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Buona estate

An cel a-i-é ‘d vòli,

che a passo e as lontan-o:

mi i seugno e i blimblan-o

guardand j’arsivòli

Pinin Pacòt

Buona Estate/ Bon-a Istà!

Il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis riaprirà al pubblico lunedì 4 settembre, con i consueti orari.

L’ “Officina” intanto non si ferma e continua la sua attività: è in preparazione il programma delle Conferenze per il prossimo autunno.

Sono in bozza i libri di prossima uscita:

Simonetta TombacciniLa «Nazione Ebrea» di Nizza. Popolazioni, istituzioni, usi e costumi  (1814-1860)Edizione in italiano del volume pubblicato in francese dall’Acadèmia Nissarda. Pagine previste 500 circa, con ill.

L’Epistolario del Beato Valfrè, a cura di Daniele D’Alessandro. Pagine previste 600 circa. Ricordiamo che chi volesse prenotare l’Epistolario del Beato Valfrè ha tempo fino al 10 settembre.

Graziella RivieraLa Strada del Fiammingo.  Dal Brabante al Monferrato: i Tabachetti di FiandraPagine previste 320, con ill. a colori.

Giovanni Tesio,  Vita  dacant  e da canté,  CCCLIX sonetti in lingua piemontese, con traduzione in italiano. Prefazione di Pietro Gibellini. Pagg. 400 circa.

Antonella GrimaldiStoria di Casale Monferrato dal V Congresso Agrario del 1847 al 1849Pagine previste: 350 circa.

Claudio BermondRiccardo Gualino Finanziere e imprenditore. Un protagonista dell’economia italiana del Novecento. Terza edizione. Pagg. XXXII- 271, ill.

 

In uscita l’Epistolario del Beato Valfrè

Dopo cinque anni di lavoro e accurate ricerche presso archivi e biblioteche italiane è ora in corso di pubblicazione, a cura di DANIELE D’ALESSANDRO

L’epistolario del Beato Sebastiano Valfrè
Scritti di un fedele dispensatore dei misteri di Dio

Un volume di circa 600 pagine che documenta la vasta e straordinaria rete di relazioni di Sebastiano Valfrè (1629-1710), il primo padre filippino ad essere innalzato all’onore degli altari, dopo San Filippo Neri, nel 1834. Introduzione di Gustavo Mola di Nomaglio. L’opera sarà disponibile per l’autunno 2017.

Valfrè fu un vero protagonista del suo tempo, cruciale sia per l’autonomia del Piemonte dalla Francia sia per la trasformazione della città di Torino in un’autentica capitale europea, con il raddoppio degli abitanti in pochi anni. Nato in una famiglia contadina di Verduno (CN), trascorse però tutta la vita a Torino presso la Congregazione dell’Oratorio di S. Filippo Neri, intrecciando un rapporto privilegiato con l’intera Corte Sabauda e principalmente con il duca Vittorio Amedeo II, di cui divenne confessore privato e fidato consigliere sulle materie ecclesiastiche. Il suo carteggio, per la maggior parte ancora inedito, si presenta particolarmente interessante per la grande eterogeneità dei quasi 200 corrispondenti accertati, senza differenze di censo, gerarchia, sesso. Il lavoro è così strutturato: i destinatari delle oltre 600 lettere reperite e integralmente trascritte, delle quali si è sempre indicato se già pubblicate o inedite, sono stati suddivisi in nove categorie (membri di Casa Savoia, cardinali e vescovi, confratelli oratoriani, donne laiche, famigliari di Valfrè, etc…) e per ogni personaggio storico è stata fornita una breve nota biografica. Le epistole sono state ordinate cronologicamente, ponendo invece per ultime quelle non datate. Nella conclusione sono stati messi in luce i risultati raggiunti, le problematiche emerse e sono stati inseriti due grafici che permettono di meglio visualizzare gli anni di maggior attività epistolare del beato, nonché le categorie di persone a cui scriveva di più. Infine un elenco di lettere della cui esistenza si è certi ma delle quali tuttavia non si conosce l’attuale collocazione, nella speranza che qualche lettore attento possa possa fornire utili informazioni per reperirle, contribuendo così a rendere ancora più completo questo lavoro di ricerca.

