Archivi tag: Carlo Alberto di Savoia

Il diario segreto di Carlo Alberto

Lunedì 21 marzo, ore 18.00

Umberto Levra

in dialogo con l’autore

Pierangelo Gentile

presenta il libro

Carlo Alberto in un diario segreto

Le memorie di Cesare Trabucco di Castagnetto

Comitato di Torino dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Carocci, Torino-Roma 2015

gent

“[…] L’ultimo studioso a vedere il diario del conte Cesare Trabucco di Castagnetto – peraltro non nell’originale, ma in una copia dattiloscritta –  fu Rosario Romeo… Si era negli anni Settanta e quello già era da decenni un documento che suscitava la più viva curiosità degli storici per la vicinanza del suo autore ad uno dei personaggi più complessi dell’avvio della nostra vicenda risorgimentale […].

Pierangelo Gentile presenta il suo lavoro in tre parti. Nella prima ricostruisce, sulla base di documentazione inedita, la vicenda della “donazione” a Vittorio Emanuele II, nel 1866, di quel “voluminoso giornale che potrebbe ben formare da 15 a 20 volumi corredato di molti documenti e di 142  lettere autografe di Re Carlo Alberto”, come scriveva lo stesso Castagnetto nel febbraio 1872 (p. 11). Si trattò in realtà di una acquisizione onerosa, con un evidente alone di ricatto da parte del suo autore, in serie difficoltà finanziarie. Nella seconda – e più corposa – sezione si traccia un ampio profilo di Carlo Alberto, alla luce dei frammenti delle trascrizioni Cibrario, Manno e Romeo. Nella terza, infine, le due trascrizioni ottocentesche sono edite nella loro interezza: quella del Manno come fonte principale e quella del Cibrario come integrazione in nota. Poter disporre di tutti i frammenti ordinatamente e parallelamente editi è certamente un primo e importante strumento per la ricerca che il lavoro dell’autore mette a disposizione. Non va però trascurato anche il profilo del sovrano. In esso confluisce, accanto ad un abile utilizzo delle trascrizioni, anche una lunga attività di studio e ricerca sugli anni carloalbertini  dell’autore, che aveva già prodotto un importante risultato, nel 2013, col volume Alla corte di re Carlo Alberto. Personaggi, cariche e vita a palazzo nel Piemonte risorgimentale (Torino, Centro Studi Piemontesi). Ora non è più l’entourage ma il re stesso ad essere presentato nella sua azione, così come viene visto nelle note del suo fedele funzionario. E qui, indubbiamente, ne troviamo confermata la personalità tra il mistico e l’autoritario, tra il fatalista (l’attesa del proprio “astro”) e l’opportunista, nonché – fortemente ribadita nella testimonianza del Castagnetto – la grande difficoltà nel decidere….” [dalla recensione di Adriano Viarengo pubblicata in “Studi Piemontesi”, n. 2, 2015]

 

Le Memorie storiche di Alessandria di Pietro Civalieri

Lunedì 30 novembre alle  ore 18

Pierangelo Gentile e  Roberto Livraghi

presentano l’opera

Le Memorie Storiche di Alessandria (1759-1869) di Pietro Civalieri

Archivio di Stato di Alessandria- Associazione Città Nuova

 civa

Dopo quasi dieci anni di intenso, scrupoloso e appassionato lavoro da parte dei curatori Roberto Livraghi, Gian Maria Panizza e Gianluca Ivaldi, con la pubblicazione del sesto volume (quinto della serie), si chiude definitivamente l’edizione di quella straordinaria fonte risorgimentale conservata presso l’Archivio di Stato di Alessandria, costituita dalle memorie del conte Pietro Civalieri di Masio. […] .Gli eventi che sono al centro del volume raccontano una fase centrale nella storia del Regno di Sardegna, anni segnati dapprima dalla rotta nella prima guerra di indipendenza, poi dallo sviluppo economico e tecnologico del Piemonte cavouriano, infine dalla proiezione dello stato sabaudo sullo scacchiere internazionale a seguito dell’intervento in Crimea.  In questi grandi accadimenti della storia patria, Alessandria e il conte Civalieri non sono sullo sfondo, anzi. La democratica città sul Tanaro e l’aristocratico acuto osservatore della realtà del suo tempo, emergono al centro di alcune delle pagine più significative del Risorgimento. Invitato alla tavola del sovrano in procinto di recarsi al tragico destino riservatogli sui campi di Novara, Civalieri è una delle ultime persone a vedere re Carlo Alberto in vita e uno dei primi a comprendere come l’epopea del “re magnanimo” si sarebbe presto trasformata nella contraddittoria trama mitologica del “re martire” intessuta da Luigi Cibrario. Passioni «troppo ardenti», che vedevano, da un lato, coloro che all’esule monarca mai avrebbero perdonato «d’aver tutto sacrificato de’ suoi sudditi per un’ardua e difficilissima impresa», dall’altra chi, senza remore, proclamava Carlo Alberto con «entusiasmo delirante il Martire dell’Italiana indipendenza, il primo cittadino d’Italia, l’Uomo perseverante, forte, l’Uomo unico nella Storia». […] Civalieri restava il disincantato “cantore” delle sue glorie e delle sue miserie, anche se con sentimento: lo stupore e il piacere per la nascente strada ferrata; l’incredulità per gli onori municipali resi al novello presidente della Camera, il redivivo e mai amato avvocato Urbano; l’ammirazione per Cavour che, «dotto ed esperiente nell’economia politica, dall’eminente suo scanno», predicava lo sviluppo dell’industria e dei commerci; la speranza per quella spedizione di Crimea, che «utile e gloriosa pel Piemonte quantunque onerosissima», avrebbe fatto acquistare al regno «forza morale ed importanza politica nel consorzio de’ Cabinetti europei ed indirettamente e col tempo essere utile al rigeneramento d’Italia». Guardava lontano il conte Civalieri.  (dalla recensione di Pierangelo Gentile, pubblicata  in “Studi Piemontesi”, XLIV, 1, 2015)

 

Piemonte e Portogallo

Lunedì 13 aprile, alle ore 18, per i Colloqui del Lunedì, Alice Blythe Raviola e Pierangelo Gentile dialogano sul tema 

Dalle Alpi all’Atlantico. Piemonte e Portogallo. Nove secoli di relazioni dinastiche

 

in margine al volume Portogallo e Piemonte. Nove secoli (XII-XX) di relazioni dinastiche e politiche, a cura di Maria Antònia Lopes e Blythe Alice Raviola

copertina portogallo

Il libro racconta di un legame di lunghissima durata: quello fra il Portogallo – una delle principali monarchie nazionali della prima età moderna – e il ducato di Savoia, piccolo Stato transalpino in cerca di riconoscimento internazionale. Grazie ai contributi di autori di diversa provenienza e di ambiti disciplinari differenti emerge un quadro istituzionale e dinastico variegato, condizionato dagli eventi della politica europea. Sono per lo più le donne, principesse portoghesi o piemontesi, a fungere da pedine diplomatiche e parentali nel tessuto delle relazioni secolari luso-sabaude: Mafalda di Moriana e Savoia, prima regina del Portogallo; Beatrice de Aviz duchessa di Savoia; Margherita di Savoia, viceregina di Portogallo per conto della dominazione spagnola; Maria Francesca Isabella di Savoia Nemours, regina del trono portoghese restaurato; infine Maria Pia di Savoia, penultima regina della monarchia portoghese. Ma sono anche i disegni delle due casate, come nel caso del ventilato matrimonio fra l’infanta Isabel Luisa e il futuro Vittorio Amedeo II di Savoia, a consolidare un’alleanza lontana nello spazio, ma fruttuosa nel tempo. Non a caso il Portogallo fu meta d’esilio per due sovrani sabaudi, Carlo Alberto, re di Sardegna, e Umberto II re d’Italia, il quale, dopo la proclamazione della Repubblica italiana nel 1946, soggiornò a lungo a Cascais. Dalle Alpi all’Atlantico, e dall’Atlantico alle Alpi, si potrebbe riassumere il secolare legame tra Portogallo e Piemonte, in una densa, ciclica contaminazione fra cerimoniali, usi di corte e modelli culturali fra due Paesi solo in apparenza distanti ed estranei l’uno all’altro. Per saperne di più vedi recensione in “Studi Piemontesi”, XLIII, 2 (2014)