Tutti gli articoli di centrostudi

A L’Acquaforte (Via Principe Amedeo 29/C, Torino), una esposizione di libri illustrati rari e curiosi dalla Biblioteca di Gino Gruppi, accompagnata dalle incisioni di Graziella Navaretti Bartolini.

Inaugurazione martedì 28 gennaio, dalle 18.

La mostra resterà aperta fino al 1° febbraio con l’orario 10,30-12 / 16-19. Ingresso libero

Gianrenzo Clivio poeta

Il 22 gennaio 2006, a Toronto (Canada), dove era professore ordinario nel Dipartimento di Studi Italiani dell’University of Toronto, moriva Gianrenzo P. Clivio (Torino 18 gennaio1942). Per ricordare il suo ruolo tra i fondatori, 50 anni fa, del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis e della prestigiosa rivista semestrale interdisciplinare “Studi Piemontesi”, il Centro Studi Piemontesi ha raccolto in volume le sue poesie in piemontese:

Gianrenzo P. Clivio, Na lòsna an fior. Poesie in lingua piemontese

a cura di Dario Pasero e Albina Malerba, versione in lingua inglese di Celestino De Iuliis, Prefazione di Giovanni Tesio. Collana di Letteratura Piemontese Moderna 22. Pagg. XVI-94. ISBN 9788882622947. € 9.

Questo volumetto pubblicato nella ricorrenza dei cinquant’anni di fondazione della Ca dë Studi Piemontèisa, vuole essere testimonianza di gratitudine, di affetto, di continuità.

Le paròle ‘d poesìa sono la pera ch’a dura e nel ricordo si rinnova.

“Tutt’altro che un esercizio a latere è la poesia di Gianrenzo P. Clivio. Non numerosa, no, ma solida e profonda, sicuramente lirica, tendenzialmente poematica, ossia non frammentistica, e meno che mai frammentaria. Clivio porta nella sua poesia la sua passione di studioso, ma dà soprattutto voce al suo bisogno di canto, alla sua necessità di sprigionare (e dunque di liberare) le sue più profonde ossessioni” [dalla Prefazione di Giovanni Tesio].

“Quanti conoscono il suo nome e la sua attività lo ricordano, principalmente, per i suoi lavori in ambito piemontese di argomento linguistico e letterario, quali la fondamentale Bibliografia ragionata della lingua regionale e dei dialetti del Piemonte e della valle d’Aosta, e della letteratura in piemontese (Torino 1971; scritta in collaborazione col padre Amedeo) e il Profilo di storia della letteratura piemontese (Torino 2002), oltre a numerosissimi altri contributi su singoli aspetti linguistici del piemontese (sia in senso diacronico che sincronico) e su specifici autori della letteratura nella nostra lingua (sia antichi, Edoardo Ignazio Calvo, che moderni, Antonio Bodrero, tanto per fare solamente due nomi tra i più grandi). Ma Gianrenzo Clivio è stato anche poeta: per un brevissimo segmento della sua vita, e cioè in modo continuativo dal 1965 al 1969, più un ritorno di fiamma nel 1973. Sono solamente 16 poesie, a cui si possono aggiungere (ma in questa edizione non se ne tiene conto, poiché già pubblicate in volume) le poesie per i bambini (Trenin e dësmore-Poesiòte piemontèise pr’ij cit; Torino 2001), scritte per i propri figli come un surplus di “esercizi”, semplici e piacevoli, per l’apprendimento del piemontese” [dall’Introduzione di Dario Pasero].

Gianrenzo P. Clivio a Palazzo Madama nel 1973 per la presentazione dell’opera omnia del poeta civile del Piemonte, Edoardo Ignazio Calvo.
A Palazzo Madama nel 1973 per la presentazione dell’opera omnia del poeta civile del Piemonte, Edoardo Ignazio Calvo, con il Presidente della Regione Gianni Oberto e l’attore e regista Gualtiero Rizzi

All’Accademia Albertina, martedì 21 gennaio alle 18, presentazione del volume di Alessandra Necci su Caterina de’Medici. Un’italiana alla conquista della Francia (Marsilio 2019).

Con l’Autrice ne parlano Emanuele Chieli, Guido Curto, Gustavo Mola di Nomaglio, Lodovico Passerin d’Entrèves. Modera Alberto Sinigaglia.

Manlio Brosio Ambasciatore e Gentiluomo

Lunedì 20 gennaio 2020 ore 17

presentazione della Biografia di Manlio Brosio

di Ugo G. de Mohr

Ambasciatore e Gentiluomo

Prefazione di Francesco Perfetti

Gangemi Editore, 2019

Introduce Albina Malerba

con l’Autore interviene Massimo de Leonardis dell’Università Cattolica di Milano

Sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi il video della conferenza

Manlio Brosio (Torino, 10 luglio 1897 – 14 marzo 1980). Antifascista già vicino a Gobetti, nell’immediato dopoguerra assume brevi incarichi di Governo come Ministro senza portafoglio, Vice Presidente del Consiglio e Ministro della Guerra, rispettivamente nei Governi Bonomi, Parri e De Gasperi. Accetta la nomina ad Ambasciatore a Mosca, propostagli da Nenni, per la viva curiosità che nutre per un mondo ed un Paese che ha svolto un ruolo determinante nella sconfitta del nazismo. Nella sua lunga esperienza diplomatica di Ambasciatore a Londra (1952-1954), a Washington (1955-1961), a Parigi (1961-1964), e di Segretario Generale della NATO (1964-1971), Mosca è la prima tappa. A Mosca, Brosio deve subito confrontarsi col problema dell’assoluto silenzio osservato dai sovietici sulla sorte degli oltre 60mila militari italiani mancanti all’appello, dopo il rimpatrio nel 1946 di circa 21mila prigionieri. Attorno a tale nodo di capitale importanza, gravitano altri contenziosi, rilevanti per l’estrema gravità degli illeciti internazionali in cui si concretano. Dalla dettagliata ricostruzione della faticosa stagione negoziale attraverso cui Brosio perviene alla liberazione di molti ostaggi, emerge non soltanto la personalità di un capace ed ammirevole servitore dello Stato, ma anche quella di un gentiluomo dalle ineguagliabili doti umane, testimoniate anche dai suoi Diari di Mosca, preziosa fonte rivelatrice di tutto quanto sotteso, alla altrimenti anodina prosa burocratica, in termini di intensa partecipazione umana di questo grande Ambasciatore alla drammatica vicenda dei diplomatici della R.S.I. per lunghi anni languenti nelle galere sovietiche.

Ugo G. de Mohr. Capitano dell’Aeronautica. Diplomatico. Ha maturato per lunghi anni vasta esperienza nel settore della sicurezza, come Capo “Ufficio Controllo Armamenti e Disarmo” del M.A.E.; Primo Consigliere della Rappresentanza d’Italia presso la NATO; Capo “Ufficio NATO” del M.A.E.; Responsabile del servizio “Non Proliferazione” del MAE e Capo delle Delegazioni Interministeriali Italiane nei fori Internazionali deputati al controllo sulle esportazioni dei materiali sensibili, a duplice uso civile e militare. Ha servito come Console d’Italia in Turchia; Vice Rappresentante Permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa; Consigliere ed Incaricato d’Affari in Albania. Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Swaziland e Finlandia. 

Studi Piemontesi

E’ uscito il secondo fascicolo 2019 di Studi Piemontesi

«Studi Piemontesi», dicembre 2019, vol. XLVIII, fasc. 2

È Leonardo ad aprire il fascicolo invernale di «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità pubblicata dal Centro Studi Piemontesi, in distribuzione dalla metà di dicembre: nelle pagine di Chiara Devoti il lettore trova come una guida per comprendere meglio il senso delle mostre torinesi: Leonardo ‘mente politecnica’ e il suo rapporto con il Piemonte; tra i disegni del Codice Atlantico il foglio 563 raffigura il naviglio di Ivrea: ne scrive Maria Vittoria Cattaneo che traccia la storia dell’opera fino all’Ottocento; degli studi su Leonardo di Gustavo Uzielli (1839-1911) scrive Elena Gianasso.

            Anche in questo fascicolo hanno largo spazio le ricerche di storia dell’arte: Walter Canavesio offre un profilo dello scultore Pietro Canonica; Clara Seghesio, sulla base di assonanze stilistiche con dipinti firmati, propone di attribuire al pittore faentino Alessandro Ardente, attivo in Piemonte (morì a Torino nel 1595), l’anonima decollazione del Battista di Borgo San Dalmazzo. Attilio Offman scrive degli stemmi scolpiti nella fortezza di Exilles. Tre saggi riguardano altrettante chiese: Luca Pier Giorgio Isella ricotruisce le vicende che condussero alla costruzione intorno alla metà del Settecento della chiesa di Santa Maria degli Angeli (o della Rocca) in Bra. Lorenzo Mamino studia i disegni di Giovanni Battista Schellino (Dogliani 1818-1905) per la chiesa di San Giovanni Battista, sempre in Bra, come esempio di Eclettismo. Giosuè Pier Carlo Bronzino ricostruisce la storia del santuario della Beata Vergine del Trompone in Moncrivello. Infine Andreina Griseri presenta il libro appena uscito su La Grande Galleria. Spazio del sapere e rappresentazione del mondo nell’età di Carlo Emanuele I e ricorda in particolare le ricerche pionieristiche di Sergio Mamino sull’argomento.

            È ancora un ‘ricordo’, ma nell’ambito della letteratura italiana, quello di Marco Debenedetti dedicato a Nico Orengo, a dieci anni dalla morte. Dall’occasione anniversaria (un secolo dalla nascita) muove anche Giovanni Tesio, ma per tracciare un profilo a tutto tondo di Nuto Revelli. Di due grandi letterati piemontesi tratta il saggio di Maria Rosa Masoero: le tracce che Cesare Pavese ha lasciato delle sue letture di Vittorio Alfieri.

            Ci introduce nella Torino del 1819 l’epistolario della contessa Flore de L’Escarène presentato da Simonetta Tombaccini. Ad un secolo dopo porta Aldo A. Mola con le notizie su alcuni legionari fiumani piemontesi tra D’Annunzio e fascismo (negli anni 1919-1925).

            Vigna, e altri collegati alla viticultura, insieme a Verna (nome piemontese dell’ontano) sono i cognomi schedati nella decima puntata di onomastica piemontese curata da Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia. Cep (tiepido) e braghèis (‘di Bra’, usato per designare il peperone quadrato di Carmagnola) sono le voci di cui ricostruisce etimo e storia Giovanni Ronco per la sesta puntata di Lessico piemontese. Ancora in ambito linguistico, Livio Tonso spiega perché si dice Turin e non Torin.

            Chiudono il fascicolo le dense pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, alle notizie di mostre, convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale: una miniera.

Abstracts in inglese di tutti i contributi

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Gilles Bertrand, Mario Chiesa, Gabriele Clemens, Anna Cornagliotti, Guido Curto, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Isabella Massabò Ricci,  Andrea Merlotti, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio,  Rosanna Roccia,  Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano,  Giovanni Tesio,  Georges Virlogeux.

Direttore, Rosanna Roccia; Responsabile, Albina Malerba.

Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali

Apprendiamo con infinita tristezza la notizia della scomparsa del professor Arch. LUCIANO RE, autore del libro I Ponti di Torino, recentemente pubblicato dal Centro Studi Piemontesi.

Rosario giovedì 19 dicembre ore 18; funerale venerdì 20 dicembre ore 9 alla chiesa della Gran Madre di Dio, Torino

Luciano Re, Ponti a Torino. Costruzioni e costruzione della città, Torino, Centro Studi Piemontesi, 2019, pagg. 118. ISBN 978-88-8262-299-2

I ponti di Torino hanno accompagnato l’estendersi della città oltre il Po e la Dora dall’Ottocento ad oggi. L’attenzione per la storia, il paesaggio, i beni culturali, e la loro stessa attualità di metafore, positive e propositive, sollecitano la curiosità di queste “costruzioni”, rilevanti in sé e determinanti per gli insediamenti e la formazione del territorio. Alcuni fra i ponti torinesi afferiscono, a buon titolo, alla storia dell’architettura e alla storia del costruire per qualità intrinseche, e tutti si rapportano con la città in relazioni tuttora in divenire. Le loro presenze testimoniano le esperienze, le attese, le risorse dei loro tempi, documentate da due secoli di guide, monografie, cronache, che ne illustrano immagini, date, aneddotica. L’autore espone in 25 agili e densi capitoli, ragioni e caratteri di progetti e costruzioni che sono stati di innovazione per l’arte e per la città, e restano testimonianze antiche e recenti di progressi e trasformazioni contestuali a più ampie esperienze di luoghi e di tempi. Il volume è corredato da 15 tavole di Gianfranco Vinardi.

Il volume contiene i contributi di: Giuseppe BANFO, Claudio ANSELMO, Silvio BERTOTTO, Armando BUA, Guido FORNERIS, Fabrizio SPEGIS, Maria Grazia MAISTRELLO MORGAGNI, Mario OGLIARO, Dario PASERO, Amerigo PEDROTTI, Guido SCARAFIOTTI, Davide BOSSO, Tiziana OLDANO.

I

Concerto di Natale

Vi  aspettiamo al Conservatorio il 19 dicembre ore 21. E’ necessario prenotarsi!

I canti della tradizione piemontese e i testi di alcuni dei suoi autori più rappresentativi, da Guido Gozzano a Nino Costa, da Luigi Olivero a Giovanni Tesio, saranno protagonisti del “Concerto di  Natale” organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi – Ca dë Studi Piemontèis, che si terrà il 19 dicembre, alle ore 21, al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino (piazza Bodoni).

Il coro e l’orchestra di Progetto Futuro Musica, diretti dal maestro Aldo Sardo, insieme all’Ensemble Pianà e a Valerio Franco alle pive accompagneranno Laura Conti, voce solista, e Mario Brusa, voce recitante, in una serata in cui si alterneranno il repertorio locale e alcuni adattamenti di più celebri brani che richiamano le suggestioni del Natale.

I biglietti, distribuiti gratuitamente, devono essere richiesti scrivendo a partecipa.eventi@cr.piemonte.it o ritirati all’Ufficio relazioni con il pubblico del Consiglio regionale, in via Arsenale 14/g, dal 10 al 16 dicembre 2019.