E’ possibile prenotare il volume al prezzo speciale di € 19 ed essere inseriti nella Tabula Gratulatoria inviando il modulo di prenotazione compilato al Centro Studi Piemontesi ENTRO il 10 SETTEMBRE 2017.

E’ uscito il primo fascicolo 2017 di “Studi Piemontesi”

«Studi Piemontesi»

giugno 2017, vol. XLVI, fasc. 1, pp.  390, ill.

Da quarantasei anni, tra la festa di San Giovanni e quella dei Santi Pietro e Paolo, si verifica puntuale un evento bibliografico, la pubblicazione del primo fascicolo semestrale di «Studi Piemontesi», la rivista di storia, arti, lettere e varia umanità edita dal Centro Studi Piemontesi.

Nel numero uscito in questi giorni la notizia, minima per sé, che può incuriosire i lettori riguarda Rousseau: Luisa Clotilde Gentile prova che non nel palazzo di via San Domenico 11, come credeva il Cibrario, ma nel palazzo Trucchi, all’angolo tra via Alfieri e via XX Settembre (oggi sede della Banca Nazionale del Lavoro) Rousseau servì nel 1730 in casa Solaro di Govone. E proprio a Luigi Cibrario (1802-1870), a come si venne formando nel decennio dopo la morte il suo personaggio di uomo del Risorgimento, storico devoto della monarchia sabauda, è dedicato il saggio di Pierangelo Gentile. Ancora in ambito risorgimentale si muovono Rosanna Roccia (Direttore della rivista) che pubblica due lettere inedite di Quintino Sella; Carlo M. Fiorentino che delinea alcuni tratti del carteggio dei fratelli Visconti Venosta e Stefano Apostolo che rievoca la partecipazione alla prima guerra d’Indipendenza dello scrittore renano Friedrich Wilhelm Hackländer.

Dagli eroi all’antieroe: Matteo Traverso mostra come Giorgio Orsolano (1803, impiccato nel 1835) divenne nella letteratura dei frenologi la «iena di San Giorgio». Simonetta Tombaccini ricostruisce gli ultimi mesi di vita di Paganini a Nizza e le penose vicende che tormentarono le sue spoglie. Alessandro Zussini tratta di Gaspare Deabbate, primo Console (1819-1825) del re di Sardegna negli Stati Uniti.

Quando Napoleone arruolava i soldati dell’armée, un benestante poteva sottrarsi alla coscrizione pagando qualcuno che lo sostituisse: Ferdinando Sobrero presenta due lettere di un remplaçant, Carlo Domenico Bosio di Baldissero. Cecilia Russo delinea la figura dell’ambasciatore Benoît Cise de Grésy e pubblica una sua lettera nella quale informa Maria Cristina di Francia in merito all’incontro con Mazzarino.

Quasi una rubrica, le schede di onomastica piemontese a cura di Rossebastiano-Papa-Cacia, sono questa volta dedicate ai vari esiti del latino cauda. Stefano Baldi illustra l’opera di ricerca di Alberto Basso sulla musica e gli spettacoli nella Torino di Antico Regime, ora riunita nei due monumentali volumi L’Eridano e la Dora festeggianti.

Nel settore della storia dell’arte, varie ‘riscoperte’: Roberto Antonetto informa sul ritrovamento di una favolosa gabbia per uccelli, dono per le nozze fra il secondogenito di Carlo Alberto, Ferdinando di Savoia, ed Elisabetta di Sassonia nel 1850; la descrive e ne ricostruisce le vicende. Arabella Cifani e Franco Monetti presentano un dipinto sconosciuto di Angelo Bartolomeo Vacca senior (1746-1834) e nuovi documenti per la biografia. Thomas Wilke illustra alcuni disegni di Ascanio Vittozzi per la cappella della Sindone, ritrovati nello Staatliche Graphische Sammlung di Monaco di Baviera. Francesca Favaro descrive l’appartamento dei bagni del castello di Agliè e Paolo San Martino si sofferma sulla valenza scenografica dello scalone juvarriano di Palazzo Reale e le sue suggestioni interpretate dal cinema moderno: Craig, Hitchcock, Greenaway.

Alla scultura del primo Novecento sono dedicate le pagine di Alice Guido che pubblica documenti relativi al tentativo fallito di acquisire al Museo Civico di Torino il Pensatore di Rodin; e di Chiara A. Lanzi su due cere di Edoardo Rubino (1871–1954) conservate alla GAM, preparate per la fusione poi non realizzata.

Gian Savino Pene Vidari ricostruisce la storia dell’edizione 1978 (integrale) dei disegni ottocenteschi di Clemente Rovere e presenta quella (selettiva) edita recentemente dall’Artistica Savigliano, Viaggio in Piemonte di paese in paese.

Il settore letterario offre lo studio di Gianna Cerutti sulla figura femminile nella narrativa di Sebastiano Vassalli, e la presentazione di un mannello di lettere di Giovanni Bernardo De Rossi a Tommaso Valperga di Caluso, a cura di Milena Contini.

Infine, i profili: Paolo Bagnoli illustra la formazione del pensiero politico di Alessandro Passerin d’Entrèves; e i congedi: Pietro Terna e Renata Allìo ricordano Sergio Ricossa (1927-2016); Laura Gallo la figura di Gianni Carlo Sciolla (1940-2017).

Chiudono il fascicolo le fitte pagine dedicate al «Notiziario bibliografico», allo spoglio delle riviste, all’informazione sull’attività del Centro Studi Piemontesi, alle notizie di mostre convegni e altre iniziative riguardanti la cultura regionale.

vedi il sommario

Rivista « Studi Piemontesi »

Direttore: Rosanna Roccia

Direttore Responsabile: Albina Malerba

Comitato Scientifico: Renata Allìo, Alberto Basso, Gilles Bertrand, Anna Cornagliotti, Gabriele Clemens, Guido Curto, Pierangelo Gentile, Livia Giacardi, Andreina Griseri, Corine Maitte, Francesco Malaguzzi, Isabella Massabò Ricci, Andrea Merlotti, Aldo A. Mola, Francesco Panero, Gian Savino Pene Vidari, Pier Massimo Prosio,  Rosanna Roccia,  Costanza Roggero Bardelli, Alda Rossebastiano,  Giovanni Tesio,  Georges Virlogeux.

Il Comitato Scientifico si avvale di referee nazionali e internazionali

 

Presentazione Gipsoteche in penombra a Bistagno

 

Nell’ambito  delle celebrazioni monteverdiane organizzate dalla Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno per un fine settimana ricco di cultura:

Sabato 8 luglio alle ore 15,30
presentazione del volume Gipsoteche in penombra
edito dal Centro Studi Piemontesi
Saranno presenti, oltre  ai curatori Walter Canavesio e Gianluca Kannes, Beatrice Zanelli di ARTECO e Albina Malerba del Centro Studi Piemontesi

Seguirà la presentazione del nuovo apparato didattico della Gipsoteca dedicato alle tecniche scultoree tradizionali: Il percorso del fare (Sala Conferenze della Gipsoteca Monteverde di Bistagno)

scarica l’invito 

La Gipsoteca Giulio Monteverde è a Bistagno (AL), in corso Carlo Testa 3 – tel. 014479301

