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Memorial – Gianrenzo Clivio

Dieci anni fa, il 22 gennaio 2006, a Toronto, si spegneva la voce di uno dei fondatori del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, il filologo piemontese, grande piemontesista, Gianrenzo P. Clivio. La “sua” Ca dë Studi lo ricorda con affetto e rimpianto.

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Gianrenzo P. Clivio

Torino, 18 gennaio 1942 – Toronto, Canada, 22 gennaio 2006

Ph.D. ad Harvard, professore ordinario dell’University of Toronto, Dipartimento di Studi Italiani.

Tra i fondatori, a Torino, del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis e della prestigiosa rivista semestrale interdisciplinare “Studi Piemontesi”.

Membro del Centre for Medieval Studies (Toronto).

Direttore Scientifico degli annuali “Rëscontr antërnassionaj dë studi an sla lenga e la literatura piemontèisa/Incontri internazionali di Studi sulla Lingua e la Letteratura in piemontese”.

Autore, per le edizioni del Centro Studi Piemontesi, dell’esauritissima e ancora insostituita Bibliografia ragionata della lingua regionale e dei dialetti del Piemonte e della Valle d’Aosta, e della letteratura in piemontese, Torino, 1971, pp. 255; della Concordanza linguistica dei “Sermoni Subalpini, id. 1974, pp XXXVIII-475; curatore dell’edizione del bicentenario dell’opera omnia del poeta civile del Piemonte Edoardo Ignazio Calvo, Poesie piemontesi e scritti italiani e francesi, id., 1973, pp. XXXII-350; e ancora nella stessa Collana di Testi e Studi Piemontesi (di cui è stato direttore del 1969 al 1978) un suo  volume di studi di Storia linguistica piemontese, 1976, pp. 225; e curatore con Giuliano Gasca Queirazza degli Atti del Convegno Internazionale di Studi, Lingue e dialetti nell’arco alpino occidentale, 1978, pp. X-334.

Tra le sue pubblicazioni piemontesi più preziose:

Profilo di storia della letteratura in piemontese, Torino, Centro Studi Piemontesi/Regione Piemonte, 2002, pp. 530; e coautore dei due volumi antologici: con Giuliano Gasca Queirazza e Dario Pasero, La letteratura in piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalle Origini al Settecento, Torino, Centro Studi Piemontesi/Regione Piemonte, 2003, pp. 540; con Dario Pasero, La letteratura in Piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalla stagione giacobina alla fine dell’Ottocento, Torino, Centro Studi Piemontesi/Regione Piemonte, 2004, pp. 650.

Coautore dell’opera: I dialetti italiani: storia struttura uso, Torino, UTET, 2002, pp. 1178.

Sempre alto il suo impegno, scientifico e civile, per la difesa e la valorizzazione della lingua e della letteratura in piemontese. In piemontese ha scritto anche poesie, sparse in varie riviste e antologie: la Ca dë Studi intende raccoglierle in volume. Per le edizioni della Ca dë Studi aveva pubblicato una raccolta di “poesiòte piemontèise” per i bambini, Trenin dësmore e buate (Torino, 2001), scritte con il preciso intendimento di facilitare l’acquisizione del piemontese da parte dei suoi tre figli, nati e cresciuti in Canada, e pubblicate con la speranza e l’auspicio che potessero “servire ad impostare un percorso didattico fruttuoso” anche nelle nostre scuole.

Nel 2008 la Ca dë Studi Piemontèis gli ha dedicato un Convegno internazionale, i cui testi sono raccolti nel volume degli Atti, “Quem tu probe meministi”. Studi e interventi in memoria di Gianrenzo P. Clivio, a cura di Albina Malerba, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2009, pp. 305. ISBN 978-88-8262-150-6.

