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Lorenzo Vergnano e Onorio Mosso a Cambiano

Nella sala consiliare del Palazzo Municipale di Cambiano, dall’8 maggio al 10 luglio, è allestita la mostra dedicata a due artisti dell’ambito di Giacomo Grosso: Lorenzo Vergnano e Onorio Mosso.

La mostra è a cura di Daniela Minuto, il catalogo di Liliana Pittarello.

L’inaugurazione sarà in diretta streaming l’8 maggio alle 16 sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del Comune di Cambiano.

Tra le pagine di “Studi Piemontesi”

Il Centro Studi Piemontesi racconta….

Costanza Roggero racconta Tra le pagine del numero di dicembre 2020 di «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità pubblicata dal 1972 dal Centro Studi Piemontesi.

“Studi Piemontesi” in arrivo nelle case dei Soci

«Studi Piemontesi»
dicembre 2020, vol. XLVIX, fasc. 2

E’ in consegna in questi giorni il secondo numero del 2020 di «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità pubblicata dal Centro Studi Piemontesi.
Invoglieranno ad addentrarsi tra le pagine del fascicolo i due articoli che lo aprono e che si distinguono anche per l’affabilità della scrittura: Giovanni Tesio si trattiene sulle lettere dalle carceri fasciste di tre piemontesi, Vittorio Foa, Massimo Mila e del loro maestro Augusto Monti; Rosanna Roccia con la familiarità che in anni di studio ha acquisito con Camillo Cavour introduce nel privato del grande uomo di stato rievocando l’affetto con il quale seguì l’educazione del nipote Augusto e lo strazio che provò per la sua morte nella battaglia di Goito (1848).
Si resta negli anni centrali del Risorgimento con Simonetta Tombaccini che, attraverso le lettere scritte da Sabine Martini de Chateuneuf, sposa a Torino, alla sorella Sophie, sposata nella natia Nizza, delinea il vissuto quotidiano di due dame della nobiltà subalpina negli anni 1857-59. Nadia Fenoglio invece scrive delle fake news pubblicate sui giornali del Regno di Sardegna durante la spedizione dei Mille. Si scende al Settecento con Fabrizio Corrado che scrive di Giacomo Casanova a Torino; e al Seicento con Luca Pier Giorgio Isella, che torna sui fatti della guerra dei Cognati e dell’assedio di Torino del 1640, attraverso le lettere del cappuccino Fra Michelangelo dei conti San Martino di Agliè al nipote Filippo.
Entriamo nel settore della storia dell’arte con Walter Canavesio: il rinvenimento di una versione in bronzo della targa di Leonardo Bistolfi per il sepolcro (1894) del giovane poeta Alessandro Vignola gli offre l’opportunità di raccontare l’ambiente culturale di fine Ottocento a Torino. Conducono al Settecento Arabella Cifani e Franco Monetti che, proseguendo le loro ricerche sui pittori sabaudi, presentano Giovanni Battista Curlando, attivo alla corte di Torino dal 1700 al 1710. Roberto Caterino esamina la parte avuta da Bernardo Vittone nella sistemazione dell’oratorio settecentesco della Compagnia di San Paolo. Infine Liliana Pittarello continua il censimento di architetti e artisti formatosi in Piemonte operanti in Argentina fra Otto e Novecento occupandosi in particolare di Augusto e León Ferrari.
Due saggi sono dedicati all’attività teatrale nell’Ottocento: Lorenzo Mamino tratta di alcuni teatri del Cuneese (Mondovì, Saluzzo, Alba, Fossano), della loro costruzione, dei loro destini. Claudio Bertolotto, partendo dal fortunoso ritrovamento di una raccolta di scenografie teatrali di Francesco Cocchi (Budrio 1788 – Bologna 1865) illustra i riflessi torinesi e internazionali della scuola bolognese di scenografia.
Siamo così alle due rubriche linguistiche: per Onomastica piemontese Daniela Cacìa si dedica alla schiera di cognomi derivati da finocchio; Elena Papa a quelli derivati da gora (denominazione piemontese di varie piante simili al salice). Per Lessico piemontese, Giovanni Ronco parla della fetente cimice o bërnard fiairant e del fragrante pan ëd cusiòira, cioè del pane preparato in casa e portato a cuocere al forno.
Troviamo poi ritratti e ricordi di personaggi: Gabriella Olivero rievoca Mercedes Viale Ferrero (1924-2019); Aldo A. Mola lo storico del Risorgimento Romano Ugolini (1946-2020). Rita Binaghi traccia un profilo dell’ingegnere Antonio Lovera (1741-1789), socio dell’Accademia delle Scienze di Torino, mentre Milena Contini rievoca la costruzione dell’osservatorio astronomico della stessa Accademia attraverso gli scambi epistolari fra Tommaso Valperga di Caluso e l’astronomo milanese Barnaba Oriani.
Tra fine Settecento e primo Ottocento accanto agli entusiasmi per le novità giunte dalla Francia fu viva anche la polemica antifrancese: Dario Pasero ne pubblica dai manoscritti una serie di testi in piemontese con inquadramento storico e commento.
Introduce nei segreti del Centro Studi Piemontesi Andrea Maria Ludovici che ne descrive i fondi manoscritti: anzi tutto quello del suo fondatore, Renzo Gandolfo (Cuneo 1900-Torino 1987); e poi da Angelo Alessio (Aosta 1890 – Torino 1983), Giovanni Drovetti (Sesto San Giovanni 1879 – Torino 1958), Arrigo Frusta (Torino 1875 – 1965), Giuliano Gasca Queirazza (Roma 1922 – Torino 2009), Gualtiero Rizzi (Torino 1927 – San Sebastiano da Po 2003), Enrico Thovez (Torino 1869 – 1925), Giovanni Toselli (Cuneo 1819 – Genova 1886).
E potranno stimolare a mettere in programma altre letture le recensioni che insieme allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi Piemontesi, alle notizie di mostre, convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale chiudono il volume.

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E’ uscito “Studi PIemontesi”

«Studi Piemontesi»
dicembre 2020, vol. XLVIX, fasc. 2

Sarà un periodo natalizio da trascorrere in casa e la lettura potrà occupare i nostri giorni; arriva dunque giusto in tempo il secondo numero di quest’anno di «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità pubblicata dal Centro Studi Piemontesi.
Invoglieranno ad addentrarsi tra le pagine del fascicolo i due articoli che lo aprono e che si distinguono anche per l’affabilità della scrittura: Giovanni Tesio si trattiene sulle lettere dalle carceri fasciste di tre piemontesi, Vittorio Foa, Massimo Mila e del loro maestro Augusto Monti; Rosanna Roccia con la familiarità che in anni di studio ha acquisito con Camillo Cavour introduce nel privato del grande uomo di stato rievocando l’affetto con il quale seguì l’educazione del nipote Augusto e lo strazio che provò per la sua morte nella battaglia di Goito (1848).
Si resta negli anni centrali del Risorgimento con Simonetta Tombaccini che, attraverso le lettere scritte da Sabine Martini de Chateuneuf, sposa a Torino, alla sorella Sophie, sposata nella natia Nizza, delinea il vissuto quotidiano di due dame della nobiltà subalpina negli anni 1857-59. Nadia Fenoglio invece scrive delle fake news pubblicate sui giornali del Regno di Sardegna durante la spedizione dei Mille. Si scende al Settecento con Fabrizio Corrado che scrive di Giacomo Casanova a Torino; e al Seicento con Luca Pier Giorgio Isella, che torna sui fatti della guerra dei Cognati e dell’assedio di Torino del 1640, attraverso le lettere del cappuccino Fra Michelangelo dei conti San Martino di Agliè al nipote Filippo.
Entriamo nel settore della storia dell’arte con Walter Canavesio: il rinvenimento di una versione in bronzo della targa di Leonardo Bistolfi per il sepolcro (1894) del giovane poeta Alessandro Vignola gli offre l’opportunità di raccontare l’ambiente culturale di fine Ottocento a Torino. Conducono al Settecento Arabella Cifani e Franco Monetti che, proseguendo le loro ricerche sui pittori sabaudi, presentano Giovanni Battista Curlando, attivo alla corte di Torino dal 1700 al 1710. Roberto Caterino esamina la parte avuta da Bernardo Vittone nella sistemazione dell’oratorio settecentesco della Compagnia di San Paolo. Infine Liliana Pittarello continua il censimento di architetti e artisti formatosi in Piemonte operanti in Argentina fra Otto e Novecento occupandosi in particolare di Augusto e León Ferrari.
Due saggi sono dedicati all’attività teatrale nell’Ottocento: Lorenzo Mamino tratta di alcuni teatri del Cuneese (Mondovì, Saluzzo, Alba, Fossano), della loro costruzione, dei loro destini. Claudio Bertolotto, partendo dal fortunoso ritrovamento di una raccolta di scenografie teatrali di Francesco Cocchi (Budrio 1788 – Bologna 1865) illustra i riflessi torinesi e internazionali della scuola bolognese di scenografia.
Siamo così alle due rubriche linguistiche: per Onomastica piemontese Daniela Cacìa si dedica alla schiera di cognomi derivati da finocchio; Elena Papa a quelli derivati da gora (denominazione piemontese di varie piante simili al salice). Per Lessico piemontese, Giovanni Ronco parla della fetente cimice o bërnard fiairant e del fragrante pan ëd cusiòira, cioè del pane preparato in casa e portato a cuocere al forno.
Troviamo poi ritratti e ricordi di personaggi: Gabriella Olivero rievoca Mercedes Viale Ferrero (1924-2019); Aldo A. Mola lo storico del Risorgimento Romano Ugolini (1946-2020). Rita Binaghi traccia un profilo dell’ingegnere Antonio Lovera (1741-1789), socio dell’Accademia delle Scienze di Torino, mentre Milena Contini rievoca la costruzione dell’osservatorio astronomico della stessa Accademia attraverso gli scambi epistolari fra Tommaso Valperga di Caluso e l’astronomo milanese Barnaba Oriani.
Tra fine Settecento e primo Ottocento accanto agli entusiasmi per le novità giunte dalla Francia fu viva anche la polemica antifrancese: Dario Pasero ne pubblica dai manoscritti una serie di testi in piemontese con inquadramento storico e commento.
Introduce nei segreti del Centro Studi Piemontesi Andrea Maria Ludovici che ne descrive i fondi manoscritti: anzi tutto quello del suo fondatore, Renzo Gandolfo (Cuneo 1900-Torino 1987); e poi da Angelo Alessio (Aosta 1890 – Torino 1983), Giovanni Drovetti (Sesto San Giovanni 1879 – Torino 1958), Arrigo Frusta (Torino 1875 – 1965), Giuliano Gasca Queirazza (Roma 1922 – Torino 2009), Gualtiero Rizzi (Torino 1927 – San Sebastiano da Po 2003), Enrico Thovez (Torino 1869 – 1925), Giovanni Toselli (Cuneo 1819 – Genova 1886).
E potranno stimolare a mettere in programma altre letture le recensioni che insieme allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi Piemontesi, alle notizie di mostre, convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale chiudono il volume.
Abstracts in inglese di tutti i contributi

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Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Gilles Bertrand, Mario Chiesa, Gabriele Clemens, Anna Cornagliotti, Guido Curto, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Isabella Massabò Ricci, Andrea Merlotti, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Pier Massimo Prosio, Rosanna Roccia, Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano, Giovanni Tesio, Georges Virlogeux.

Direttore, Rosanna Roccia; Responsabile, Albina Malerba. Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali

Augusto Cesare Ferrari: la curatrice della mostra ne presenta la figura

Lunedì 5 novembre 2018 ore 18

conferenza di

Liliana Pittarello

Augusto Cesare Ferrari 

Pittore-architetto fra Italia e Argentina

 

Liliana Pittarello curatrice, con Isabel Ferrari, Julia Ferrari e Antonio Musiari, della mostra “Augusto Cesare Ferrari, pittore architetto fra Italia e Argentina ¡Qué bello es vivir! ,  illustrerà la mostra, allestita fino al 18 novembre alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Mostra e catalogo presentano l’opera di Augusto Cesare Ferrari pittore e architetto (1871-1970) seguendo il racconto della sua vita di figlio illegittimo, migrante, marito, padre. Molto rigoroso, affabile e generoso, seppe con fatica e passione costruirsi la vita cui aspirava, fatta di affetti familiari e tanto lavoro, superando traversie anche molto gravi con tenacia e visione positiva. Allievo di Giacomo Grosso e Luigi Belli all’Accademia Albertina e di Giovanni Vacchetta al Museo Industriale, a Torino dipinse quadri, panorami e chiese. In Argentina fu pittore e architetto.

Il Catalogo è pubblicato in coedizione Centro Studi Piemontesi-Albertina Press.

La conferenza è sul canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Iniziative a margine della mostra “Augusto Cesare Ferrari”


VeTorino, Pinacoteca Albertina via Accademia Albertina, 8

Mostra a cura di Liliana Pittarello,

con Isabel Ferrari, Julia Ferrari e Antonio Musiari

INIZIATIVE A MARGINE DELLA MOSTRA

 

  • Venerdì 12 ottobre, ore 16.10, Pinacoteca Albertina

Visita alla mostra guidata da Antonio Musiari e Liliana Pittarello

  • Venerdì 12 ottobre, ore 17, Accademia Albertina, Sala Azzurra

Donata Pesenti Compagnoni conservatore del Museo del Cinema di Torino, Giulia Matta e Antonio Musiari, presentati da Liliana Pittarello, parleranno dei “panorama” e di Grosso e Ferrari pittori del genere.

  • Sabato 13 ottobre, ore 17, Cambiano, Biblioteca comunale

Cerimonia di apertura della sezione cambianese della mostra (Palazzo del Comune, sala del Consiglio, 14 ottobre – 2 dicembre 2018). Dopo i saluti del sindaco Carlo Vergnano, dell’assessore Daniela Miron e del Presidente dell’Accademia Albertina Fiorenzo Alfieri, Liliana Pittarello, Gian Giorgio Massara, Giulia Matta e Antonio Musiari parleranno della figura del Ferrari, del suo intervento nella chiesa parrocchiale di Cambiano e della sua collaborazione ai panorami di Giacomo Grosso La battaglia di Torino (1906) e La battaglia di Maipù (1910).

  • Lunedì 15 ottobre, ore 16.10, Pinacoteca Albertina

Visita alla mostra guidata da Liliana Pittarello

  • Lunedì 15 ottobre, ore 17, Accademia Albertina, Sala Azzurra

Maddalena Tirabassi del Centro Altreitalie di Torino, Giovanna Rosso Del Brenna dell’Università di Genova e del CISEI (Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana) di Genova, Giovanna D’Amia del Politecnico di Milano e Liliana Pittarello parleranno della “grande emigrazione” italiana in Sud America fra fine Ottocento e prima guerra mondiale, di Ferrari migrante e dell’impronta italiana data all’architettura argentina da tanti operatori, tecnici, architetti emigrati.

  • Martedì 23 ottobre, ore 15.45, Pinacoteca Albertina

Vista alla mostra guidata da Antonio Musiari e Liliana Pittarello

  • Martedì 23 ottobre, ore 17, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino, Palazzo Chiablese, Salone delle Guardie Svizzere

Dopo il saluto della soprintendente Luisa Papotti, Piergiorgio Dragone – introdotto da Liliana Pittarello e Marco Albera –  tratterà della pittura a Torino nei primi vent’anni del Novecento.

  • Lunedì 5 novembre, ore 18, Centro Studi Piemontesi, via Ottavio Revel, 15

Presentata dalla direttrice del Centro Albina Malerba, Liliana Pittarello parlerà di Ferrari e della mostra in corso.

  • Giovedì 8 novembre, ore 15.45, Pinacoteca Albertina

Visita alla mostra guidata da Liliana Pittarello

  • Giovedì 8 novembre, ore 17Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino, Palazzo Chiablese, Salone delle Guardie Svizzere

La soprintendente Luisa Papotti, la responsabile Area funzionale “Educazione e ricerca” della Soprintendenza  Lisa Accurti e Mauro Volpiano del Politecnico di Torino, a partire dal breve filmato dell’opera di “Ferrari architetto” commentato da Liliana Pittarello, parleranno dell’architettura eclettica delle chiese torinesi che Ferrari potè conoscere o vedere in costruzione mentre studiava e lavorava a Torino,  presentando il lavoro di schedatura realizzato dalla Soprintendenza appositamente per il catalogo della mostra.

  • Lunedì  12 novembre, ore 16, Cambiano, Centro parrocchiale ‘Le Ali’

Presentata da Agnese Altina, Liliana Pittarello parlerà di Ferrari e della mostra in corso.

  • Giovedì 15 novembre, ore 16.10, Pinacoteca Albertina

Visita alla mostra guidata da Antonio Musiari e Liliana Pittarello.

  • Giovedì 15 novembre, ore 17, Accademia Albertina, Salone d’onore

A conclusione del ciclo di mostre dedicate a Giacomo Grosso e allievi nell’ultimo anno in Accademia,  da lui curate e coordinate, Angelo Mistrangelo introdurrà  Antonio Musiari, che chiuderà gli incontri trattando il tema: Socialità degli artisti a Torino nel primo Novecento. Il caso di Augusto Cesare Ferrari.

  • Domenica 18 novembre, pomeriggio Accademia Albertina, Salone d’onore

Festa di chiusura della mostra  aperta dal Presidente Fiorenzo Alfieri, con le ultime visite guidate, la performance Panorama abierto (proiezione di disegni digitali animati in tempo reale sul panorama Messina distrutta di Ferrari) dell’artista argentina Marcela Rapallo, presentata dal Direttore Salvo Bitonti, l’Estampida della Fundación Augusto y León Ferrari Arte y Acervo (Bs. As.) e la degustazione di mate e  di tè, offerta da PROTEA Academy (associazione impegnata nella formazione e  diffusione della cultura del tè in Italia, full member dell’International Tea Committee (http://www.proteaacademy.org/).

Il catalogo della mostra è edito dal Centro Studi Piemontesi – Albertina Press

Augusto Cesare Ferrari, pittore e architetto tra Italia e Argentina

All’Accademia Albertina di Torino

giovedì 20 settembre, ore 18

inaugurazione della mostra

AUGUSTO CESARE FERRARI

PITTORE-ARCHITETTO TRA ITALIA E ARGENTINA

a cura di Liliana Pittarello

con Isabel Ferrari, Julia Ferrari, Antonio Musiari

La mostra, organizzata in collaborazione con la Fundaciòn Augusto y Leon Ferrari Arte y Acervo di Buenos Aires, resterà aperta fino al 18 novembre 2018

Il catalogo è edito dal Centro Studi Piemontesi

 

 

 

E’ uscito “Studi Piemontesi”

È uscito con la consueta regolarità e tempestività, il numero 2, dicembre 2014 della rivista “Studi Piemontesi”, annata XLIII, pp. 283-562

sp2014-2 copertina

QUI l’indice del fascicolo

Dopo il ricordo nel 2011 dei centocinquant’anni dell’unificazione, quest’anno è stato il momento di richiamare alla memoria i fatti dolorosi che accompagnarono il trasferimento della capitale a Firenze: lo fa Umberto Levra in apertura del secondo fascicolo 2014 di «Studi Piemontesi» – la rivista di lettere, storia, arti e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi – con il saggio Settembre 1864: centocinquant’anni, che esordisce elencando i nomi di una decina delle 52 vittime che persero la vita nelle due tumultuose sere del 20 e 21 settembre: dalla cameriera al soldato, dal muratore all’oste, dal negoziante allo studente, a rappresentare i vari strati sociali coinvolti in quel momento di protesta.

Due saggi sono dedicati a questioni minori della storia del Novecento: Roberto Alciati ricorda Un “oriundo” quattordiese a Redipuglia: storia del generale Pietro Tommaso Monti (1868-1917); Donato D’Urso tratta della Vigilanza poliziesca sui “funerali rossi” ad Alessandria durante il ventennio fascista. Alla storia della scienza è dedicato il saggio di Simone Baral, Crani su misura. La frenologia in Piemonte.

Fra storia e costume si muove Enrico Edoardo Barbero con Il Palazzo Reale di Torino residenza dei Re d’Italia. Di un grande personaggio del liberalismo si occupa Paolo Bagnoli: La filosofia demiurgica di Filippo Burzio.

Diversi gli studi dedicati alle arti e, in particolare, all’architettura e  all’urbanistica: Maria Vittoria Cattaneo, Castello del Valentino, la cappella: storia, descrizione e nuovi documenti; Gianluigi Alzona, Origini e disavventure di un frate-architetto alla corte sabauda: Andrea Costaguta (Genova 1604 – Loano ≤1669); Giuseppe Pacciarotti, Il volto moderno del Verbano. Architetti e ingegneri attivi nei paesi del Lago Maggiore dalla fine del Settecento al 1915; Liliana Pittarello, I protagonisti dell’architettura argentina fra Otto e Novecento nati e formati in Piemonte: una ricerca in corso. Ancora alle relazioni culturali con l’Argentina all’inizio del Novecento è dedicato il saggio di Giovanna D’Amia, Francesco e Giovanni Gianotti, due artisti piemontesi fra Milano e Buenos Aires.

Quello di Giovanni Tesio, La parola non è (solo) una “questione privata”. Per un panorama letterario di Langhe Roero e Monferrato, è il primo dei saggi dedicati alla letteratura e dà conto di una ricerca avviata dal Centro Studi Piemontesi e dall’Università del Piemonte Orientale sugli scrittori che hanno parlato di un territorio recentemente dichiarato dall’Unesco bene dell’umanità. Gabriella Olivero traccia un profilo di un personaggio minore da non dimenticare: «Quella fragile creatura che è il piccolo teatro cattolico». Per una rilettura delle opere di Consolato Reineri (1900-1968). Il cinema torinese degli inizi non poteva trascurare uno scrittore torinese d’adozione: lo mostra Felice Pozzo: Delenda Carthago! Appunti salgariani tra Alberto Della Valle e Arrigo Frusta. Ad uno scrittore meno noto, Agostino Della Sala Spada (1842-1913), è dedicata la breve nota di Simonetta Satragni Petruzzi, Torino porto di mare. Nel 2073!. Luca Bellone, Lo sciocco in piemontese: preliminari di un’indagine onomasiologica, censisce un gran numero di termini, individua le aree semantiche da cui sono tratti e i meccanismi mentali con cui sono piegati a designare colui che mostra poco senno.

Due i ‘ricordi’ di personaggi scomparsi: Francesco Malaguzzi fa memoria dell’inglese Anthony Hobson (1921-2014), studioso della legatura italiana, che partecipò a pubblicazioni dedicate al libro in Piemonte; Marcella Filippa ricorda con commozione Marisa Piola Quazza, docente all’Istituto Magistrale Regina Margherita di Torino.

Nella sezione dei documenti e inediti, Michele Amedei pubblica una serie di lettere inedite scritte fra il 1905 e il 1909 dal pittore inglese John Singer Sargent (Firenze 1856 –  Londra 1925) all’artista piemontese Alberto Falchetti (Caluso 1878-1951), da una collezione privata.

Come sempre chiudono il fascicolo il «Notiziario bibliografico», con almeno un centinaio di libri recensiti o segnalati, lo spoglio delle riviste, e le notizie asterischi.

«Studi Piemontesi» :Direttore Rosanna Roccia – Responsabile Albina Malerba – Segreteria Giulia Pennaroli

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Piero Cazzola,   Anna Cornagliotti, Guido Curto, Richard Drake, Pierangelo Gentile,  Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio, Rosanna Roccia, Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano, Giovanni Tesio, Georges Virlogeux Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali