Addio a Valerio Zanone

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis saluta con commozione e riconoscenza il Senatore Valerio Zanone, e ricorda l’intensa collaborazione di anni belli e fruttuosi con la Fondazione Filippo Burzio e l’Associazione dei Piemontesi a Roma da lui presiedute con passione piemontese e visione europea.

E’ uscito il secondo fascicolo 2015 di “Studi Piemontesi”

copertina 2015 2

E’ uscito “Studi Piemontesi”, dicembre 2015, vol. XLIV, fasc. 2, pp. 305-664.

La politica internazionale può essere ansiogena, le condizioni climatiche della terra aleatorie, i mercati finanziari perplessi, ma «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità, edita dal 1972 dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, resta puntuale: così nella pausa natalizia i Soci, gli abbonati, gli appassionati di storia e civiltà del Piemonte, potranno viaggiare tra le pagine del secondo fascicolo 2015.

I saggi storici vertono sopra tutto sull’Ottocento: e l’attualità potrà spingere il lettore a cominciare da quello che scrive Barbara Curli su come il Piemonte fu coinvolto nel progetto del Canale di Suez; per poi fermarsi sul grande progetto italiano, il Risorgimento; troverà il saggio di Jean-Yves Frétigné su Massimo d’Azeglio e l’Oriente; alcuni appunti di d’Azeglio sull’ultimo viaggio di Carlo Alberto sono illustrati da Pierangelo Gentile e Georges Virlogeaux; Giorgio Federico Siboni scrive dell’attività diplomatica di Luigi Bossi fra rivoluzione ed età napoleonica; ancora di diplomazia nella prima metà dell’Ottocento tratta Alessandro Zussini che si occupa dei consoli piemontesi a Beirut.

Il lettore potrà farsi incuriosire da una specie di ossimoro: delle riforme giudiziarie di Carlo Felice, il re che è un po’ l’emblema della Restaurazione scrive Gianluca Smiriglia. Agli stessi decenni sono dedicati il saggio di Davide Arecco su scienza, letteratura e politica nella Restaurazione e quello di Pier Massimo Prosio sulla Beatrice di Tenda di Vincenzo Bellini e il Catello di Binasco di Diodata Saluzzo.

Un tassello per la storia del piemontese di quegli anni si trova in un documento di polizia illustrato da Andrea Bosio. Alla storia della scienza nel Settecento sono dedicati il saggio di Roberto Scoth sulle scienze matematiche nella Sardegna Sabauda e quello di Paolo Cozzo sul prete e medico Giuseppe Ragazzi.

Possono ricreare anche gli occhi con le illustrazioni i saggi di storia dell’arte: Franco Gualano scrive sui pittori della cattedrale di Ivrea; Simonetta Pozzati sui mobili di Palazzo Reale nel 1760; Angela Maisano dello scultore Carlo Marochetti; vertono sull’urbanistica l’intervento di Annalisa Dameri che dà notizia di un atlante di disegni di fortificazioni approntato fra Cinque e Seicento e quello di Luciano Re su un manoscritto (1681) di Donato Rossetti per il porto di Nizza.

La storia economica trova il suo spazio con i saggi di Luciano Frasson sull’associazione di mestiere dei ‘cerari’ fra Sei e Settecento; e di Valentina Lombardo sui Vincent, famiglia di commercianti di Gressoney, fra Sette e Ottocento.

Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia offrono una seconda puntata sull’onomastica piemontese, Patrizia Deabate scrive di Maria Jacobino interprete di Joan of Arc un successo del cinema muto torinese (1913); Deborah Guazzoni della partecipazione torinese al Congresso di educazione fisica di Parigi del 1913.

Tre i ritratti: Alessandro Roccati, Profilo di Silvio Curto; Francesco Malaguzzi, Per un ricordo di Francesco Federico Cerruti; Felice Pozzo, Ricordo di Mario Vugliano.  Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della morte di Nino Costa: Mario Chiesa propone una lettura ravvicinata del capolavoro del poeta torinese, Tempesta, l’opera che lo consacra come erede della tradizione civile della letteratura piemontese.

Come sempre chiudono il numero il «Notiziario bibliografico» e lo spoglio delle riviste: un aggiornamento bibliografico quasi esaustivo nel campo degli studi sul Piemonte.

Vijà di Natale 2015


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e Natal l’é Natal

Vijà piemontèisa 2015

Torino, Chiesa di San Lorenzo

domenica 20 dicembre 2015

ore 16 precise

                                                

Enzo Vacca    arpa celtica e voce
Simona Colonna     violoncello e voce
Mario Brusa         attore

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

Scarica QUI i testi della Vijà

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Torino e il Monte dei Cappuccini per Voyager

monte

Il programma Voyager (Rai2 – ore 21,15) dedicherà la trasmissione di venerdì 18 dicembre a Torino. Tra i contributi della puntata, l’intervista a Padre Luca Isella sulle vicende della  Bastita e Filippo d’Agliè.

 

Capucinorum in summo montem supra Padi ripam coenobium, Theatrum Sabaudiae, vol I, tav. 30, immagine tratta da  da www.museotorino.it

Piero Cazzola

Ieri, 13 dicembre, nella sua casa di Torino, è mancato il professor  avvocato Piero Cazzola, decano del Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi, amico buono e generoso, galantuomo d’altri tempi.

Il Santo Rosario sarà recitato oggi,  lunedì 14 dicembre alle ore 18 nella Chiesa di Santa Rita; i funerali saranno celebrati domani 15 dicembre, alle ore 11, sempre nella Chiesa di Santa Rita.

Piero Cazzola è stato docente di lingua e letteratura russa all’Università di Bologna: ha firmato centinaia di studi sui suoi amati scrittori; Collaboratore assiduo, prezioso, attento, disponibile della nostra rivista “Studi Piemontesi”. Tra le edizioni del Centro Studi Piemontesi, che negli ultimi anni è stato “la sua casa”, segnaliamo:

A.V. Suvorov, La corrispondenza dalla Campagna d’Italia (marzo – agosto 1799), traduzione, introduzione e note di Piero Cazzola, 1999;

l’ autobiografia,  Una vita in 4/5 di secolo, presentazione di Giovanni Tesio, 2004;

Piero Cazzola sessant’anni intorno al pianeta Russia, Atti dell’incontro di studi, Torino 26 maggio 2006, a cura di A. Malerba, premessa di Rosanna Roccia, 2008.

 

Un libro per Natale, dal 12 dicembre

                                            J’angej a vòlo ant l’aria benedìa

      e a rij, tra l’aso e ‘l beu, Gesù Bambin

con la Madòna anginojà davsin

                Nino Costa (1886-1945)   

 

                                                                   

Sabato 12 dicembre, dalle ore 11 alle 13

inaugurazione della Mostra

Un libro per Natale

Tradizionale esposizione, in sede, dei libri pubblicati dal Centro Studi Piemontesi e di altre edizioni proposte a prezzi natalizi
Nell’occasione, solo per il 12 dicembre, saranno eccezionalmente esposte al pubblico alcune rarissime edizioni della Biblioteca Storica, di cui è in corso la catalogazione nel Servizio Bibliotecario Nazionale

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La mostra proseguirà fino al 22 dicembre

Sabato 12 dicembre apertura fino alle ore 18                       Sabato 19 dicembre apertura orario continuato 10-18     Domenica chiuso

 

12

 

Giuseppe Govone a Isola d’Asti

martedì 8 dicembre alle  ore 15,00

presso il Centro Congressi di Isola d’Asti – Via Repergo, 45

presentazione del libro di

Franco Contaretti

 

Al servizio dello Stato

Giuseppe Govone (1825-1872)

Prefazione di Rosanna Roccia

Torino, centro Studi Piemontesi, 2015

Saluti di:

Fabrizio Pace, Sindaco di Isola d’Asti

Albina Malerba, Direttore Centro Studi Piemontesi

Intervento di: Franco Contaretti, Autore del Libro

Coordinatore e Moderatore: Prof. Erildo Ferro

govone

Breve, intensa, povera di routine e ricca di azione, sempre segnata da lampi di intelligenza e di intuito. Così si potrebbe definire la vita di Giuseppe Govone (Isola d’Asti, 1825 – Alba, 1872). Dal 1848 al 1870, gli eventi centrali del Risorgimento, tutti vissuti in prima fila, talvolta in posizioni tanto innovative da essere largamente incomprese, come nel caso della fondazione e guida dei primi servizi segreti militari. Oppure improvvisamente rivelatisi strategiche, addirittura in grado di modificare il corso degli eventi che poi la storia ci avrebbe consegnato, come nella fatale giornata di Custoza del 1866. Nei primi anni ’50 proiettato nel lontano teatro danubiano e poi in Crimea, si rivela capace di coniugare la freddezza dello stratega con l’entusiasmo spericolato dell’uomo d’azione, partecipando alla tanto romanticamente mitizzata carica dei 600 di Balaklava. Dopo l’unificazione, schierato sul difficile e logorante fronte del brigantaggio meridionale, ne fornirà un’interpretazione capace di coglierne i tratti salienti.

Divenuto ministro con Giovanni Lanza e Quintino Sella, Govone predispone i piani militari per la conquista di Roma nel fatidico settembre 1870, ma dovrà rinunciare a condurli a termine, vittima di una terribile depressione che lo porterà di lì a due anni ad una prematura morte suicida, in circostanze mai completamente chiarite.

La precoce uscita dall’agone politico e militare in età ancora giovane, ne segnerà il rapido oblio nella memoria collettiva e più tardi l’incomprensione in ricostruzioni storiografiche frettolose o ideologiche, incapaci di cogliere le molte sfaccettature del personaggio. A riscattare Giuseppe Govone da un destino immeritato, è giunta l’appassionata e attenta biografia di Franco Contaretti che, attraverso l’attento esame di documenti inediti, propone in questo volume (di cui una prima edizione è stata pubblicata dall’Arciere nel 2008) un ritratto efficace ed esauriente del soldato albese.

 

Accadde in Piemonte. Cronologia dalla Preistoria all’Unità d’Italia

Giovedì 3 dicembre, ore 18

incontro con

Giuliana Baulino Bresso

autrice del libro

Accadde in Piemonte

Cronologia del Piemonte dalla Preistoria all’Unità d’Italia

Umberto Soletti Editore, Baldissero d’Alba 2015

baulino

La storia del Piemonte raccontata seguendo una successione cronologica degli avvenimenti divisi per secoli in modo schematico. Questo paese, che la geografia della penisola ha collocato in disparte, è da sempre terra di passaggio delle popolazioni preistoriche, dei pellegrini di tutta Europa e ancora dei mercanti diretti a porti marittimi e fiere oltre le Alpi. Inoltre per secoli è attraversato da eserciti che arrivando dalle Alpi, dal mare e dalla pianura, seminano carestie, distruzioni, miseria. Tutte queste vicende, elencate in breve, sono intervallate da notizie e episodi riportati in profili messi in evidenza. Un modo semplice per conoscere la storia di una regione protagonista e capofila del processo di unificazione italiana.

Giuliana Baulino Bresso. Torinese, insegnante di lingua e Letteratura Inglese. Ha pubblicato diversi libri di argomento familiare e religioso. Appassionata di storia piemontese, ha pubblicato con Susalibri Cronologia della Valle di Susa. Assieme al marito collabora con alcune associazioni storico-culturali di cui segue le attività.

Le Memorie storiche di Alessandria di Pietro Civalieri

Lunedì 30 novembre alle  ore 18

Pierangelo Gentile e  Roberto Livraghi

presentano l’opera

Le Memorie Storiche di Alessandria (1759-1869) di Pietro Civalieri

Archivio di Stato di Alessandria- Associazione Città Nuova

 civa

Dopo quasi dieci anni di intenso, scrupoloso e appassionato lavoro da parte dei curatori Roberto Livraghi, Gian Maria Panizza e Gianluca Ivaldi, con la pubblicazione del sesto volume (quinto della serie), si chiude definitivamente l’edizione di quella straordinaria fonte risorgimentale conservata presso l’Archivio di Stato di Alessandria, costituita dalle memorie del conte Pietro Civalieri di Masio. […] .Gli eventi che sono al centro del volume raccontano una fase centrale nella storia del Regno di Sardegna, anni segnati dapprima dalla rotta nella prima guerra di indipendenza, poi dallo sviluppo economico e tecnologico del Piemonte cavouriano, infine dalla proiezione dello stato sabaudo sullo scacchiere internazionale a seguito dell’intervento in Crimea.  In questi grandi accadimenti della storia patria, Alessandria e il conte Civalieri non sono sullo sfondo, anzi. La democratica città sul Tanaro e l’aristocratico acuto osservatore della realtà del suo tempo, emergono al centro di alcune delle pagine più significative del Risorgimento. Invitato alla tavola del sovrano in procinto di recarsi al tragico destino riservatogli sui campi di Novara, Civalieri è una delle ultime persone a vedere re Carlo Alberto in vita e uno dei primi a comprendere come l’epopea del “re magnanimo” si sarebbe presto trasformata nella contraddittoria trama mitologica del “re martire” intessuta da Luigi Cibrario. Passioni «troppo ardenti», che vedevano, da un lato, coloro che all’esule monarca mai avrebbero perdonato «d’aver tutto sacrificato de’ suoi sudditi per un’ardua e difficilissima impresa», dall’altra chi, senza remore, proclamava Carlo Alberto con «entusiasmo delirante il Martire dell’Italiana indipendenza, il primo cittadino d’Italia, l’Uomo perseverante, forte, l’Uomo unico nella Storia». […] Civalieri restava il disincantato “cantore” delle sue glorie e delle sue miserie, anche se con sentimento: lo stupore e il piacere per la nascente strada ferrata; l’incredulità per gli onori municipali resi al novello presidente della Camera, il redivivo e mai amato avvocato Urbano; l’ammirazione per Cavour che, «dotto ed esperiente nell’economia politica, dall’eminente suo scanno», predicava lo sviluppo dell’industria e dei commerci; la speranza per quella spedizione di Crimea, che «utile e gloriosa pel Piemonte quantunque onerosissima», avrebbe fatto acquistare al regno «forza morale ed importanza politica nel consorzio de’ Cabinetti europei ed indirettamente e col tempo essere utile al rigeneramento d’Italia». Guardava lontano il conte Civalieri.  (dalla recensione di Pierangelo Gentile, pubblicata  in “Studi Piemontesi”, XLIV, 1, 2015)

 

L’evoluzione del paesaggio dall’Archivio dell’Ordine Mauriziano

Giovedì 26 novembre, alle ore 18

Nicoletta Amateis   Chiara Devoti    Cristina Scalon   

illustrano il volume

Tenimenti scomparsi. Commende minori dell’Ordine Mauriziano

Fondazione Ordine Mauriziano/Politecnico di Torino 2014

mauri

È questo il secondo studio (il primo sulla commenda di Stupinigi sempre a cura delle stesse autrici è uscito nel 2012) di una collana diretta da Giovanni Zanetti e Costanza Roggero che si propone di offrire agli studiosi, ma anche a una comunità più vasta, il prezioso materiale archivistico dell’Ordine Mauriziano di Torino [… ] Dopo la trattazione di Nicoletta Amateis sugli aspetti istituzionali e funzionali delle Commende, il sistema patrimoniale che le sorregge, il loro controllo attraverso visite periodiche, la stesura di rappresentazioni cartografiche (cabrei) e i suggerimenti per migliorare il loro stato, segue la presentazione dei cabrei nel capitolo curato da Chiara Devoti e Vittorio Defabiani e della loro complessa catalogazione in quello curato da Cristina Scalon, dove si rende visibile, attraverso la fatica dell’agrimensore e il suo lavoro grafico, non la pretesa di creare opere d’arte, ma di fissare con estrema precisione la realtà, fatta di abitazioni, risaie, alteni, coltivi, prati, boschi, strade, filari alberati, canali. Infine la ricognizione si sposta sulla schedatura delle singole commende (torinesi, cuneesi, alessandrine, vercellesi, nizzarde, ginevrine ed altre). Emerge da questo vasto materiale la possibilità di conoscere le trasformazioni del paesaggio, in particolare tra Settecento e Ottocento (i termini temporali dei cabrei e delle visite di controllo), di cogliere l’aggiornamento delle tecniche agrarie e della economia terriera, di , paesaggio agrario, leggere le trasformazioni delle abitazioni e dei percorsi viarii, in una parola di restituire la dinamica del paesaggio poiché esso è il riflesso delle mutazioni di tutti questi fattori, letti nel fluire della storia [Dalla recensione di Laura Palmucci Quaglino pubblicata in “Studi Piemontesi”, XLIV, 1(2015)].