Vittorio Emanuele III tra i protagonisti della Grande Guerra

Lunedì 1° dicembre, ore 18, in sede, si chiude il ciclo autunnale dei Colloqui del Lunedì con la  conferenza di Pierangelo Gentile, Università di Torino, su I Protagonisti della Grande Guerra: Vittorio Emanuele IIIpersonaggio del quale ha affrontato il complesso profilo biografico con profonda competenza ed equilibrio in un volume pubblicato per Il Sole 24 Ore.

L’emigrazione dal Piemonte in Argentina

Giovedì 27 novembre ore 18, in sede, Giancarlo Libert, a colloquio con Giampaolo Verga, presenta il suo libro, Torinesi nella Pampa. L’emigrazione dal Piemonte e dalla provincia di Torino in Argentina, pubblicato nelle edizioni Atene del Canavese, San Giorgio Canavese, 2014.

La pubblicazione rappresenta il punto di arrivo di un pluriennale lavoro che ha portato l’autore a studiare il fenomeno dell’emigrazione piemontese effettuando ricerche storiche e iconografiche, raccogliendo testimonianze e facendo interviste, ricerche d’archivio e a incontrare più volte le comunità dei piemontesi in Argentina. Questo volumeè dedicato all’emigrazione dalla provincia di Torino in Argentina. Fa seguito a precedenti volumi curati dall’autore e dedicati, alle province di Asti e Cuneo. Dopo una breve introduzione illustra la prima analisi dell’emigrazione italiana nel mondo, tratta dal primo censimento degli italiani avvenuto il 31 dicembre 1861 e le cause quali la fame e la miseria che favorirono l’emigrazione dalle montagne, dalle colline e dalle pianure della provincia di Torino verso l’Argentina. Alcuni capitoli sono dedicati all’arrivo dei primi italiani in Argentina, al riconoscimento ufficiale, da parte del Regno di Sardegna della Confederazione Argentina avvenuto nel 1837, primo tra gli Stati pre-unitari e l’opera del console Marcello Cerruti. Viene analizzato il fenomeno diffuso dei gemellaggi  tra paesi piemontesi e argentini  e i dati aggiornati tratti dal registro degli italiani residenti all’estero, registro tenuto presso tutti i comuni. La seconda parte è dedicata alla colonizzazione della provincia di Cordoba a partire dal 1870, successiva a quella verso Santa Fe. La capitale provinciale è gemellata con Torino e molti comuni della provincia di Cordoba sono anch’essi gemellati con paesi della provincia di Torino. Si deve in particolare ai piemontesi il dissodamento delle terre e la nascita della cosiddetta “Pampa Gringa”.   La terza parte è dedicata a oltre un centinaio di personaggi di origine torinese (di Torino e della sua provincia) emigrati in Argentina, come i fratelli Compagno di Rueglio, i fratelli Casalis di Carmagnola e altri colonizzatori, i salesiani come Domenico Milanesio e Stefano Bourlot, e i numerosi sacerdoti diocesani come padre Lorenzo Cot e Michele Pessutto. Un capitolo è dedicato al contributo degli insegnanti nelle scuole e nelle Università Argentine come Beppo Levi e i fratelli Terracini. Numerosi i pionieri dello sport come Carlo Anesi e Giovanni Antonio Gaudino, farmacisti e medici, architetti e costruttori edili come Placido Aimo e Francesco Gianotti. Industriali del settore molitorio furono attivi in numerose città argentine tra le quali San Francisco e Santa Fe come i membri della famiglia Boero, nel settore meccanico sono ancora attivi i Casale e i Pescarmona a Mendoza, mentre in passato operò Ferdinando Maria Perrone (divenuto successivamente proprietario dell’Ansaldo).   Sono illustrati i legami di Jorge Mario Bergoglio con Torino località dove nel 1908 nacque Mario Francesco, padre di Papa Francesco e viene inoltre illustrata la visita di S.E. Torquato di Tella ambasciatore argentino presso la Repubblica Italiana, alla frazione Vallongo di Carmagnola nel settembre del 2012.  Una parte è dedicata all’emigrazione da alcuni comuni della provincia di Torino in Argentina, come Santena, Piobesi Torinese, Castagnole Piemonte, Vinovo e Poirino.

A conclusione un’ampia bibliografia sul tema dell’emigrazione piemontese.

Torino e Siena a confronto

Lunedì 24 novembre, ore 18, nella sede di via Ottavio Revel 15,  Torino, per i Colloqui del Lunedì del Centro Studi Piemontesi, incontro con  Giacomo Zanibelli dell’Università di Siena, che terrà una conversazione su Scuola e classe dirigente tra Sette e Ottocento. Piemonte e Toscana a confronto .

Convegno sulla lingua e la letteratura piemontese

LA CATTEDRA DELLE PAROLE: LINGUA E LETTERATURA PIEMONTESE A PIANEZZA

La Festa dël Piemont 2014 – Pianezza e la Ca dë Studi Piemontèis organizzano l’incontro di studi La Cattedra delle Parole. Dialoghi intorno alla lingua e alla letteratura in piemontese, nella giornata di sabato 22 novembre a Villa Lascaris a Pianezza.

I lavori si apriranno alle 9,30 con:

Gustavo Mola di NomaglioPiemonte e Nizza, Savoia ed Aosta lingue e identità nelle vene di un popolo libero

Sergio GilardinoSpecificità, idiomaticità e territorialità delle lingue ancestrali del PIemonte

Giovanni Tesio, La poesia di Bianca Dorato

Mariangela ArditoLa lingua piemontese: difficoltà dell’essere

Francesca CavalloLingue a contatto: substrato celtico e adstrato spagnolo nel lessico piemontese

Sergio Garuzzo, L’evolussion ëd l’usagi dël piemontèis an rapòrt a la lenga dë Stat: lenga ‘d poesìa ma nen mach. L’esempi dla provincia ‘d Lissandria

Ripresa dei lavori alle 14,30 con:

Davide DamilanoLa lenga piemontèisa a scòla

Michele BonaveroIj “Sermon segusin”, prediche dël Canònich Fransèsch Brayda ‘nt la prima metà dl’Eutsent

Rita GiacominoCostantino Nigra. “Arserche ‘d Costantino Nigra an sij dialèt cavanzan

Enzo VaccaQuand la bufà amprovisa as fa canson e la paròla a gita: mettere in musica le poesie di Bianca Dorato. Racconto di un’esperienza

Gianfranco PavesiLa lingua di confine. Parlate di transizione tra paure e sensi di inferiorità

Fransesch Rubat Borel – Berto ‘d Sèra – Emanuel MiolaLa lenga scrita ai temp dla sparission ëd cola parlà: l’esplosion an sla ragnà

Chiusura dei lavori di Albina Malerba

Giuseppe Lavini: arte e architettura nella Torino tra Otto e Novecento

Giovedì 20 novembre, ore 17.30,  nel Salone d’onore del  Castello del Valentino (viale Mattioli 39, Torino),  presentazione del volume di Giulia Ajmone Marsan,  All’ombra di notabili ed eroi  Giuseppe Lavini (1857-1928), pubblicato dal  Centro Studi Piemontesi.
Dopo i saluti di Giuseppe Pichetto, presidente del Centro Studi Piemontesi, intervengono Costanza Roggero e Elena Gianasso, del Politecnico di Torino.
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Giulia Ajmone Marsan, All’ombra di notabili ed eroi. Giuseppe Lavini (1857-1928)Prefazione di David Chipperfield, Torino, Centro Studi Piemontesi, 2014, pagg. 226, ill.  ISBN: 978-88-8262-212-1                     Prezzo di copertina € 20,00                                                                                         La trasformazione di Torino da Capitale in capitale industriale dava opportunità a giovani idealisti e intraprendenti di dare un contributo alla loro città. Uno di questi era Giuseppe Lavini: proveniente da una famiglia di seri professionisti, si innamorò dell’arte e dell’architettura a cui si dedicò quale critico d’arte, segretario dell’Accademia Albertina, attivissimo socio del Circolo degli Artisti e Consigliere Comunale. Forte di queste esperienze, intraprese dalle pagine di quotidiani e riviste, in particolare l’«Architettura Italiana», campagne per valorizzare l’architettura italiana e influire positivamente sullo sviluppo urbanistico di Torino. Un notabile oggi poco conosciuto, affascinante per la sua lungimiranza e schiettezza.

Elisa Gribaudi su Jacqueline d’Entremont

Lunedì 17 novembre, ore 18, nella sede di via Ottavio Revel 15, Torino, per i Colloqui del Lunedì del Centro Studi Piemontesi, incontro con la scrittrice Elisa Gribaudi Rossi che terrà una conversazione su L’avventurosa e travagliata vita di Jacqueline d’Entremont dalla Savoia a Moncalieri .

 

Nel  1994 a Giacolina d’Entremont, Elisa Gribaudi Rossi con il titolo Madama e Monsignore. Vita e tempi di una donna tra Francia, Savoia e Piemonte (1541-1599) aveva dedicato una biografia romanzata pubblicata dalle edizioni Fògola.

Canti brevi di Nino Oxilia

Giovedì 13 novembre, in sede, alle ore 18, Patrizia Deabate presenterà il libro da lei curato Canti brevi, riedizione della raccolta, datata 1909, del poeta torinese Nino Oxilia (1889-1917).    Interverrà Roberto Rossi Precerutti, al quale si deve l’iniziativa della ristampa  per i tipi della Neos Edizioni di Rivoli nella collana La Mandetta.

Nel 2014, in occasione delle celebrazioni per il centenario di Cabiria, Oxilia  - poeta crepuscolare della cerchia di Guido Gozzano,  autore teatrale e regista delle dive ai tempi d’oro del cinema muto – è stato ricordato con la proiezione di uno dei suoi film più celebri, Rapsodia satanica (1917) all’Auditorium Rai di Torino. La Cineteca di Bologna, invece, nel centenario del film di culto Sangue bleu  del 1914 l’ha proposto in un dvd contenente pure un documentario sulla vita e le opere di regista, alla cui realizzazione ha collaborato anche Patrizia Deabate e che verrà presentato all’appuntamento del 13 novembre.

Nino Oxilia (1889 – 1917) poeta torinese a cavallo fra Crepuscolarismo e Futurismo, nel 1909 pubblicò la prima raccolta Canti brevi nonché Il Commiato, canto goliardico destinato ad essere trasformato prima in inno degli Arditi della Grande Guerra e poi nell’inno nazionale fascista Giovinezza. Già giornalista, a ventidue anni raggiunse la fama in Italia e all’estero nel 1911 con la commedia a tema studentesco Addio giovinezza! (scritta con l’amico Sandro Camasio) poi trasformata in operetta nel 1915 dal M° Giuseppe Pietri e pubblicata da Sonzogno.  Divenuto regista, Oxilia diresse prima a Torino e poi a Roma le maggiori dive cinematografiche italiane celebri nel mondo, come Francesca Bertini, Lyda Borelli e Maria Jacobini, alla quale fu sentimentalmente legato e a cui dedicò versi appassionati. Caduto al fronte nel 1917, lasciò una raccolta di poesie inedite e incomplete (parzialmente andate distrutte in battaglia) che furono pubblicate, nel 1918, col titolo Gli orti

 

L’Istituto Alfieri Carrù, dal dinamismo sociale dell’Ottocento alle povertà di oggi

Giovedì 6 novembre,  ore 18, nella sede di via Ottavio Revel 15, Torino, per le “Lectiones Renzo Gandolfo. Pagine dal Territorio” Emanuela Rossi di Montelera e Maria Luisa Reviglio della Veneria, parleranno dell’Istituto Alfieri-Carrù. Dal dinamismo sociale dell’Ottocento alle povertà di oggi (in margine al volume pubblicato da Hapax editore).

Il volume scaturisce dal proposito di «interpretare» e valorizzare le fonti dell’archivio riordinato dell’Alfieri-Carrù, benemerito istituto d’istruzione ed educazione femminile le cui radici affondano nel Risorgimento. Vi hanno collaborato sedici studiosi, che con competenze diverse hanno teso un filo robusto tra passato e presente, ovvero tra i bisogni di ieri e le istanze sociali di oggi. Le pagine, arricchite da un efficace apparato iconografico, si aprono con brevi saggi che documentano la storia dell’opera, dalle origini, vale a dire dalla fondazione (1837) – su impulso di tre nobildonne appartenenti al casato Alfieri di Sostegno – del «Ritiro delle Povere Figlie della Misericordia», unito poi (1896) al «Ritiro Carrù», voluto dalla contessa vedova Carrù della Trinità (1892). […] Le curatrici Luisa Clotilde Gentile e Maria Luisa Reviglio della Veneria oltre l’Introduzione, hanno firmato vari contributi; Luisa Clotilde Gentile ha inoltre redatto la nota sull’Archivio storico dell’Istituto corredata della «struttura» conferitagli nell’intervento di riordino […]

(Dalla recensione di Rosanna Roccia pubblicata su “Studi Piemontesi”, 2, 2012)

 

Araldica Ecclesiastica

Giovedì 30 ottobre alle ore 17,  nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris (Via Alfieri 15, Torino), presentazione dell’opera Manuale di Araldica Ecclesiastica di S.E. il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo e di Don Antonio Pompili, edito dalla Libreria Editrice Vaticana. Con l’Autore interviene Gustavo Mola di Nomaglio.

La manifestazione è organizzata in collaborazione tra il Centro Studi Piemontesi e il Consiglio regionale del PIemonte.

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Ca dë Studi Piemontèis