“I giorni del mondo, i pensieri, gli atti, le parole di un uomo, vanno ben al di là della sua breve vita, rivivono attraverso il sangue, la memoria di chi discende da lui e lo continua, o di chi di lui si ricorda [..]. Egualmente ai suoi occhi appaiono i frutti ch’egli ha affidato alla terra e seguitano a rinascere. Quei giorni chi potrà contarli?” [1]

I “frutti”, progetti, libri, studi, parole rivestite di vita, che Gianrenzo Clivio ha affidato alla sua terra di Piemonte e in particolare al Centro Studi Piemontesi, la Ca dë Studi Piemontèis, che con Renzo Gandolfo e altri amici, ha fatto nascere nel 1969,  assieme alla prestigiosa rivista interdisciplinare “Studi Piemontesi”, con il preciso intento,  “ël but”, di “promuovere lo studio della vita e della cultura piemontese” per valorizzarla e farla conoscere nel mondo, con speciale attenzione, affetto, “bin”, per la lingua e la letteratura, sono nostro patrimonio indelebile, eredità sacrale, “militanza”, “angage”, per il futuro; valori di forte tensione morale che non saranno dispersi.

La storia culturale della lingua e della letteratura piemontese degli ultimi quarant’anni è cesellata dai lavori di Gianrenzo Clivio: ci ha insegnato a coniugare slancio, energia, passione e sapere scientifico per portare  “parole nostre” nel vasto mondo degli studi e degli interessi internazionali.

Il passo umano con il quale Gianrenzo ha attraversato i nostri giorni, oggi, seppur segnato dal dolore dell’assenza, è un cammino che il tempo non cancella, perché proprio nella memoria si rinnova. E i frutti continueranno a rinascere.

Quei giorni chi potrà contarli?

Quel che possiamo contare  – seppur con scarni titoli e date – sono gli studi (impossibile quantificare l’impegno dalla fondazione, all’avvio delle collane editoriali, all’impianto della rivista “Studi Piemontesi”) che  Gianrenzo ha dedicato dal Centro Studi Piemontesi, la Ca dë Studi Piemontèis, alla “patria cita”, la terra madre divenuta quel “luogo, fra tutti, a cui si dà un significato assoluto” [2], così impressa nel suo cuore poeta: “për ësta certëssa dura e dossa/ëd savej ch’a-i é un pòst an dova ch’im sento a ca” [3] (A.M.)

[1]  Guido Artom, I giorni del mondo, romanzo, Milano, Longanesi, 1981
[2] Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, Torino, Einaudi, 1952
[3] Gianrenzo P. Clivio, Pelegrinage (poesia, dalla raccolta in corso di pubblicazione)

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Per la  “Collana di Testi e Studi Piemontesi”, di cui Gianrenzo Clivo è stato Direttore dal 1969 al 1978, ha curato le edizioni:

–          Le ridicole illusioni, un’ignota commedia piemontese dell’età giacobina. Pagg. XXIV-91 (1969).

–         PEGEMADE, Ël nodar onorà, commedia piemontese-italiana del secondo Settecento. Pagg. LXXX-150 (1971)

–          EDOARDO IGNAZIO CALVO, Poesie piemontesi e scritti italiani e francesi, edizione del bicentenario. Pagg. XXXII-350 (1973)

–          Lingue e dialetti nell’Arco Alpino occidentale, Atti del Convegno internazionale di Torino, 12-14 aprile 1976, curati insieme a Giuliano Gasca Queirazza. Pagg. X-334 (1978)

Nella stessa collana ha pubblicato la sua raccolta di saggi:

–          Storia linguistica e dialettale piemontese. Pagg. XII-225 (1976)

Per la “Collana di Letteratura Piemontese Moderna”, di cui è stato Direttore dal 1969 al 1974, ha curato e firmato le introduzioni ai volumi di:

–          ARRIGO FRUSTA, Fassin-e ‘d sabia, pròse piemontèise. Pagg. XI-110 (1969)

–          CAMILLO BRERO, Breviari dl’ ànima, poesìe piemontèise. Pagg. XIII-68 (1969)

–          ALFREDO NICOLA, Stòria dle Valade ‘d  Lans, poesìe piemontèise. Pagg. IX-40 (1970)

–          TÒNI BODRÌE, Val d’Inghildon, poesìe piemontèise. Pagg.XIX-90 (1974)

–          TÒNI BODRÌE, Dal prim uch a l’aluch, poesie piemontesi. Pagg. XVI-190 (2000)

Fuori Collana ha pubblicato i volumi:

–          Bibliografia ragionata della lingua regionale e dei dialetti del Piemonte e della Valle d’Aosta, e della letteratura in piemontese,  con il padre Amedeo Clivio. Pagg. XXII-255 (1971)

–          Concordanza linguistica dei “Sermoni Subalpini”, in collaborazione con Marcello Danesi. Pagg. XXXVII-475 (1974)

–          Civiltà del Piemonte. Studi in onore di Renzo Gandolfo nel suo settantacinquesimo compleanno,  2 volumi curati in collaborazione con Riccardo Massano. Pagg. XV-886 (1975). Nel volume pubblica il saggio:  Su alcune vicende lessicali del gallo-italico occidentale, pp. 29-46

–          Trenin, dësmore e buate, poesiòte pr’ij cit. Pagg. 97 (2001)

–          Profilo di storia della letteratura in piemontese. Pagg. 507 (2002)

–          La letteratura in piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalle Origini al Settecento, curato con  Giuliano Gasca Queirazza e Dario Pasero. Pagg. 540 (2003)

–          La letteratura in piemontese. Raccolta antologica di testi. Dalla stagione giacobina alla fine dell’Ottocento, curato in collaborazione con Dario Pasero. Pagg. 650 (2004)

Per la rivista “Studi Piemontesi”, di cui è stato tra i fondatori e ha fatto parte del Comitato Scientifico e Redazionale dal 1972 al 1979, ha pubblicato:

I, 2 (1972) Recensioni a:

Barbo Tóni Baudrier, Solestrelh òucitan, pp. 192-193;

Gaetano Berruto, Dialetto e società industriale nella Valle d’Andorno, note per una sociologia dei sistemi linguistici, pp. 199-201;

Giacomo Devoto e Gabriella Giacomelli, I dialetti delle regioni d’Italia, pp. 202;

Giuliano Gasca Queirazza (a cura di), Il Promptuarium di Michele Vopisco, vocabolario volgare-latino, Mondovì 1564, p. 202

II, 1 (1973)

La stagione giacobina e il problema della religione nella poesia di Edoardo Ignazio Calvo, pp. 3-26

II, 2 (1973) Recensioni a:

Teofilo G. Pons, Dizionario del dialetto valdese della Val Germanasca (Torino), pp. 191-192;

Vittorio Caligaris, Raccolta di vecchie parole gattinaresi, pp. 192

III, 1 (1974)

Per i settant’anni di Ernst Hirsh, p. 211

Recensione a:

Vittorio Alfieri, The Prince and Letters, p. 190

V, 1 (1976) Recensione a:

Hugo Plomteux, I dialetti della Liguria orientale odierna, la Val Graveglia, p.179

XVI, 2 (1987)

Lupus rapax: la denominazione della lince (Felis lynx L.) in piemontese e in gallo-italico, pp. 341-347

XVIII, 1(1989)

Due noterelle lessicali piemontesi (ancora sul diav e sul luv ravass), pp.119-122

XXIII, 2 (1994)

Osservazioni sui testi delle poesie di Vittorio Amedeo Borrelli e sul piemontese del Settecento, pp. 279-288

XXXIII, 1 (2004)

Pulizia linguistica o ecologia linguistica?,  pp. 3-9

XXXV, 1 (2006)

Giuliano Gasca Queirazza S.J., Ricordo di Gianrenzo P.Clivio, pp. 3-5

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Un di marcc-rai da sol

Gianrenzo Clivio

 

A gem sota tò pugn ël tavo ëd nosera

e a smija ch’at mossa an drinta ‘l vin brulé:

a ti ch’it fure ‘l mè pi car amis

l’é tuta dverta com ëdnans a Dé

mia ànima d’ancheuj!

Goblòt ëd branda costa sèira:

minca na stissa a l’é na gran-a

passà al gariòt ëd në spovrin dle masche,

ùltima gòj, contradansa e contraltar,

dongion d’una speransa!, për voi,

òmini moch, ch’i marce an trantoland,

parej dij cioch…

It làudo, ò Mossant, ò S-cèt, ch’it ëm ancioche!

                   Ti ‘t ses la sàiva, l’ùltima sàiva, ëd costa tèra…

Pòche béstie an sle colin-e, òmini

pòchi – tuti gris – apres la slòira a la matin d’otugn;

e pra d’erbass, ronze e gratacuj, e nen na man da deje feu.

Drocheri ‘d veje tor, ciabòt ëd pere, rive d’arbron,

sle piasse dij pais vej sensa giovo,

e ant ij pais ij pra dla fera, ancoronà d’urtije:

tèra che tò abandon, ross, it piores ant ël sangh

ëd j’arovej a mass s’ij vataron baross.

Sensa can ch’a baulo, cassin-e langareule:

èire canavsan-e, sensa masnà ch’a gieugo.

Ël tòr noviss monta pì nen la vaca

a la stagion dl’amor!

Ahidé! A l’é ben l’ora dj’ànime bastarde

ch’an anciarmo parej dle serp oslere:

slussi d’assel, për la tèra monfrin-a,

e ant ël vent pa dle nòstre, le paròle.

It làudo, ò Fort, ò Dru, ch’it ëm ësbòrgne!

                   Ti ‘t ses la gòj, l’ùltima gòj, ëd costa tèra…

I l’hai ciamà për nen dëdnans la bërgerìa.

L’uss ëd malëzzo con un càuss d’amor e ‘d ràbia

a l’é drocà. Parèj ëd na carëssa.

Fin-a l’eva dël baciass smiava bastarda.

J’òmini strach an fons dla val,

piturà le fomne, fumeria nèira paress ch’a dagna,

an sla toa trun-a, ò fier Piemont,

ch’l’é daspërtut, e sensa fior, e sensa lus.

A bacaja ‘l fumlam, le masnà a uco.

Lassù, gnanca pi n’òm ch’a-i passa.

It làudo, sent mila vire it làudo, o vin monfrin,

                   it làudo, ò vin monfrin ch’it ëm andeurme!

                   Ti’t sèi ra mimoria, l’ultima, drà mè tèra…

Mi sai che un di marcc-rai da sol

sla tèra piemontèisa, an mes

a gent strangera e a fieuj dësradisà:

venturand i passrai torna, com un neuv Gianpetadé,

për le colin-e dël Monfrà, ant un’ària nissa,

e an sla piassa dël mërcà ‘d minca pais

ëd fije bërnufie, masche dël temp neuv,

con la facia amblëttà am faran dë svergne.

I seu pa nen, se spìrit i sareu, o i sareu còrp:

ma i seu franch ben che un di marcc-reu da sol

sla tèra piemontèisa.

 

Pubblicata in R. Gandolfo, La Letteratura in Piemontese dal Risorgimento ai giorni nostri, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1972, pp. 393-394 (volume da tempo esaurito).

 

E’ uscito il secondo fascicolo 2015 di “Studi Piemontesi”

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E’ uscito “Studi Piemontesi”, dicembre 2015, vol. XLIV, fasc. 2, pp. 305-664.

La politica internazionale può essere ansiogena, le condizioni climatiche della terra aleatorie, i mercati finanziari perplessi, ma «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità, edita dal 1972 dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, resta puntuale: così nella pausa natalizia i Soci, gli abbonati, gli appassionati di storia e civiltà del Piemonte, potranno viaggiare tra le pagine del secondo fascicolo 2015.

I saggi storici vertono sopra tutto sull’Ottocento: e l’attualità potrà spingere il lettore a cominciare da quello che scrive Barbara Curli su come il Piemonte fu coinvolto nel progetto del Canale di Suez; per poi fermarsi sul grande progetto italiano, il Risorgimento; troverà il saggio di Jean-Yves Frétigné su Massimo d’Azeglio e l’Oriente; alcuni appunti di d’Azeglio sull’ultimo viaggio di Carlo Alberto sono illustrati da Pierangelo Gentile e Georges Virlogeaux; Giorgio Federico Siboni scrive dell’attività diplomatica di Luigi Bossi fra rivoluzione ed età napoleonica; ancora di diplomazia nella prima metà dell’Ottocento tratta Alessandro Zussini che si occupa dei consoli piemontesi a Beirut.

Il lettore potrà farsi incuriosire da una specie di ossimoro: delle riforme giudiziarie di Carlo Felice, il re che è un po’ l’emblema della Restaurazione scrive Gianluca Smiriglia. Agli stessi decenni sono dedicati il saggio di Davide Arecco su scienza, letteratura e politica nella Restaurazione e quello di Pier Massimo Prosio sulla Beatrice di Tenda di Vincenzo Bellini e il Catello di Binasco di Diodata Saluzzo.

Un tassello per la storia del piemontese di quegli anni si trova in un documento di polizia illustrato da Andrea Bosio. Alla storia della scienza nel Settecento sono dedicati il saggio di Roberto Scoth sulle scienze matematiche nella Sardegna Sabauda e quello di Paolo Cozzo sul prete e medico Giuseppe Ragazzi.

Possono ricreare anche gli occhi con le illustrazioni i saggi di storia dell’arte: Franco Gualano scrive sui pittori della cattedrale di Ivrea; Simonetta Pozzati sui mobili di Palazzo Reale nel 1760; Angela Maisano dello scultore Carlo Marochetti; vertono sull’urbanistica l’intervento di Annalisa Dameri che dà notizia di un atlante di disegni di fortificazioni approntato fra Cinque e Seicento e quello di Luciano Re su un manoscritto (1681) di Donato Rossetti per il porto di Nizza.

La storia economica trova il suo spazio con i saggi di Luciano Frasson sull’associazione di mestiere dei ‘cerari’ fra Sei e Settecento; e di Valentina Lombardo sui Vincent, famiglia di commercianti di Gressoney, fra Sette e Ottocento.

Alda Rossebastiano, Elena Papa, Daniela Cacia offrono una seconda puntata sull’onomastica piemontese, Patrizia Deabate scrive di Maria Jacobino interprete di Joan of Arc un successo del cinema muto torinese (1913); Deborah Guazzoni della partecipazione torinese al Congresso di educazione fisica di Parigi del 1913.

Tre i ritratti: Alessandro Roccati, Profilo di Silvio Curto; Francesco Malaguzzi, Per un ricordo di Francesco Federico Cerruti; Felice Pozzo, Ricordo di Mario Vugliano.  Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della morte di Nino Costa: Mario Chiesa propone una lettura ravvicinata del capolavoro del poeta torinese, Tempesta, l’opera che lo consacra come erede della tradizione civile della letteratura piemontese.

Come sempre chiudono il numero il «Notiziario bibliografico» e lo spoglio delle riviste: un aggiornamento bibliografico quasi esaustivo nel campo degli studi sul Piemonte.

E’ uscito il primo fascicolo 2015 di “Studi Piemontesi”

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Studi Piemontesi

XLIV, 1, giugno 2015, pp. 304, ill.

 

È uscito il primo fascicolo 2015 di «Studi Piemontesi», la rivista di lettere, storia, arti e varia umanità edita dal 1972 dal Centro Studi Piemontesi; con una novità: le pagine rifilate in luogo dell’intonso; ma resta ben salda nella tradizione con la puntualità della pubblicazione e l’elevato livello dei contenuti.

Apre il fascicolo il saggio di Ilaria Fiumi Sermattei su Gli antichi marmi della basilica di San Paolo fuori le mura e un’idea di Thorvaldsen per il dono di Leone XII a Carlo Felice; altri sette i saggi relativi alla storia dell’arte e della cultura: Paolo San Martino, “L’opera vastissima e geniale” di Gianni Ricci architetto (1895-1957) e l’eclettismo novecentista torinese; Arabella Cifani-Franco Monetti, Molto più che un tavolo. Sir Walter Becker, lo scrittore David H. Lawrence e l’ambiente artistico torinese del primo Novecento; Luca Pier Giorgio Isella, La rocca di Po e il Monte dei Cappuccini documentati nel XV secolo; Elena Gianasso, La chiesa della Confraternita dello Spirito Santo e il “Campanile maggiore” di Gassino Torinese (1684-1765); Carmen Yenny Melano, Antonio Maurizio Valperga (1605-1688), ingegnere architetto al servizio delle corti di Savoia e di Francia. Note inedite per un profilo biografico; Daniele Guernelli, Pergamene regali. Inediti miniati di Adolfo Dalbesio (c. 1880); Francesco Malaguzzi, Vicende antiche e recenti della Biblioteca Patetta; Piero Gondolo della Riva, Il Piemonte sui piatti (addenda 6).
Sono dedicati alla storia civile e politica piemontese i saggi di Amerigo CarusoLa sana politica è sempre d’accordo con la religione”: cultura politica e reti di relazioni dei cattolici conservatori nel Regno di Sardegna, 1848-1860; Fulvio Peirone, Sanità e igiene a Torino nella seconda metà dell’Ottocento: l’attività scientifica di Guido Bordoni Uffreduzzi batteriologo comunale; Gabriele Viola, Dai “beni comuni” ai “beni della Comunità”. Declino e “monetizzazione” dei beni comunali nelle valli Grana e Stura di Demonte fra i secoli XVII e XIX; Roberto Livraghi, Le origini dei Carabinieri in Alessandria, 1814-1821; Edoardo Gautier di Confiengo, Consoli del Regno di Sardegna e d’Italia a Cipro e donazione di antichità dell’isola, 1825-1872 e Maria Teresa Reineri, Una principessa indiana nella Torino carloalbertina: Giorgiana Solaroli Dyce Sombre.
Notevoli gli articoli dedicati a protagonisti antichi e moderni della letteratura e della cultura subalpine: il saggio di Arnaldo Di Benedetto sul romanzo di un intellettuale gobettiano («Oreste» di Guglielmo Alberti) e quello di Gustavo Mola di Nomaglio su un ‘letterato’ del Settecento, quando la parola aveva un significato molto più ampio di quello odierno: “Aperto a tutti gli orizzonti”. Tommaso Valperga di Caluso (Torino, 20 dicembre 1737-1 aprile 1815). Memoria nel bicentenario della morte; interessante la Noterella deamicisiana 2 di Pier Massimo Prosio. Fabio Uliana inoltre pubblica e commenta un poemetto celebrativo della Sindone dedicato a Carlo Emanuele nel 1611 dal fiorentino Francesco Maria Gualterotti.
L’area delle ricerche linguistiche è ben rappresentata dalle schede di Onomastica piemontese a cura di Alda Rossebastiano, Elena Papa e Daniela Cacia e dallo studio di Emanuele Miola, Per una grammatica del piemontese di oggi: gli aggettivi dimostrativi.
Come sempre chiudono il fascicolo il «Notiziario bibliografico» e lo spoglio delle riviste: un aggiornamento bibliografico quasi esaustivo nel campo degli studi sul Piemonte.

 

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Direttore : Rosanna Roccia

Direttore Responsabile: Albina Malerba

Comitato Scientifico:  Renata Allìo, Alberto Basso, Piero Cazzola,  Anna Cornagliotti, Guido Curto, Richard Drake, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio, Rosanna Roccia, Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano, Giovanni Tesio, Georges Virlogeux.

Piemonte e Portogallo

Lunedì 13 aprile, alle ore 18, per i Colloqui del Lunedì, Alice Blythe Raviola e Pierangelo Gentile dialogano sul tema 

Dalle Alpi all’Atlantico. Piemonte e Portogallo. Nove secoli di relazioni dinastiche

 

in margine al volume Portogallo e Piemonte. Nove secoli (XII-XX) di relazioni dinastiche e politiche, a cura di Maria Antònia Lopes e Blythe Alice Raviola

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Il libro racconta di un legame di lunghissima durata: quello fra il Portogallo – una delle principali monarchie nazionali della prima età moderna – e il ducato di Savoia, piccolo Stato transalpino in cerca di riconoscimento internazionale. Grazie ai contributi di autori di diversa provenienza e di ambiti disciplinari differenti emerge un quadro istituzionale e dinastico variegato, condizionato dagli eventi della politica europea. Sono per lo più le donne, principesse portoghesi o piemontesi, a fungere da pedine diplomatiche e parentali nel tessuto delle relazioni secolari luso-sabaude: Mafalda di Moriana e Savoia, prima regina del Portogallo; Beatrice de Aviz duchessa di Savoia; Margherita di Savoia, viceregina di Portogallo per conto della dominazione spagnola; Maria Francesca Isabella di Savoia Nemours, regina del trono portoghese restaurato; infine Maria Pia di Savoia, penultima regina della monarchia portoghese. Ma sono anche i disegni delle due casate, come nel caso del ventilato matrimonio fra l’infanta Isabel Luisa e il futuro Vittorio Amedeo II di Savoia, a consolidare un’alleanza lontana nello spazio, ma fruttuosa nel tempo. Non a caso il Portogallo fu meta d’esilio per due sovrani sabaudi, Carlo Alberto, re di Sardegna, e Umberto II re d’Italia, il quale, dopo la proclamazione della Repubblica italiana nel 1946, soggiornò a lungo a Cascais. Dalle Alpi all’Atlantico, e dall’Atlantico alle Alpi, si potrebbe riassumere il secolare legame tra Portogallo e Piemonte, in una densa, ciclica contaminazione fra cerimoniali, usi di corte e modelli culturali fra due Paesi solo in apparenza distanti ed estranei l’uno all’altro. Per saperne di più vedi recensione in “Studi Piemontesi”, XLIII, 2 (2014)

 

E’ uscito “Studi Piemontesi”

È uscito con la consueta regolarità e tempestività, il numero 2, dicembre 2014 della rivista “Studi Piemontesi”, annata XLIII, pp. 283-562

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QUI l’indice del fascicolo

Dopo il ricordo nel 2011 dei centocinquant’anni dell’unificazione, quest’anno è stato il momento di richiamare alla memoria i fatti dolorosi che accompagnarono il trasferimento della capitale a Firenze: lo fa Umberto Levra in apertura del secondo fascicolo 2014 di «Studi Piemontesi» – la rivista di lettere, storia, arti e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi – con il saggio Settembre 1864: centocinquant’anni, che esordisce elencando i nomi di una decina delle 52 vittime che persero la vita nelle due tumultuose sere del 20 e 21 settembre: dalla cameriera al soldato, dal muratore all’oste, dal negoziante allo studente, a rappresentare i vari strati sociali coinvolti in quel momento di protesta.

Due saggi sono dedicati a questioni minori della storia del Novecento: Roberto Alciati ricorda Un “oriundo” quattordiese a Redipuglia: storia del generale Pietro Tommaso Monti (1868-1917); Donato D’Urso tratta della Vigilanza poliziesca sui “funerali rossi” ad Alessandria durante il ventennio fascista. Alla storia della scienza è dedicato il saggio di Simone Baral, Crani su misura. La frenologia in Piemonte.

Fra storia e costume si muove Enrico Edoardo Barbero con Il Palazzo Reale di Torino residenza dei Re d’Italia. Di un grande personaggio del liberalismo si occupa Paolo Bagnoli: La filosofia demiurgica di Filippo Burzio.

Diversi gli studi dedicati alle arti e, in particolare, all’architettura e  all’urbanistica: Maria Vittoria Cattaneo, Castello del Valentino, la cappella: storia, descrizione e nuovi documenti; Gianluigi Alzona, Origini e disavventure di un frate-architetto alla corte sabauda: Andrea Costaguta (Genova 1604 – Loano ≤1669); Giuseppe Pacciarotti, Il volto moderno del Verbano. Architetti e ingegneri attivi nei paesi del Lago Maggiore dalla fine del Settecento al 1915; Liliana Pittarello, I protagonisti dell’architettura argentina fra Otto e Novecento nati e formati in Piemonte: una ricerca in corso. Ancora alle relazioni culturali con l’Argentina all’inizio del Novecento è dedicato il saggio di Giovanna D’Amia, Francesco e Giovanni Gianotti, due artisti piemontesi fra Milano e Buenos Aires.

Quello di Giovanni Tesio, La parola non è (solo) una “questione privata”. Per un panorama letterario di Langhe Roero e Monferrato, è il primo dei saggi dedicati alla letteratura e dà conto di una ricerca avviata dal Centro Studi Piemontesi e dall’Università del Piemonte Orientale sugli scrittori che hanno parlato di un territorio recentemente dichiarato dall’Unesco bene dell’umanità. Gabriella Olivero traccia un profilo di un personaggio minore da non dimenticare: «Quella fragile creatura che è il piccolo teatro cattolico». Per una rilettura delle opere di Consolato Reineri (1900-1968). Il cinema torinese degli inizi non poteva trascurare uno scrittore torinese d’adozione: lo mostra Felice Pozzo: Delenda Carthago! Appunti salgariani tra Alberto Della Valle e Arrigo Frusta. Ad uno scrittore meno noto, Agostino Della Sala Spada (1842-1913), è dedicata la breve nota di Simonetta Satragni Petruzzi, Torino porto di mare. Nel 2073!. Luca Bellone, Lo sciocco in piemontese: preliminari di un’indagine onomasiologica, censisce un gran numero di termini, individua le aree semantiche da cui sono tratti e i meccanismi mentali con cui sono piegati a designare colui che mostra poco senno.

Due i ‘ricordi’ di personaggi scomparsi: Francesco Malaguzzi fa memoria dell’inglese Anthony Hobson (1921-2014), studioso della legatura italiana, che partecipò a pubblicazioni dedicate al libro in Piemonte; Marcella Filippa ricorda con commozione Marisa Piola Quazza, docente all’Istituto Magistrale Regina Margherita di Torino.

Nella sezione dei documenti e inediti, Michele Amedei pubblica una serie di lettere inedite scritte fra il 1905 e il 1909 dal pittore inglese John Singer Sargent (Firenze 1856 –  Londra 1925) all’artista piemontese Alberto Falchetti (Caluso 1878-1951), da una collezione privata.

Come sempre chiudono il fascicolo il «Notiziario bibliografico», con almeno un centinaio di libri recensiti o segnalati, lo spoglio delle riviste, e le notizie asterischi.

«Studi Piemontesi» :Direttore Rosanna Roccia – Responsabile Albina Malerba – Segreteria Giulia Pennaroli

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Piero Cazzola,   Anna Cornagliotti, Guido Curto, Richard Drake, Pierangelo Gentile,  Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio, Rosanna Roccia, Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano, Giovanni Tesio, Georges Virlogeux Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali