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Il Piemonte sui piatti

Fino al 7 ottobre alla Biblioteca della Regione Piemonte (Via Confienza 14, Torino) è allestita la mostra

IL PIEMONTE SUI PIATTI

a cura di Piero Gondolo della Riva

La mostra è aperta dal lunedì al venerdì con orario 9-13 / 14-16; il mercoledì apertura prolungata fino alle 18.

Per info 011/5757371

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Sul tema dei piatti da collezione Piero della Riva è intervenuto con diversi articoli su “Studi Piemontesi“:

XXXVI, 1 (2007), pp. 119-130;  XXXVI, 2 (2007), pp. 425-426; XXXVII, 2 (2008), pp. 469-470; XXXVIII, 2 (2009), pp. 461-462; XXXIX, 1 (2010), p. 177; XLI, 2 (2012), pp. 469-470; XLIV, 1 (2015), pp. 123-124; XLV, 1 (2016), pp. 163-165.

 

 

Il Centro Studi Piemontesi in TV

Sabato 23 luglio, alle ore 10, su RAI3, per i programmi dell’accesso, andrà in onda una intervista a Albina Malerba e Gustavo Mola di Nomaglio: si parlerà dell’attività del Centro Studi Piemontesi – Ca dë Studi Piemontèis e dei 45 anni di ininterrotta pubblicazione della rivista “Studi Piemontesi”.

 

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Qui il video della trasmissione andata in onda il 23 luglio 2016. Dal minuto 3:47, l’intervento dedicato al Centro Studi Piemontesi

E’ uscito il fascicolo di giugno 2016 di “Studi Piemontesi”

studi piemontesi

  «Studi Piemontesi»

giugno 2016, vol. XLV, fasc. 1, pp. 378, ill.

Gli «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, entrano nel loro quarantacinquesimo anno; a ricordarlo in apertura di questo primo fascicolo del 2016 è Andreina Griseri, che fa parte del Comitato Scientifico del periodico fin dal primo numero uscito nel 1972: rievoca coloro che più vi hanno lavorato a cominciare da Renzo Gandolfo, l’ideatore, e si sofferma sullo stile che egli ha impresso alla sua creatura e che continua a caratterizzarla.

È un saggio storico ad aprire il fascicolo: Pierpaolo Merlin propone alcune considerazioni storiografiche sui rapporti tra Piemonte e Francia nel primo Cinquecento; nella storia di due secoli dopo, quale si può cogliere nei documenti di vita quotidiana, ci porta Gianluigi Alzona che pubblica e descrive nelle sue linee essenziali l’inventario dei beni del Castello di Agliè redatto in occasione della morte del marchese Carlo Ludovico il 4 maggio 1712; nell’ambito storico si muove ancora Roberto Livraghi, che ricostruisce la storia dellAccademia Filarmonica (1835-1843), l’istituzione che diede inizio all’insegnamento musicale ad Alessandria.

Parecchi i profili di personaggi piemontesi, antichi e contemporanei: a cominciare dal commosso ricordo di Valerio Zanone scritto da Luigi Bonanate; Rosanna Caramiello e Pierangelo Lomagno illustrano i rapporti del medico-botanico Giovanni Bartolomeo Caccia (1695-1746) con l’Università di Torino; Daniela Maldini Chiarito riflette sulla biografia della figlia di Quintino Sella, Eva, fondatrice della Scuola superiore femminile; tre figure di restauratori che hanno lavorato sui manoscritti della Biblioteca Nazionale di Torino danneggiati dall’incendio del 1904, sono delineate da Angelo Giaccaria: Erminia Caudana, il suo maestro Carlo Marré e l’allievo Amerigo Bruno.

Entriamo nell’ambito letterario con i ‘ritratti paralleli’ di Umberto Eco e Sebastiano Vassalli delineati da Giovanni Tesio; Pier Massimo Prosio ricorda un collaboratore ‘storico’ della rivista, decano del Comitato Scientifico, Piero Cazzola. Ancora sulla linea biografica, ma non solo, si muove Arnaldo Di Benedetto, che illustra i rapporti tra Vittorio Alfieri e Tommaso Valperga di Caluso; si risale indietro alla metà del Settecento con Nicola Duberti, che presenta un molto interessante manoscritto monregalese, finora sconosciuto, che contiene poesie di Ignazio Isler; due i saggi sull’Ottocento: Simonetta Satragni Petruzzi dà conto della fortuna nel teatro musicale del romanzo Ettore Fieramosca di Massimo D’Azeglio; e Marco Sterpos si sofferma sulla storia e la geografia del Piemonte nella poesia di Carducci; il Novecento infine con Valeria Gerallini che esamina le poesie per l’infanzia di Nico Orengo.

Parecchi, anche in questo fascicolo, gli interventi di storia dell’arte: Arabella Cifani e Franco Monetti presentano nuovi documenti sul pittore quattrocentesco Amedeo Albini, moncalierese; Fabiano T. Fagliari Zeni Buchicchio offre notizie documentarie su Ascanio e Vitozzo Vitozzi; Walter Canavesio illustra l’opera di Pelagio Palagi nel presbiterio della cattedrale di Mondovì; Gianluca Kannés esamina la complessa gestazione, nei primi anni del Novecento, della scultura Idealità e materialismo di Giulio Monteverde; Pier Giorgio Dragone tratta dei gioielli creati da Ada Malnati Minola e dei suoi rapporti con l’International Center of Aesthetic Research di Torino; Paolo San Martino riflette sulla rivalutazione dei beni culturali in Piemonte a trent’anni dalla mostra Porcellane e argenti del Palazzo Reale di Torino. Piero Gondolo della Riva porta nuovi addenda al catalogo di piatti decorati con motivi piemontesi. Infine Alda Rossebastiano, Elena Papa e Daniela Cacia offrono un terzo mannello di schede onomastiche piemontesi; mentre Enrica Ballarè esamina il costume valsesiano tra contesto sociale e ricerca estetica.

Chiudono il fascicolo il Notiziario bibliografico e lo spoglio delle riviste che offrono un aggiornamento bibliografico quasi esaustivo nel campo degli studi sul Piemonte.

Leggi il  Sommario completo

* * *

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Anna Cornagliotti, Guido Curto, Pierangelo Gentile,  Livia Giacardi,  Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci,  Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio,  Rosanna Roccia,  Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano,  Giovanni Tesio,  Georges Virlogeux.

Rivista « Studi Piemontesi »

Direttore: Rosanna Roccia

Direttore Responsabile: Albina Malerba

Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali

1° maggio: tre mostre e un concerto alla Biblioteca Nazionale di Torino

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Domenica 1° maggio la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (Piazza Carlo Alberto 3)  sarà aperta dalle 8 alle 19 con la proposta di varie iniziative culturali tra le quali tre mostre e un concerto.

Segnaliamo

Parole di Piemonte”: mostra bibliografica inaugurata per i 45 anni di nascita del periodico “Studi Piemontesi” e che rimarrà aperta fino al 7 maggio, realizzata in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi che espone una significativa raccolta della produzione e della sua collaborazione con la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, centro di conservazione, tutela e divulgazione della Civiltà del “continente alpino”.

Scarica il programma completo della giornata alla Biblioteca Nazionale Universitaria

QUI il link alla giornata del “Forum di Studi Piemontesi“, primo forum dei collaboratori della rivista “Studi Piemontesi” che si è tenuto il 19 aprile all’Auditorium Vivaldi.

“Studi Piemontesi” in mostra alla Biblioteca Nazionale di Torino

 

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Alla Biblioteca Nazionale di Torino, fino al 7 maggio, è allestita la mostra bibliografica “Pagine di Piemonte”.

 

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Curata da Albina Malerba e Gustavo Mola di Nomaglio, la mostra offre una panoramica sull’attività del Centro Studi Piemontesi e sui 45 anni di pubblicazione della rivista interdisciplinare “Studi Piemontesi” che si festeggiano nel 2016.

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La mostra, allestita in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e con gli Amici della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino resterà aperta fino al 7 maggio 2016 con il seguente orario:

giorni feriali: 10-18; sabato: 10-13

domenica 1° maggio: 10-18

Ingresso gratuito   

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Il primo Forum di “Studi Piemontesi”

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Verso i 50 anni di fondazione del Centro Studi Piemontesi  – Ca dë Studi Piemontèis

martedì 19 aprile dalle 16,30 alle 18,30

all’ Auditorium Vivaldi – Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (piazza Carlo Alberto 5/a) si terrà il primo

Forum di «Studi Piemontesi»

Incontro aperto con gli autori, i collaboratori, i Soci, gli amici del Centro Studi Piemontesi e della rivista interdisciplinare “Studi Piemontesi”

 

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Interventi d’apertura

Guglielmo Bartoletti, Direttore Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Franco Cravarezza, Presidente Abnut

Giuseppe Pichetto, Presidente Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

Gustavo Mola di Nomaglio, Vice Presidente CSP e Consigliere Abnut

Albina Malerba, Direttore CSP

Rosanna Roccia, Direttore “Studi Piemontesi”

di alcuni membri del Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi: Renata Allìo, Alberto Basso, Anna Cornagliotti, Guido Curto, Richard DrakePierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci, Aldo A. MolaFrancesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio, Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano, Giovanni Tesio, Georges Virlogeux

È previsto un saluto del Sindaco di Torino Piero Fassino

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Nell’anno che segna i 45 anni di ininterrotta pubblicazione della rivista «Studi Piemontesi», il Centro Studi Piemontesi convoca il «Primo Forum dei collaboratori» propedeutico all’apertura dell’ «Officina 50», il cantiere di studi per le iniziative del cinquantenario di fondazione del Centro.  Al fine di valorizzare la fattiva collaborazione culturale con la Biblioteca Nazionale Universitaria, l’incontro avrà luogo nell’auditorium Vivaldi, che ben si presta per capienza e valenza scientifica a riunire i moltissimi collaboratori e sollecitare la partecipazione di nuove risorse.

Il Comitato Scientifico e i collaboratori «storici», rappresentanti di differenti discipline, i Soci, gli Amici, sono chiamati:

a fare il punto sulla vastissima produzione e promozione culturale svolta negli anni dalla rivista e dal Centro Studi Piemontesi, e a fare, quindi, un bilancio della strada percorsa;

a fare memoria di alcuni personaggi particolarmente significativi nella storia del Centro Studi Piemontesi;

ad avviare gli attesissimi indici completi (anche delle recensioni, notizie, asterischi etc.) che costituiranno un fondamentale strumento per gli studi sulla storia, lingua, cultura del mondo piemontese e subalpino, non senza ampi riflessi rivolti alla Valle d’Aosta e, al di là delle Alpi, alle regioni che formarono nel corso dei secoli gli Stati sabaudi, oggi appartenenti alla Francia e alla Svizzera.

Insomma, si tratterà, nel fare un bilancio, di progettare il futuro, partendo dai suggerimenti dei giovani studiosi e ricercatori legati a numerose Università italiane ed estereche da poco si sono affacciati alle pagine di «Studi Piemontesi» e che saranno sollecitati ad intervenire con le loro idee e le loro proposte.

L’iniziativa si riallaccia idealmente – e ne avrà in parte i medesimi obiettivi –  al Convegno “Studi sul Piemonte: stato attuale, metodologie e indirizzi di ricerca” che si svolse il 16 e 17 novembre 1979 nelle sale e col patrocinio dell’Accademia delle Scienze di Torino del quale gli Atti furono pubblicati nell’Aprile 1980 quale numero speciale della rivista Studi Piemontesi (Con relazioni – dopo introduzioni e premesse di Cataldo Agostinelli, Norberto Bobbio e Giuseppe Fulcheri – di Giovanni Tabacco, Lino Marini, Giuseppe Ricuperati, Franco Venturi, Narciso Nada, Aldo A. Mola, Valerio Castronovo, Mario Abrate, Riccardo Massano, Giuliano Gasca Queirazza, Andreina Griseri, Roberto Gabetti e Luigi Firpo).

Insieme ai collaboratori della rivista sono «convocati» gli autori che hanno pubblicato nelle Collane editoriali del Centro Studi Piemontesi.

La rivista e i volumi pubblicati dal Centro Studi Piemontesi sono presenti nelle raccolte della Biblioteca Nazionale Universitaria (come, peraltro, di un gran numero di biblioteche, istituti culturali, università italiane e mondiali).

5. catalogoprimo

Nell’occasione sarà inaugurata la Mostra bibliografica  Pagine di Piemonte, che rimarrà aperta fino al 9 maggio.

La mostra consentirà di comprendere anche quale straordinaria importanza abbia la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino per la conservazione, tutela e divulgazione non solo dello scibile umano in generale ma anche con specifico riferimento alla Civiltà del “continente alpino”  europeo del quale il Piemonte, con le sue peculiarità storiche, giuridiche, sociali è una componente fondamentale (proprio la Biblioteca Nazionale, tra l’altro, aveva ospitato la mostra e il Convegno per i 15 anni del Centro Studi Piemontesi, nel 1985, in cui si fece il punto sulle conoscenze e studi sino a quel momento, collaborando poi costantemente con il Centro e il Consiglio regionale del Piemonte all’edizione di importanti manoscritti conservati nelle sue raccolte).

Ai volumi sono abbinati estratti di articoli, nonché autografi e documenti di alcuni tra i più noti collaboratori scomparsi (come, in ordine sparso Luigi Firpo, Renzo Gandolfo, Nina Ruffini, Franco Simone, Giuliano Gasca Queirazza, Norberto Bobbio, Luciano Tamburini, Giovanni Tabacco, Narciso Nada, Piera Condulmer, Noemi Gabrielli, Gianrenzo Clivio, Franco Venturi, Enzo Bottasso, Riccardo Massano, Aldo Garosci, Carlo Baudi di Vesme, Gualtiero Rizzi, Ettore Passerin d’Entrèves, Rosario Romeo, Anna Maria Nada Patrone, Sion Segre Amar, Angelo Dragone, Marziano Bernardi, Carlo Pischedda, Giuseppe Talamo, Giulio Carlo Argan, Alessandro Galante Garrone, Vera Comoli, Aldo Garosci, Luigi Ronga, Augusto Bargoni, Roberto Gabetti, Massimo Mila, Sergio Ricossa…).

6. catalogoult

Il progetto si propone di aggiornare annualmente il «Forum» fino all’anno cinquantenario 2019.

Primo appuntamento martedì 19 aprile – Orario: 16,30-18,30

Ingresso aperto a tutti

Convegno sulla famiglia d’Azeglio, il 4 e 5 aprile a Torino

Si terrà  a Torino nei giorni 4 e 5 aprile, il Convegno di Studi  “I d’Azeglio. Cultura, politica e passione civile”,  che vede tra i promotori anche il Centro Studi Piemontesi.

In particolare si segnala: la mattina del 4 aprile, in Consiglio regionale, la relazione di Maria Teresa Pichetto, autrice con Giorgio Martellini della biografia di Massimo d’Azeglio, di cui il Centro Studi Piemontesi ha in uscita la ristampa aggiornata e rinnovata;

e le relazioni del giorno 5 aprile, nella sede della Fondazione Einaudi (Palazzo d’Azeglio), di Georges Virlogeux, curatore per il Centro Studi Piemontesi del monumentale Epistolario azegliano; e di Rosanna Roccia, direttore della rivista “Studi Piemontesi”.

Si raccomanda a chi fosse interessato alla giornata di lunedì 4 aprile di prenotarsi obbligatoriamente entro le 12 del 1° aprile direttamente al Consiglio regionale: tel. 011/5757807; 5757211

SCARICA QUI IL PROGRAMMA COMPLETO DEL CONVEGNO

Buona Pasqua e prossimi appuntamenti

Nell’augurare a tutti una Buona Pasquacomunichiamo che il prossimo appuntamento in sede sarà giovedì 31 marzo alle ore 18, con Paolo Cavallo e Maurizio Trombotto  che, in dialogo con l’autore Franco A. Carminati, presentano il libro Genesi di un Borgo: Pinerolo. Nascita e sviluppo della città nei secoli (in collaborazione con la Società Storica Pinerolese, Lar editore 2015).

Ricordiamo i prossimi appuntamenti in sede:

 Lunedì 11 aprile  ore 18,  Grado G. Merlo, Università degli Studi di Milano, in dialogo con l’autore Aldo A. Settia presenta il libro Collina Magra: una patria (Edizioni Viella, Roma 2015).

Giovedì 14 aprile ore 18,  incontro con Riccardo Manzini autore,, con Anna Tozzi Di Marco, del libro Un sarcofago egizio per Giuseppe Parvis (Kemet edizioni 2015).

Annotare la data:

Martedì 19 aprile dalle 16,30 alle 18,30 all’ Auditorium Vivaldi – Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (piazza Carlo Alberto 5/a) per il primo incontro Verso i 50 anni di fondazione del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, Primo Forum dei collaboratori della rivista interdisciplinare «Studi Piemontesi»

SCARICA IL PROGRAMMA DEL FORUM

 

Guido Curto a Palazzo Madama

Il Centro Studi Piemontesi augura buon lavoro a Guido Curto, nuovo direttore di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino.

 

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Guido Curto (Torino, 1955), dal 1999 è titolare della cattedra di Stile, Storia dell’Arte e del Costume presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Dal 2012 è Coordinatore della Pinacoteca annessa all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, della quale cura dal 2005 la  programmazione di mostre temporanee, promuovendo iniziative di valorizzazione e formazione, quali la Scuola di Pittura in Pinacoteca. Dal 2011 è docente incaricato di Teoria e Pratiche della Valorizzazione dei Beni Culturali nell’ambito del Biennio Specialistico del Corso di Valorizzazione e Promozione del patrimonio artistico presso l’Accademia di Belle Arti di Torino. Dal 2014 fa parte del Comitato Scientifico della rivista semestrale “Studi Piemontesi

Memorial – Gianrenzo Clivio

Dieci anni fa, il 22 gennaio 2006, a Toronto, si spegneva la voce di uno dei fondatori del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, il filologo piemontese, grande piemontesista, Gianrenzo P. Clivio. La “sua” Ca dë Studi lo ricorda con affetto e rimpianto.

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Gianrenzo P. Clivio

Torino, 18 gennaio 1942 – Toronto, Canada, 22 gennaio 2006

Ph.D. ad Harvard, professore ordinario dell’University of Toronto, Dipartimento di Studi Italiani.

Tra i fondatori, a Torino, del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis e della prestigiosa rivista semestrale interdisciplinare “Studi Piemontesi”.

Membro del Centre for Medieval Studies (Toronto).

Direttore Scientifico degli annuali “Rëscontr antërnassionaj dë studi an sla lenga e la literatura piemontèisa/Incontri internazionali di Studi sulla Lingua e la Letteratura in piemontese”.

Autore, per le edizioni del Centro Studi Piemontesi, dell’esauritissima e ancora insostituita Bibliografia ragionata della lingua regionale e dei dialetti del Piemonte e della Valle d’Aosta, e della letteratura in piemontese, Torino, 1971, pp. 255; della Concordanza linguistica dei “Sermoni Subalpini, id. 1974, pp XXXVIII-475; curatore dell’edizione del bicentenario dell’opera omnia del poeta civile del Piemonte Edoardo Ignazio Calvo, Poesie piemontesi e scritti italiani e francesi, id., 1973, pp. XXXII-350; e ancora nella stessa Collana di Testi e Studi Piemontesi (di cui è stato direttore del 1969 al 1978) un suo  volume di studi di Storia linguistica piemontese, 1976, pp. 225; e curatore con Giuliano Gasca Queirazza degli Atti del Convegno Internazionale di Studi, Lingue e dialetti nell’arco alpino occidentale, 1978, pp. X-334.

Tra le sue pubblicazioni piemontesi più preziose:

Profilo di storia della letteratura in piemontese, Torino, Centro Studi Piemontesi/Regione Piemonte, 2002, pp. 530; e coautore dei due volumi antologici: con Giuliano Gasca Queirazza e Dario Pasero, La letteratura in piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalle Origini al Settecento, Torino, Centro Studi Piemontesi/Regione Piemonte, 2003, pp. 540; con Dario Pasero, La letteratura in Piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalla stagione giacobina alla fine dell’Ottocento, Torino, Centro Studi Piemontesi/Regione Piemonte, 2004, pp. 650.

Coautore dell’opera: I dialetti italiani: storia struttura uso, Torino, UTET, 2002, pp. 1178.

Sempre alto il suo impegno, scientifico e civile, per la difesa e la valorizzazione della lingua e della letteratura in piemontese. In piemontese ha scritto anche poesie, sparse in varie riviste e antologie: la Ca dë Studi intende raccoglierle in volume. Per le edizioni della Ca dë Studi aveva pubblicato una raccolta di “poesiòte piemontèise” per i bambini, Trenin dësmore e buate (Torino, 2001), scritte con il preciso intendimento di facilitare l’acquisizione del piemontese da parte dei suoi tre figli, nati e cresciuti in Canada, e pubblicate con la speranza e l’auspicio che potessero “servire ad impostare un percorso didattico fruttuoso” anche nelle nostre scuole.

Nel 2008 la Ca dë Studi Piemontèis gli ha dedicato un Convegno internazionale, i cui testi sono raccolti nel volume degli Atti, “Quem tu probe meministi”. Studi e interventi in memoria di Gianrenzo P. Clivio, a cura di Albina Malerba, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2009, pp. 305. ISBN 978-88-8262-150-6.

“I giorni del mondo, i pensieri, gli atti, le parole di un uomo, vanno ben al di là della sua breve vita, rivivono attraverso il sangue, la memoria di chi discende da lui e lo continua, o di chi di lui si ricorda [..]. Egualmente ai suoi occhi appaiono i frutti ch’egli ha affidato alla terra e seguitano a rinascere. Quei giorni chi potrà contarli?” [1]

I “frutti”, progetti, libri, studi, parole rivestite di vita, che Gianrenzo Clivio ha affidato alla sua terra di Piemonte e in particolare al Centro Studi Piemontesi, la Ca dë Studi Piemontèis, che con Renzo Gandolfo e altri amici, ha fatto nascere nel 1969,  assieme alla prestigiosa rivista interdisciplinare “Studi Piemontesi”, con il preciso intento,  “ël but”, di “promuovere lo studio della vita e della cultura piemontese” per valorizzarla e farla conoscere nel mondo, con speciale attenzione, affetto, “bin”, per la lingua e la letteratura, sono nostro patrimonio indelebile, eredità sacrale, “militanza”, “angage”, per il futuro; valori di forte tensione morale che non saranno dispersi.

La storia culturale della lingua e della letteratura piemontese degli ultimi quarant’anni è cesellata dai lavori di Gianrenzo Clivio: ci ha insegnato a coniugare slancio, energia, passione e sapere scientifico per portare  “parole nostre” nel vasto mondo degli studi e degli interessi internazionali.

Il passo umano con il quale Gianrenzo ha attraversato i nostri giorni, oggi, seppur segnato dal dolore dell’assenza, è un cammino che il tempo non cancella, perché proprio nella memoria si rinnova. E i frutti continueranno a rinascere.

Quei giorni chi potrà contarli?

Quel che possiamo contare  – seppur con scarni titoli e date – sono gli studi (impossibile quantificare l’impegno dalla fondazione, all’avvio delle collane editoriali, all’impianto della rivista “Studi Piemontesi”) che  Gianrenzo ha dedicato dal Centro Studi Piemontesi, la Ca dë Studi Piemontèis, alla “patria cita”, la terra madre divenuta quel “luogo, fra tutti, a cui si dà un significato assoluto” [2], così impressa nel suo cuore poeta: “për ësta certëssa dura e dossa/ëd savej ch’a-i é un pòst an dova ch’im sento a ca” [3] (A.M.)

[1]  Guido Artom, I giorni del mondo, romanzo, Milano, Longanesi, 1981
[2] Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, Torino, Einaudi, 1952
[3] Gianrenzo P. Clivio, Pelegrinage (poesia, dalla raccolta in corso di pubblicazione)

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Per la  “Collana di Testi e Studi Piemontesi”, di cui Gianrenzo Clivo è stato Direttore dal 1969 al 1978, ha curato le edizioni:

–          Le ridicole illusioni, un’ignota commedia piemontese dell’età giacobina. Pagg. XXIV-91 (1969).

–         PEGEMADE, Ël nodar onorà, commedia piemontese-italiana del secondo Settecento. Pagg. LXXX-150 (1971)

–          EDOARDO IGNAZIO CALVO, Poesie piemontesi e scritti italiani e francesi, edizione del bicentenario. Pagg. XXXII-350 (1973)

–          Lingue e dialetti nell’Arco Alpino occidentale, Atti del Convegno internazionale di Torino, 12-14 aprile 1976, curati insieme a Giuliano Gasca Queirazza. Pagg. X-334 (1978)

Nella stessa collana ha pubblicato la sua raccolta di saggi:

–          Storia linguistica e dialettale piemontese. Pagg. XII-225 (1976)

Per la “Collana di Letteratura Piemontese Moderna”, di cui è stato Direttore dal 1969 al 1974, ha curato e firmato le introduzioni ai volumi di:

–          ARRIGO FRUSTA, Fassin-e ‘d sabia, pròse piemontèise. Pagg. XI-110 (1969)

–          CAMILLO BRERO, Breviari dl’ ànima, poesìe piemontèise. Pagg. XIII-68 (1969)

–          ALFREDO NICOLA, Stòria dle Valade ‘d  Lans, poesìe piemontèise. Pagg. IX-40 (1970)

–          TÒNI BODRÌE, Val d’Inghildon, poesìe piemontèise. Pagg.XIX-90 (1974)

–          TÒNI BODRÌE, Dal prim uch a l’aluch, poesie piemontesi. Pagg. XVI-190 (2000)

Fuori Collana ha pubblicato i volumi:

–          Bibliografia ragionata della lingua regionale e dei dialetti del Piemonte e della Valle d’Aosta, e della letteratura in piemontese,  con il padre Amedeo Clivio. Pagg. XXII-255 (1971)

–          Concordanza linguistica dei “Sermoni Subalpini”, in collaborazione con Marcello Danesi. Pagg. XXXVII-475 (1974)

–          Civiltà del Piemonte. Studi in onore di Renzo Gandolfo nel suo settantacinquesimo compleanno,  2 volumi curati in collaborazione con Riccardo Massano. Pagg. XV-886 (1975). Nel volume pubblica il saggio:  Su alcune vicende lessicali del gallo-italico occidentale, pp. 29-46

–          Trenin, dësmore e buate, poesiòte pr’ij cit. Pagg. 97 (2001)

–          Profilo di storia della letteratura in piemontese. Pagg. 507 (2002)

–          La letteratura in piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalle Origini al Settecento, curato con  Giuliano Gasca Queirazza e Dario Pasero. Pagg. 540 (2003)

–          La letteratura in piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalla stagione giacobina alla fine dell’Ottocento, curato in collaborazione con Dario Pasero. Pagg. 650 (2004)

Per la rivista “Studi Piemontesi”, di cui è stato tra i fondatori e ha fatto parte del Comitato Scientifico e Redazionale dal 1972 al 1979, ha pubblicato:

I, 2 (1972) Recensioni a:

Barbo Tóni Baudrier, Solestrelh òucitan, pp. 192-193;

Gaetano Berruto, Dialetto e società industriale nella Valle d’Andorno, note per una sociologia dei sistemi linguistici, pp. 199-201;

Giacomo Devoto e Gabriella Giacomelli, I dialetti delle regioni d’Italia, pp. 202;

Giuliano Gasca Queirazza (a cura di), Il Promptuarium di Michele Vopisco, vocabolario volgare-latino, Mondovì 1564, p. 202

II, 1 (1973)

La stagione giacobina e il problema della religione nella poesia di Edoardo Ignazio Calvo, pp. 3-26

II, 2 (1973) Recensioni a:

Teofilo G. Pons, Dizionario del dialetto valdese della Val Germanasca (Torino), pp. 191-192;

Vittorio Caligaris, Raccolta di vecchie parole gattinaresi, pp. 192

III, 1 (1974)

Per i settant’anni di Ernst Hirsh, p. 211

Recensione a:

Vittorio Alfieri, The Prince and Letters, p. 190

V, 1 (1976) Recensione a:

Hugo Plomteux, I dialetti della Liguria orientale odierna, la Val Graveglia, p.179

XVI, 2 (1987)

Lupus rapax: la denominazione della lince (Felis lynx L.) in piemontese e in gallo-italico, pp. 341-347

XVIII, 1(1989)

Due noterelle lessicali piemontesi (ancora sul diav e sul luv ravass), pp.119-122

XXIII, 2 (1994)

Osservazioni sui testi delle poesie di Vittorio Amedeo Borrelli e sul piemontese del Settecento, pp. 279-288

XXXIII, 1 (2004)

Pulizia linguistica o ecologia linguistica?,  pp. 3-9

XXXV, 1 (2006)

Giuliano Gasca Queirazza S.J., Ricordo di Gianrenzo P.Clivio, pp. 3-5

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Un di marcc-rai da sol

Gianrenzo Clivio

 

A gem sota tò pugn ël tavo ëd nosera

e a smija ch’at mossa an drinta ‘l vin brulé:

a ti ch’it fure ‘l mè pi car amis

l’é tuta dverta com ëdnans a Dé

mia ànima d’ancheuj!

Goblòt ëd branda costa sèira:

minca na stissa a l’é na gran-a

passà al gariòt ëd në spovrin dle masche,

ùltima gòj, contradansa e contraltar,

dongion d’una speransa!, për voi,

òmini moch, ch’i marce an trantoland,

parej dij cioch…

It làudo, ò Mossant, ò S-cèt, ch’it ëm ancioche!

                   Ti ‘t ses la sàiva, l’ùltima sàiva, ëd costa tèra…

Pòche béstie an sle colin-e, òmini

pòchi – tuti gris – apres la slòira a la matin d’otugn;

e pra d’erbass, ronze e gratacuj, e nen na man da deje feu.

Drocheri ‘d veje tor, ciabòt ëd pere, rive d’arbron,

sle piasse dij pais vej sensa giovo,

e ant ij pais ij pra dla fera, ancoronà d’urtije:

tèra che tò abandon, ross, it piores ant ël sangh

ëd j’arovej a mass s’ij vataron baross.

Sensa can ch’a baulo, cassin-e langareule:

èire canavsan-e, sensa masnà ch’a gieugo.

Ël tòr noviss monta pì nen la vaca

a la stagion dl’amor!

Ahidé! A l’é ben l’ora dj’ànime bastarde

ch’an anciarmo parej dle serp oslere:

slussi d’assel, për la tèra monfrin-a,

e ant ël vent pa dle nòstre, le paròle.

It làudo, ò Fort, ò Dru, ch’it ëm ësbòrgne!

                   Ti ‘t ses la gòj, l’ùltima gòj, ëd costa tèra…

I l’hai ciamà për nen dëdnans la bërgerìa.

L’uss ëd malëzzo con un càuss d’amor e ‘d ràbia

a l’é drocà. Parèj ëd na carëssa.

Fin-a l’eva dël baciass smiava bastarda.

J’òmini strach an fons dla val,

piturà le fomne, fumeria nèira paress ch’a dagna,

an sla toa trun-a, ò fier Piemont,

ch’l’é daspërtut, e sensa fior, e sensa lus.

A bacaja ‘l fumlam, le masnà a uco.

Lassù, gnanca pi n’òm ch’a-i passa.

It làudo, sent mila vire it làudo, o vin monfrin,

                   it làudo, ò vin monfrin ch’it ëm andeurme!

                   Ti’t sèi ra mimoria, l’ultima, drà mè tèra…

Mi sai che un di marcc-rai da sol

sla tèra piemontèisa, an mes

a gent strangera e a fieuj dësradisà:

venturand i passrai torna, com un neuv Gianpetadé,

për le colin-e dël Monfrà, ant un’ària nissa,

e an sla piassa dël mërcà ‘d minca pais

ëd fije bërnufie, masche dël temp neuv,

con la facia amblëttà am faran dë svergne.

I seu pa nen, se spìrit i sareu, o i sareu còrp:

ma i seu franch ben che un di marcc-reu da sol

sla tèra piemontèisa.

 

Pubblicata in R. Gandolfo, La Letteratura in Piemontese dal Risorgimento ai giorni nostri, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1972, pp. 393-394 (volume da tempo esaurito).