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Un libro per Natale

Sabato 14 dicembre 2019

a partire dalle ore 11

inaugurazione della mostra

Un libro per Natale

Tradizionale esposizione, in sede, dei libri pubblicati dal Centro Studi Piemontesi e di altre edizioni proposte a prezzi natalizi

con un brindisi di buon augurio

La mostra proseguirà fino al 23 dicembre con orario 9-12; 15-18 nei giorni feriali; Sabato 14 dicembre apertura fino alle 18; Sabato 21 dicembre apertura con orario continuato 10-18

Via Ottavio Revel 15 – Torino – Chiuso la domenica

per Le piccole mostre del Centro Studi Piemontesi sarà allestita l’esposizione

Celebri réclame di latta e di ceramica: dal vermut agli antichi Caffè del Piemonte

Il libro riprende una originale ricerca storica compiuta con un viaggio a ritroso nel tempo sulle tracce dei Clerico, ardimentosi imprenditori torinesi. Affermatisi a fine Seicento nell’ambito dei trasporti fluviali, mantennero per quasi un secolo il prestigioso incarico di “Capitano delle barche e de’ ponti d’esse”, preposto dai sovrani sabaudi a tutela della navigazione sul Po in epoca prerisorgimentale.  Vivevano allora a Torino, presso l’antico porto di “Borgo di Po”, gruppi familiari molto coesi che si dedicavano all’arte della navigazione. Chiamati Paroni anche in Piemonte, i proprietari di barche erano veri e propri impresari che durante le guerre, fornivano natanti e uomini alle aziende sabaude per il trasporto dei soldati, munizioni e vettovagliamenti mentre, in tempo di pace, affidavano ai loro scafi ogni sorta di merce, generi alimentari compresi. Accanto ad essi in una straordinaria rappresentazione teatrale compare nel volume un’incredibile sequenza di persone di vario spessore storico che, di prepotenza, entrano sulla scena a vivacizzare la narrazione. Il materiale iconografico, tabelle e piantine coeve allegate, offrono infine lo spunto al lettore per calarsi definitivamente nell’atmosfera dell’epoca

La Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della provincia di Cuneo festeggia i suoi 90 anni con un convegno, il 7 dicembre, al Palazzo Comunale di Cuneo.

Interventi di: Rinaldo Comba, 1929-2019: studi e protagonisti della Società Studi Storici; Grado G. Merlo, Una “Società” per conoscere il passato; Luisa C. Gentile, Araldica nella Granda: stato e prospettive; Alessandro Crosetti, La Società e le edizioni statutarie; Pierangelo Gentile, Risorgimento cuneese: lo stato dell’arte e prospettive; Emanuele Forzinetti, Il bollettino dei 90 anni: indici e regesti.

i ponti di torino

Lunedì 2 dicembre 2019 alle 18

presentazione del volume

Ponti a Torino. Costruzioni e costruzione della città

di Luciano Re

Edizioni Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis 2019

con l’Autore interviene Costanza Roggero Bardelli

I ponti di Torino hanno accompagnato l’estendersi della città oltre il Po e la Dora dall’Ottocento ad oggi. L’attenzione per la storia, il paesaggio, i beni culturali, e la loro stessa attualità di metafore, positive e propositive, sollecitano la curiosità di queste “costruzioni”, rilevanti in sé e determinanti per gli insediamenti e la formazione del territorio. Alcuni fra i ponti torinesi afferiscono, a buon titolo, alla storia dell’architettura e alla storia del costruire per qualità intrinseche, e tutti si rapportano con la città in relazioni tuttora in divenire. Le loro presenze testimoniano le esperienze, le attese, le risorse dei loro tempi, documentate da due secoli di guide, monografie, cronache, che ne illustrano immagini, date, aneddotica. L’autore espone in 25 agili e densi capitoli, ragioni e caratteri di progetti e costruzioni che sono stati di innovazione per l’arte e per la città, e restano testimonianze antiche e recenti di progressi e trasformazioni contestuali a più ampie esperienze di luoghi e di tempi.

15 tavole di disegni Gianfranco Vinardi corredano il piccolo prezioso volume.

La conferenza è disponibile sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Lunedì 25 novembre 2019 ore 18

Incontro con Alessandro Macchi autore del volume

Desmè

L’esperienza di un ingegnere di grandi opere e lo sviluppo infrastrutturale italiano

Edizioni Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis 2019

Desmè è parola piemontese antica, forse originaria delle “terre alte”, che dice del potere interiore di far rivivere in assoluta attualità emotiva momenti mai dimenticati, ma pacatamente riposti nel fondo della memoria. Nel volume Desmè colpisce innanzi tutto la capacità dell’autore di raccontare il lavoro relativo a grandi opere di ingegneria e di farne il vero asse portante della storia. Nella narrazione si coniugano l’esperienza personale, lo sviluppo del sistema infrastrutturale italiano e l’evoluzione del nostro paese dagli anni ’60 ad oggi. Il testo è ampio e articolato. Ogni capitolo-racconto ha un suo centro emozionale senza che il “romanzo” perda di unità: ogni capitolo infatti rappresenta uno strato geologico della vita dell’autore e del nostro paese e va a comporre una sorta di biblioteca che il lettore può esplorare via via con rinnovato interesse. Il modo di raccontare è ricco e avvincente, felice di immagini. Il legno, materiale indispensabile un tempo nelle costruzioni, il ferro, la roccia, l’acqua amica-nemica, le macchine stesse si animano e prendono parte alle vicende drammatiche in rapporto dialettico con gli uomini impegnati in imprese ai limiti del possibile. Fanno da controcanto la “nivola”, la mansarda alta sui tetti di Torino, e il giardino della casa di pietra sul mare di Punta Licosa, luoghi del cuore e della meditazione

Alessandro Macchi, progettista e direttore di cantiere, ha realizzato grandi opere di ingegneria civile, ponti, viadotti, opere idrauliche, condotte sottomarine e soprattutto gallerie naturali e urbane in specie per ferrovie e metropolitane in condizioni articolate e complesse. In Etiopia ha costruito una grande strada nel Wollega, una zona impervia tra gli altopiani, le ambe, e la savana, poi altre opere in Canada, Algeria, Venezuela, Portogallo, Danimarca, Bulgaria, Mauritania.  La sua attività copre un periodo temporale lunghissimo che va dal 1959 ad oggi.  Dalle esperienze di lavoro vissute nel correre e trascorrere tra luoghi e affetti ha tratto due romanzi La Guerra delle Pietre (Einaudi 1975), Tunnel (Ripostes 1995) e un libro fotografico La terra dei Leoni (Opera 2002). Ha curato la redazione e il coordinamento del volume enciclopedico The art of Engineering (Mariogross 2009).

Ascolta l’incontro sul canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Il Proclama di Moncalieri

La Città di Moncalieri commemora i 170 anni del Proclama di Moncalieri

mercoledì 20 novembre

Ore 17,30, Biblioteca Civica Arduino
“Sguardi su Moncalieri”
Conferenza di Giansavino Pene Vidari sul Proclama di Moncalieri

Ore 20,30, Castello Reale, Sala della Regina
Concerto dell’orchestra da camera Polledro

Il Proclama di Moncalieri, pronunciato il 20 novembre 1849 dalle mura del Castello, è il manifesto con l quale il Re Vittorio Emanuele II, succeduto al padre Carlo Alberto di Savoia in seguito alla sconfitta di Novara durante la prima guerra d’Indipendenza, si rivolse agli elettori del Regno di Sardegna affinché si rendessero inclini a portare in parlamento una maggioranza favorevole alla ratifica del trattato di pace con l’Impero austriaco. Il Re con il proclama, avendo riaffermato l’importanza dello Statuto sabaudo, di fatto poneva una garanzia sulla sopravvivenza del regime liberale, cifra dei governi di Massimo d’Azeglio e Camillo Cavour.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

storia della valle di susa

Lunedì 18 novembre 2019 ore 18

Presentazione dei due volumi di

Storia delle valli di Susa

Intervengono

Silvia Giorcelli Bersani Università di Torino

Andrea Maria Ludovici Culturalpe

Piero Del Vecchio e Dario Vota curatori del progetto editoriale per le Edizioni Il Graffio di Borgone Susa

Nell’ambito del progetto «Terra di confine. Percorsi tra storia e arte nelle Valli di Susa», l’opera che ha per titolo Storia delle valli di Susa, prevista in 3 volumi, è certamente un’operazione editoriale impegnativa, alla quale i curatori e l’editore affidano il non facile compito di offrire una sintesi aggiornata e scientificamente sorvegliata della storia valsusina. L’idea nasce dalla volontà di colmare una lacuna negli studi storici sulla Valle: un’opera frutto del convergere, entro un progetto unitario e coordinato, dei contributi di studiosi specialisti su alcuni tra i temi più rilevanti di questa storia locale, capace di porsi come solido lavoro di riferimento, in un ambito dove l’insieme della storia valsusina è stata finora oggetto per lo più di testi divulgativi prodotti da singoli autori.  Il primo volume, dedicato a Preistoria, età romana e medioevo fino al Trecento, si caratterizza per l’affiancare contributi provenienti sia dal versante archeologico sia da quello storico, rispondendo in tal modo all’esigenza di una trattazione pluridisciplinare coordinata. L’offerta tematica data dai dodici contributi in cui si articola il primo volume non ha la pretesa di offrire una panoramica esaustiva sulla storia delle valli di Susa; la scelta degli argomenti ha inteso, da una parte, offrire delle sintesi aggiornate sull’archeologia e la storia dei periodi in oggetto e, d’altra, focalizzare alcuni temi che per quei periodi trovano nelle valli di Susa una significativa esemplarità. Il secondo volume, pur mantenendo l’impianto metodologico del precedente, si occupa dell’arco cronologico che va dal Quattrocento all’Unità d’Italia: dalla costruzione dello stato feudale alla nascita dello stato moderno, dall’assestamento della geografia ecclesiastica medievale alla formazione della Diocesi, dalle architetture fortificate signorili, laiche e religiose alle guerre fra Cinquecento e Ottocento; dai transiti commerciali in età moderna fino alle infrastrutture tardo ottocentesche che disegnarono una diversa geografia economica, sociale e culturale delle valli di Susa [Paola Comolli]

La conferenza è disponibile sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi