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La pittura in Valle di Susa

Lunedì 9 aprile 2018 ore 18

Un viaggio per immagini con
Carlo Naldi  (Politecnico di Torino)

La pittura in Valle di Susa

dal Gotico internazionale al Rinascimento

 

 Nella seconda metà del quattrocento la Valle di Susa si rivela un canale artistico di innovazioni  della pittura tra il ducato di Savoia, il Delfinato e la Provenza. Lungo le principali vie di comunicazione dal Torinese alla Francia Meridionale lungo la valle di Susa sino a Bardonecchia e a Briançon si assiste al diffondersi di un nuovo linguaggio espressivo che tende a superare l’eredità di Giacomo Jaquerio.

 

 

 La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro  Studi Piemontesi 

Affreschi del Quattrocento nel Novarese

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Giovedì 3 novembre alle ore 18

conferenza con immagini

di Carlo Naldi (Politecnico di Torino)

Affreschi del Quattrocento nel Novarese

Nella seconda metà del secolo XV, le chiesette romaniche, gli oratori del Novarese vengono arricchendosi di pittura murale. Si tratta di produzione omogenea, costante nell’iconografia, di livello spesso notevole, con autonomia culturale. Gli artisti che rappresentano sulle pareti delle chiesette le credenze di tutta la comunità sono botteghe famigliari. Essi propongono agli occhi dei fedeli i santi localmente più venerati e gli accadimenti che si ripetono nelle sacre rappresentazioni. Tra i committenti più che i grandi feudatari sono i componenti del terzo stato, cioè il popolo, che dialoga direttamente con l’artista.

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Un pittore della prima metà del Quattrocento nel Canavese e in Valle d’Aosta

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  Lunedì 16 novembre, alle ore 18

Carlo Naldi (Politecnico di Torino)

 parlerà di

Giacomino da Ivrea, un pittore della prima metà del Quattrocento nel Canavese e in Valle d’Aosta

 

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Nella prima metà del ‘400 lo stato di permanenti lotte per rivendicazioni feudali tra i signorotti del Canavese (Valperga, Masino, San Martino, Biandrate) non poteva che nuocere alle arti figurative che invece fiorivano nelle potenti corti dei marchesi di Monferrato e dei Savoia.  Nel Canavese operano due “forestieri”: il pavese Aimone Duce e il marchigiano Domenico della Marca d’Ancona. Nel 1964 riaffiora tra gli studiosi anche la figura di un pittore locale, Giacomino da Ivrea, attivo tra il 1426 e il 1469.  Il suo linguaggio pittorico, pur privo delle preziosità stilistiche del gotico internazionale e della drammaticità di Jacquerio, incontrò un indubbio successo per la capacità di rappresentare con semplicità e vivacità un’arte sacra destinata essenzialmente a un pubblico incolto. La conferenza vuole ripercorrere la vicenda artistica di Giacomino d’Ivrea e dei suoi presunti maestri con un viaggio per immagini dal Canavese alla Valle d’Aosta e alla Savoia alla riscoperta di un pittore che fu un efficace narratore delle storie riportate nella Legenda Aurea, ma anche autore di scene della cultura cortese-cavalleresca.

Colloqui del lunedì

Prosegue la stagione autunnale dei Colloqui del lunedì, dieci appuntamenti in sede, tutti i lunedì alle ore 18 – a partire dal 6 ottobre fino al 1° dicembre – per affrontare temi interdisciplinari legati alla cultura, alla storia, ai personaggi del Piemonte.

La partecipazione agli incontri è gratuita, aperta a tutti fino ad esaurimento dei posti in sala.

Lunedì 3 novembre Carlo Naldi, del Politecnico di Torino, terrà una conferenza con immagini sui Frescanti negli oratori e cappelle delle Alpi Marittime nella seconda metà del Quattrocento

Lunedì 27 ottobre si parlerà di Massimo d’Azeglio  con la conferenza di   Claudio Gigante, Università di Bruxelles, sul tema: La nazione necessaria. La questione italiana nell’opera di Massimo d’Azeglio, in margine al suo volume pubblicato a Firenze da Franco Cesati Editore.

Lunedì 20 ottobre si parlerà delle Valli di Lanzo con la conferenza di Bruno Guglielmotto Ravet, Dall’ultimo montanaro alla città culturale: ruolo e azione della Società Storica delle Valli di Lanzo.

lunedì 13  ottobre alle 18Patrizia Pellizzari, dell’Università di Torino, Gustavo Mola di Nomaglio,  Gabriella Olivero,curatrice dell’opera Della vita d’Emanuel Filiberto  di Ioannes Tonsus (1596), presenteranno  i due volumi pubblicati dall’editore Aragno che, grazie alla versione italiana a fronte del testo originale latino, rendono fruibile al grande pubblico una tra le più interessanti e ancora attuali biografie del sovrano sabaudo, grande condottiero, statista e uomo di cultura.

Il De vita Emmanuelis Philiberti, pubblicato nel 1596, fu commissionato all’umanista milanese Ioannes Tonsus (Giovanni Tosi) dal duca Carlo Emanuele I  per onorare la memoria di suo padre e rafforzare il prestigio della stirpe sabauda presso le altre corti europee.  La traduzione italiana preparata dallo stesso Tosi, manoscritta e rimasta inedita, viene ora pubblicata a cura di Gabriella Olivero, nei due volumi editi da Aragno (2014, pp. 988): l’elegante raffinata edizione presenta a fronte il testo latino e la traduzione, permettono di leggere e confrontare le due redazioni dell’opera.

QUI il programma completo dei Colloqui del lunedì