Tutti gli articoli di centrostudi

Il Piemontese tra le lingue d’Europa

europa

Giovedì 16 aprile, alle ore 18,  per le Lectiones Renzo Gandolfo / Pagine dal Piemonte, conferenza di Emanuele Miola su
Piemontèis e tipologia. Il Piemontese tra le lingue d’Europa

 

Emanuele Miola è assegnista di ricerca presso l’Università di Milano Bicocca. E’ autore, tra l’altro, di una grammatica del kyé di Roccaforte Mondovì, Innovazione e conservazione in un dialetto di crocevia; e dell’ebook, L’italiano dei nativi digitali, pubblicato da Il Corriere della Sera-RCS. Enigmista, collabora alla Settimana Enigmistica e altre riviste del settore.

La conferenza verterà sul rapporto della lingua piemontese con le altre lingue d’Europa. Ci farà vedere che, guardando al piemontese con nuovi “occhiali”, sarà possibile scoprire molte particolarità della nostra lingua.

cartina

Emanuele Miola a l’é laureasse an Siense Lenghistiche a Turin dël 2006 e peui a l’é adotorasse an Lenghistica Teòrica e Aplicà a l’Università ëd Pavia dël 2010. Adess a l’é asegnista d’arserca a Milano-Bicocca. A l’ha scrivù, tra l’autr, na gramatica dër kyé ëd Rocafòrt davsin al Mondvì, antitolà Innovazione e conservazione in un dialetto di crocevia, e l’ebook, L’italiano dei nativi digitali, surtì për Il Corriere della Sera-RCS. As blaga d’esse ‘dcò n’enigmista e a pùblica ‘d giuegh ansima a la Settimana Enigmistica e a d’àutre arviste d’ës setor.

La conferensa a veul vardé nòstr piemontèis sota na lus neuva, travers la prospetiva lenghistica tipològica. La tipologia a serv a tasté ij limit dle diferense antra le lenghe del mond e, donca, a serché soe smijanse. Se, anfati, i pensoma che ant ël mond d’ancheuj a-i é truch e branca 7000 lenghe vive, a stupiss almanch un pòch che le struture dle lenghe, për na certa fonsion o valadì për smon-e un particolar significà, a sio nen tantissime, ni a sio peui tant diferente antra lor. Emanuele an darà quaiche esempi e peui an parlerà dël piemonteis da la mira tipologica, an fasend ëd comparassion con le lenghe d’Euròpa e, an quaiche cas, con ‘d lenghe fòra dl’Euròpa. An farà vëdde che, se beicoma ël piemonteis con dle neuve baricole, i podroma dëscovrì tante particolarità ‘d nòstra lenga che a resto stërmà s’i pensoma mach antra le quatr muraje dle descrission gramaticaj ëd nòstra tradission, greca, latin-a e peui italian-a.

 

Piemonte e Portogallo

Lunedì 13 aprile, alle ore 18, per i Colloqui del Lunedì, Alice Blythe Raviola e Pierangelo Gentile dialogano sul tema 

Dalle Alpi all’Atlantico. Piemonte e Portogallo. Nove secoli di relazioni dinastiche

 

in margine al volume Portogallo e Piemonte. Nove secoli (XII-XX) di relazioni dinastiche e politiche, a cura di Maria Antònia Lopes e Blythe Alice Raviola

copertina portogallo

Il libro racconta di un legame di lunghissima durata: quello fra il Portogallo – una delle principali monarchie nazionali della prima età moderna – e il ducato di Savoia, piccolo Stato transalpino in cerca di riconoscimento internazionale. Grazie ai contributi di autori di diversa provenienza e di ambiti disciplinari differenti emerge un quadro istituzionale e dinastico variegato, condizionato dagli eventi della politica europea. Sono per lo più le donne, principesse portoghesi o piemontesi, a fungere da pedine diplomatiche e parentali nel tessuto delle relazioni secolari luso-sabaude: Mafalda di Moriana e Savoia, prima regina del Portogallo; Beatrice de Aviz duchessa di Savoia; Margherita di Savoia, viceregina di Portogallo per conto della dominazione spagnola; Maria Francesca Isabella di Savoia Nemours, regina del trono portoghese restaurato; infine Maria Pia di Savoia, penultima regina della monarchia portoghese. Ma sono anche i disegni delle due casate, come nel caso del ventilato matrimonio fra l’infanta Isabel Luisa e il futuro Vittorio Amedeo II di Savoia, a consolidare un’alleanza lontana nello spazio, ma fruttuosa nel tempo. Non a caso il Portogallo fu meta d’esilio per due sovrani sabaudi, Carlo Alberto, re di Sardegna, e Umberto II re d’Italia, il quale, dopo la proclamazione della Repubblica italiana nel 1946, soggiornò a lungo a Cascais. Dalle Alpi all’Atlantico, e dall’Atlantico alle Alpi, si potrebbe riassumere il secolare legame tra Portogallo e Piemonte, in una densa, ciclica contaminazione fra cerimoniali, usi di corte e modelli culturali fra due Paesi solo in apparenza distanti ed estranei l’uno all’altro. Per saperne di più vedi recensione in “Studi Piemontesi”, XLIII, 2 (2014)

 

La Croce Rossa in Piemonte

LOCO CRI

Sabato 11 aprile  al Palazzo del Rettorato dell’Università degli Studi di Torino viene presentato il volume

Storia della Croce Rossa in Piemonte, dalla nascita al 1914

a cura di Costantino Cipolla, Alberto Ardissone, Franco A. Fava (Franco Angeli, 2015)

L’appuntamento è alle 11 nell’Aula Magna di via Verdi 8, con i saluti delle autorità: Gianmaria Ajani (Rettore Università di Torino), Antonino Calvano (Presidente Comitato Regionale C.R.I. Piemonte), Alessandro Comandone (Presidente Accademia di Medicina di Torino). A seguire, la relazione introduttiva di Costantino Cipolla (Università di Bologna) e gli interventi di Giacomo Giacobini (Università di Torino), Alberto Ardissone (Università di Bologna), Franco A. Fava (Università di Torino), Alessandro Bargoni (Università di Torino), Donatella Simon (Università di Torino), Gustavo Mola di Nomaglio (Centro Studi Piemontesi), Tullio Barbieri (Corpo Militare CRI), Fabio Fabbricatore (Corpo Militare CRI). Conclusioni di Paolo Vanni (Università di Firenze).

LOGO UNIVERSITà

Il Teatro Erba per i Soci del CSP

Il Teatro Erba  (Corso Moncalieri 241, Torino) riserva un biglietto a prezzo speciale dedicato ai Soci del Centro Studi Piemontesi per lo spettacolo dei TreliluIl bello deve ancora venire” nelle serate di giovedì 9 aprile, venerdì 10 aprile e sabato 11 aprile 2015.

trelilu

Presentando la tessera del Centro Studi Piemontesi in biglietteria, il costo del biglietto è: € 15 (invece di 24) per lo spettacolo di giovedì; € 19 (invece di 26) per gli spettacoli di venerdì e sabato.

Info:    0116615447 – info@torinospettacoli.it

Il “Gelindo” dall’Ottocento ad oggi

Giovedì 9 aprile, ore 18,  per le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal territorio, incontro con Mario Chiesa e Marco Piccat sul tema

Per una nuova edizione del “Gelindo”

dramma sacro piemontese

 

gelindo

Il Gelindo è la sacra rappresentazione natalizia che da più di due secoli rappresenta uno dei ‘monumenti’ emblematici del Piemonte, al pari della Sacra di San Michele o della basilica di Sant’Andrea di Vercelli. Letta e messa in scena in Piemonte per tutto l’Ottocento e ancora, pure se con minore assiduità, nel Novecento, diffusa in decine e decine di edizioni, non è disponibile in edizione moderna, di qui il progetto del Centro Studi Piemontesi di preparare una nuova edizione.

L’Abate Valperga di Caluso a 200 anni dalla morte

valperga

In collaborazione con Vivant, mercoledì 1° aprile 2015, alle ore 18.00, in sede, un approfondimento su uno dei più importanti scienziati e pensatori europei del ‘700:

a 200 anni dalla morte dell’Abate Valperga di Caluso

Intervengono:

Tomaso Ricardi di Netro, L’Abate di Caluso e i suoi fratelli: una famiglia di successo nella Torino di fine Settecento

Gustavo Mola di Nomaglio, “Aperto a tutti gli orizzonti…”. Militare e teologo, scienziato e poeta, filosofo ed astronomo: l’Abate di Caluso un gigante della cultura europea tra Sette e Ottocento

Albina Malerba, L’Abate di Caluso nel catalogo del Centro Studi Piemontesi

 vivant

 

Le dame di Cristina di Francia

Lunedì 30 marzo, alle ore 18, per i “Colloqui del Lunedì” conferenza di Andrea Merlotti, Centro Studi della Reggia di Venaria, su

Donne e potere alla corte sabauda

Le dame di Cristina di Francia (1637-1663)

cristina

Charles Dauphin, Ritratto equestre di Christine Wilcardel de Fleury (particolare dal ritratto di Christine Wilcardel de Fleury e del principe Emanuele Filiberto  di Carignano), Reggia di Venaria, Sala di Diana

 

«Era seguita con bell’equipaggio non solamente da’cavalieri, … ma dal vago stuolo delle sue dame, le quali parean quel giorno le amazzoni seguitrici della reina Arpalace»: così apparivano Cristina e le sue dame ad Emanuele Tesauro, il 9 giugno 1638 in uno Stato sabaudo ormai alle soglie della Guerra civile. E ancora «Amazone alpina» avrebbe definito la reggente nel panegirico Il Diamante, lo stesso in cui ribadiva la similitudine «tante amazoni quante dame». Amazoni che furono poi le protagoniste del Salone di Diana alla Reggia di Venaria. Sarebbe difficile trovare un’immagine più chiara ed efficace dell’importanza assunta dalle dame d’onore nella corte di Cristina, di cui furono, in effetti, il vero cuore pulsante. Proprio la presenza d’un numero crescente – e mai raggiunto prima o uguagliato dopo – di dame e figlie d’onore fu tale da conferire alla corte dei Savoia un tono che la distingueva dalle altre corti degli stati italiani. Ricostruire questa presenza femminile è quindi un punto essenziale per comprendere corti e poteri nello Stato sabaudo d’età barocca

 

 

Riti e tradizioni delle Valli di Lanzo

lanzo

Giovedì 26 marzo, ore 18,  per le Lectiones Renzo Gandolfo/Pagine dal territorio, Bruno Guglielmotto Ravet presenta il libro di Ariela Robetto, pubblicato dalla Società Storica delle Valli di Lanzo

Una maschera sul volto. Carnevale e Quaresima fra trasgressione e ordine

 

logo ssvallilanzo

John Singer Sargent e il Piemonte

Lunedì 23 marzo, alle ore 18, per i “Colloqui del Lunedì”,  conferenza di Michele Amedei, dell’Università degli Studi di Firenze, su

                    John Singer Sargent e Alberto Falchetti, 1905-1909.                           Dialoghi fra l’Impressionismo americano e il Divisionismo piemontese

falchetti2John Singer Sargent, Ritratto di Alberto Falchetti, 1905

 

L’argomento della conferenza verte sui rapporti intercorsi fra il pittore piemontese Alberto Falchetti e l’americano John Singer Sargent – uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo americano – fra il 1905 e il 1909. L’intervento è il frutto di ricerche, in parte pubblicate nell’ultimo numero di “Studi Piemontesi” (2, 2014), che gettano nuova luce sui rapporti, finora poco indagati, intessuti dal grande artista statunitense con un gruppo ristretto di pittori piemontesi, fra cui, oltre Falchetti, Carlo Stratta e Carlo Pollonera, fra il primo e il secondo decennio del Novecento. Con Falchetti, in particolare, con cui viaggiò in Terra Santa negli ultimi mesi del 1905, Sargent si confronta dipingendo ampie e ariose vedute paesistiche ispirate alle alte vette alpine. Tracce utili a contestualiuzzare il dialogo pittorico tra Sargent e Falchetti sono anche conservate nel Fondo Arrigo Frusta del Centro Studi Piemontesi

Judaica Pedemontana – visita alla mostra

 

Judaica Pedemontana

Ai Soci è Amici del Centro Studi Piemontesi  riservata una visita guidata alla mostra “Judaica Pedemontana. Libri e argenti da collezioni piemontesi“, con i curatori Baruch Lampronti e Franca Porticelli.

L’appuntamento è  giovedì 19 marzo alle 17, alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, Piazza Carlo Alberto.

L’ingresso è gratuito. Chi fosse interessato a partecipare è pregato di segnalarlo in Segreteria: 011/537486 – info@studipiemontesi.it