucca

 

trausella

Appunti e spunti per un “dizionario” di una piccola comunità della Valchiusella, in Canavese.

I lemmi sono dati sia in grafia piemontese adattata, sia in alfabeto fonetico internazionale. Gli esempi di uso (frasemi), i detti, le filastrocche e i proverbi offrono un quadro delle tradizioni locali. Vittoria Carola Vignola, nell’Introduzione, afferma come un peculiare insieme di fattori socio-economici abbiamo reso la comunità di Trausella «particolarmente esposta al cambiamento». Accanto ai pochi anziani «portatori di saperi, valori, comportamenti e tradizioni propri del mondo agricolo-montano originario» si sarebbe difatti andata ampliando «la fascia dei portatori di altri saperi e valori in quanto partecipi di ruoli socio-professionali diversi e di situazioni comunicative più ampie».

Di fronte all’inevitabile mutamento socio-linguistico, l’autrice ritorna alla parlata materna, percorsa da «umili e quotidiane» atmosfere: una rivisitazione che si è avvalsa non solo dei ricordi ma anche delle «annotazioni di anni». Dalle pagine di questo “dizionario” emerge dunque un mondo ormai sempre più lontano: un mondo verso il quale l’autrice dichiara di aver sempre nutrito rispetto e gratitudine, accanto al desiderio di serbarne memoria «prima che scenda il buio». [dalla recensione di Franco Quaccia, pubblicata su “Studi Piemontesi”, 2, 2014].

 

 

 

Iconografie della Beata Margherita di Savoia

Giovedì 21 maggio, ore 18,  per le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal Territorio conferenza di
Daniele Bolognini e Laura Facchin

Sguardi dal passato: la beata Margherita di Savoia e la sua iconografia

marghe

 

Daniele Bolognini, studioso di agiografia, presenterà brevemente la biografia della beata Margherita di Savoia.

L’intervento di Laura Facchin permetterà di effettuare un breve viaggio attraverso le diverse iconografie della principessa sabauda.

Figlia del Conte Amedeo di Savoia-Acaja, nata a Pinerolo nel 1390, presto orfana passò sotto la tutela dello zio Ludovico. Il Piemonte era sconvolto da guerre che coinvolgevano i Savoia, i Visconti di Milano, i marchesi di Saluzzo e del Monferrato e lo zio guardò a Margherita come a un “pegno di pace”. Fu combinato il matrimonio, nel 1403, con Teodoro II Paleologo, Marchese di Monferrato, più anziano di lei, vedovo con due figli. La giovane affiancò il consorte nel regno. Soggiornarono a Chivasso, a Trino Vercellese e soprattutto nel castello di Casale Monferrato. Dal 1411, per un paio d’anni, Margherita fu a seguito del marito governatore di Genova dove fu straordinaria la sua abnegazione durante una pestilenza. Vedova nel 1418, reggente sino alla maggiore età del figliastro, poté in seguito, finalmente, ritirarsi nel suo palazzo di Alba e fondare un monastero domenicano. Morì il 23 novembre 1464. Piuttosto vasta è l’iconografia della beata Margherita. Sebbene raffigurazioni della principessa in vesti di domenicana si possano annoverare sin dalla fine del XV secolo, la diffusione della sua immagine, spesso accompagnata dagli attributi delle tre frecce, si deve far risalire all’inizio del Seicento. La sua connotazione di beata dinastica ne ha favorito la promozione del culto attraverso opere pittoriche e scultoree nei territori di pertinenza dei Savoia, ma anche, attraverso i legami matrimoniali con le casate principesche europee, in ambito internazionale. Parallelamente, l’ingresso della beata nel santorale domenicano, ha permesso una ulteriore ampia proliferazione della sua rappresentazione all’interno degli edifici appartenenti all’ordine dei frati predicatori.

Nella foto: La beata Margherita di Savoia-Acaja riceve da Cristo le tre frecce, Basilica di Superga, 1729-1730

Il C.S.P. al Salone del Libro 2015

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Da giovedì 14 a lunedì 18 maggio
il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis
vi aspetta al
Salone Internazionale del Libro Torino

Lingotto Fiere via Nizza 294 , Torino

Padiglione 2 – Stand L01

 

Per l’occasione è stato realizzato un segnalibro anamorfico, che sarà offerto a tutti coloro che acquisteranno al Salone un libro del Centro Studi Piemontesi. L’artista Daniela Rissone ha ideato e disegnato questa piccola opera, intitolandola “Portafortuna”, “Pòrta – Boneur”, in lingua Piemontese.

 

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Domenica 17 maggio 2015 ore 13 al Salone Internazionale del Libro Torino, Sala Argento (Padiglione 2)
 Presentazione del libro

Corografia della Città e Provincia di Pinerolo      di Amedeo Grossi (1800) 

ristampa anastatica a cura di Giuseppe Pichetto         edizioni Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis (2014)
Con il Presidente del Centro Studi Piemontesi, Giuseppe Pichettointervengono Agostino MagnaghiMaria Teresa ReineriRosanna Roccia

Il volume analizza città, borghi, terre, villaggi, casali e ville di Pinerolo e dintorni mettendo in luce le caratteristiche fisiche, le colture, le attività artigianali, le strade, non ignorando di ogni paese gli edifici civili e religiosi di prestigio, il numero degli abitanti, i nomi dei proprietari feudali e quelli dei professionisti di attività liberali. Ne risulta un libro ancora oggi di piacevolissima lettura, spunto per interessanti considerazioni sui problemi di ieri, purtroppo in molti casi ancora attuali.

Il volume è corredato dalla Carta corografica della Provincia di Pinerolo disegnata dallo stesso Grossi, inserita ripiegata fuori testo, come nell’originale.

 

Si segnala inoltre che sempre domenica 17, ma alle 11, in Sala ArancioRenata Allio, del Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi, presenterà il suo libro Gli economisti e la guerra.

Legature e SIGECweb

libri

Il Centro Studi Piemontesi è tra gli enti coinvolti nel progetto SIGECweb, una piattaforma realizzata per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione allo scopo di unificare la catalogazione del patrimonio culturale italiano.

Con il progetto legature, che vede coinvolti il Settore Residenze, Collezioni Reali e Soprintendenza ai Beni Librari della Regione Piemonte, la Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio e il Centro Studi Piemontesi, si vuole censire e valorizzare il patrimonio di legature antiche e di pregio del Piemonte, di grande rilevanza storica, culturale e artistica.

Alla descrizione delle legature: metodi e schede descrittive in SIGECweb è dedicata una giornata di formazione, organizzata dal Sistema biblioteche Ecclesiastiche Piemontesi mercoledì 20 maggio alla Biblioteca Provinciale di Filosofia  San Tommaso d’Aquino (Via Rosario di Santa Fe’ 7, Torino).

Scarica QUI il programma completo della giornata con il modulo di iscrizione

Per informazioni: 011/3133162

Giromin all’Alfa Teatro

Il Teatro Alfa mette in scena la commedia in lingua piemontese “Giromin a veul mariesse” di Dino Belmondo, sabato 16 maggio alle 21 e domenica 17 maggio alle 16.

Ai Soci del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis è riservato il biglietto al prezzo di € 10 (invece di € 15).

Alfa Teatro, Via Casalborgone 16/i, Torino                                       prenotazioni:  011/8399929 – info@alfateatro.it

 

Anche in piemontese il sito del Consiglio regionale del Piemonte

Il Consiglio regionale del Piemonte ha lanciato, il 4 maggio, la nuova versione del sito internet www.cr.piemonte.it, un progetto ambizioso che vede coinvolte tutte le direzioni dell’Assemblea e il Csi Piemonte.

Il nuovo spazio web è stato pensato secondo tutte le più moderne logiche di usabilità, con un layout essenziale ma accurato in ogni elemento di design. Nella fase di progettazione abbiamo guardato alle nuove tendenze di siti governativi, dallo stato dello Utah al Canada, dalla Toscana al Parlamento danese.

Il sito, come già il precedente, è disponibile in numerose lingue ma da questa versione è stata introdotta la versione piemontese.

consiglio

Per il piemontese il Consiglio si è avvalso della collaborazione gratuita del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, e noi della supervisione dell’amico e magister Censin Pich.

Il  Direttore Comunicazione istituzionale del Consiglio regionale del Piemonte, ha riferito che la decisione è stata presa dopo i risultati di  sondaggio on line: una richiesta particolarmente caldeggiata dai nostri piemontesi nel mondo.

cons

Filippo Tartùfari e i Partigiani della Montagna

 Giovedì 7 maggio  alle ore 18.00
alla sala conferenze del Museo Diffuso della Resistenza

si parlerà sul tema

La Liberazione di Torino e i Partigiani della Montagna nei versi romaneschi di Filippo Tartùfari (Roma, 1884 – Torino 1956)

Intervengono:

Albina MalerbaFilippo Tartùfari, la rivista “Ël Tòr” e l’amicizia con i poeti piemontesi Nino Costa e Luigi Olivero

 Simonetta Satragni PetruzziFilippo Tartùfari: un romano a Torino. Lettura del poemetto “Li partiggiani de la montagna” e di altri sonetti in romanesco di Filippo Tartùfari

Ingresso libero

museo diffuso

Museo Diffuso della Resistenza                                                                    Corso Valdocco 4/A, Torino                                                                                   tel 011 4420780                                                              www.museodiffusotorino.it

La Sindone a Corte – convegno

La sicopertina sindone

La Sindone è uno dei simboli di Torino e della corte dei Savoia. Comparsa in Francia nel XIV secolo, essa giunse in possesso della dinastia sabauda alla metà del Quattrocento. Da quel momento fra questa reliquia della Passione e i Savoia si andò consolidando un legame strettissimo, destinato a durare fino all’esilio di Umberto II. Reliquia dinastica, per cinquecento anni la Sindone ha seguito le vicende di Casa Savoia, divenendo protagonista della ritualità di corte e imponendosi non solo come elemento di celebrazione e di legittimazione ma anche come fattore di raccordo fra religione, politica e cultura nella ‘società dei principi’.

E’ su questa dimensione della storia del Santo Sudario che focalizza l’attenzione il convegno  “La Sindone a corte. Storia, pratiche, immagini di una reliquia dinastica” organizzato dal Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, dal Centro studi della Reggia di Venaria e dal Centro interdipartimentale di Scienze Religiose Erik Peterson dell’Università di Torino, il 5, 6, 7 maggio a Torino e Venaria.

I lavori si aprono martedì 5 maggio alle ore 15 all’aula magna della Cavallerizza Reale (Via Verdi 9, Torino), con la sessione su “Gli anni di Chambéry“; mercoledì 6 maggio dalle 10 in poi la discussione prosegue alla Reggia di Venaria sul tema “La Sindone a Torino fra corte e città“; conclusione nella mattinata di giovedì 7 maggio a Palazzo Chiablese (Piazza San Giovanni 2, dalle h. 9) con gli interventi su “Architettura e arte per la Sindone“.

Scarica QUI il programma completo delle tre giornate

Per informazioni: 011/4992457 – 338/8055656

I ricordi di guerra di Elena Accati in Valle Cervo

Lunedì 4 maggio, alle ore 18,  per i Colloqui del Lunedì, Elena Accati converserà con il pubblico sul suo libro:

Un giardino di ricordi

Infanzia di guerra in Valle Cervo

 

cervo

Elena Accati, Infanzia di guerra in Valle Cervo. Un giardino di ricordi, presentazione di Luigi Squillario, prefazione di Margherita Oggero, Savigliano, L’Artistica Editrice, 2014, pp.160, ill.

Al nome di Elena Accati si associano subito i più belli e intensi studi di piante, parchi, giardini del Piemonte. Questo è invece un libro di racconti e di ricordi (ma già in precedenza aveva dato prove narrative): “Approdata – scrive – a quella fase della vita in cui si guarda senza nostalgia alle giornate trascorse […] mentre apprezzo e ricerco ritmi lenti e riscopro il silenzio come momento  ideale per cogliere la musicalità del linguaggio […] mi sono tornati alla mente affetti, sensazioni, ricordi [..]”.  È l’infanzia, trascorsa in Valle Cervo, nel Biellese, a dettarle le pagine dei racconti scanditi in 12 tempi, legati dal “filo rosso” della “rottura dell’armonia prodotta dall’odio, dalla guerra”, e dall’incanto per la vegetazione dell’alta Val dël Sarv. Una fascinazione per fiori, piante, arbusti, alberi, paesaggio, natura, che da allora ha accompagnato tutta la sua vita portandola a “studiarne l’impiego nel giardino che è sogno e ricordo, microcosmo dove sono rappresentate le cose infinite dell’universo”. [dalla recensione di A. Malerba, in “Studi Piemontesi”, 2, 2014]

Tavigliano e l’antica comunità di Andorno

Lunedì 27 aprile, alle ore 18,  per i Colloqui del Lunedì, conferenza di Ugo Grosso e Roberto Sandri Giachino sul libro:

Tavigliano e l’antica comunità di Andorno. Storia, famiglie, avvenimenti

Interverrà il Sindaco di Tavigliano, Gino Mantello

 

tavigliano

 

A seguito di una pluriennale ricerca storica e con l’ausilio di numerosi collaboratori, è nato un volume di 432 pagine in grande formato con oltre 250 fotografie e cartine, che racconta il passato di Tavigliano e dell’intera comunità di Andorno. Una storia millenaria che illustra come, nonostante la povertà del territorio montano, gli abitanti abbiano saputo, con la perseveranza ed il risparmio, raggiungere il benessere. Sono narrati i rapporti con lo Stato e i paesi vicini, come si sono formate le zone abitate e le strade che le collegano. Inedite notizie sulle famiglie (storia, genealogie, armi gentilizie, personaggi) permettono di approfondire aspetti di storia sociale e di conoscere il contributo che diedero. Il testo è diviso in due parti: la prima narra le vicende dell’antica comunità di Andorno, la seconda quella di Tavigliano dal 1699, quando ebbe una propria amministrazione. Documentate e ricche appendici elencano i nomi degli abitanti, dei chiavari e consoli di Andorno, dei sindaci di Tavigliano e dei proprietari indicati negli antichi catasti.

Pubblicato dal Comune di Tavigliano.

 

Ca dë Studi Piemontèis