Il volume  Gipsoteche in Piemonte raccoglie gli atti della giornata di studi, organizzata dalla Regione Piemonte in collaborazione con l’Associazione
culturale ARTECO, che si tenne a Torino presso l’Accademia Albertina di Belle Arti il 18 ottobre del 2013 e fu dedicata alla
riscoperta delle raccolte di gessi provenienti da studi e laboratori di artisti piemontesi od operanti in Piemonte tra Otto e Novecento.
Sotto analisi, in particolare, alcune raccolte che si possono considerare “in penombra” perché non musealizzate o ancora in mano privata, senza tuttavia dimenticare quelle realtà che, come la Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno, appunto, hanno ormai un
allestimento e una gestione museale: come sottolinea infatti il curatore Walter Canavesio nel capitolo introduttivo, “il solo fatto di essere istituzioni riconosciute e frequentate, non esime queste realtà dall’avere ognuna specifiche problematicità e dall’essere, come tutte le realtà museali, soprattutto se molto specialistiche, continuamente in balia di difficoltà gestionali, allargate anche agli aspetti conservativi”. Il volume presenta esempi di varia natura, consistenza e destino: una finestra su un patrimonio culturale complesso e affascinante, meritevole di attenzione e dialogo tra
istituzioni del territorio.

Nel programma della manifestazione:

 Venerdì 7 luglio ore 21 proiezione del documentario The genius of a place – L’anima di un luogo di Sarah Marder

Domenica 9 luglio ore 16-19 visita alla mostra itinerante Monteverde. I will not die entirely attualmente allestita presso il Museo d’Arte Sacra di San Francesco a Cassine

Antiche dimore e giardini a Dronero

Nell’ambito delle manifestazioni per “Dronero un borgo ritrovato

venerdì 23 giugno alle 17,30

a Palazzo Savio, Dronero

presentazione del libro

Antiche dimore e giardini a Dronero

a cura di Federico Fontana, Luca Giacomini, Renata Lodari

edito dal Centro Studi Piemontesi

in collaborazione con Dronero Cult

Con i curatori del volume, intervengono

Gustavo Mola di Nomaglio e Albina Malerba

scarica l’invito

scarica il programma di Dronero un borgo ritrovato

 

Visita alla mostra “Dalle Regge d’Italia” a Venaria

Martedì 27  giugno, ore 15

La Venaria Reale, visita alla mostra

Dalle Regge d’Italia

Tesori e simboli della regalità sabauda

Ci guideranno i curatori della mostra Andrea Merlotti Silvia Ghisotti

Ingresso ridotto € 10, gratuito per i possessori di Abbonamento Musei

Appuntamento davanti alle biglietterie in via Mensa

E’ necessario dare la propria adesione entro il 23 giugno a:

011/537486 – info@studipiemontesi.it

Recital per Luis Valsoan, “Fior dël pavé”

Giovedì 22 giugno 2017 ore 18

recital intorno al libro

Fior dël pavé

di Luis Valsoan (1862-1906)

poeta-operaio in lingua piemontese

con

Sergio Donna, Sergio Notario, Giuseppe Novajra

In collaborazione con l’Associazione Monginevro Cultura

 

Fior dël Pavé ‘d Luis Valsoan (1862-1906), con la prefazione di Tavo Burat, è un agile volumetto di poesie, una plaquette, stampata in occasione dei primi cento anni dalla morte dell’autore. Il recital, che chiude gli incontri in sede, è ispirato proprio alle poesie in piemontese contenute in questa raccolta.   Sergio Notario ha scritto il copione di un recital dedicato a Luis Valsoan poeta operaio nato a Pont Canavese nel 1862 da genitori montanari e morto precocemente a Torino (nel 1906). In collaborazione con lo chansonnier Beppe Novajra (direttore artistico dell’Associazione Monginevro Cultura), Notario ha ricomposto la vita del poeta operaio, la cui opera, come ricordava Tavo Burat, potrebbe essere definita “un crij d’arvira libertaria”, cioè un grido di rivolta libertaria, per riscattare le faticose condizioni di lavoro delle “filandere” delle manifatture di tessuti e filati di cotone, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Dopo un percorso di emigrazione in Svizzera e in Belgio, verso la fine dell’Ottocento, Valsoan ritorna nella sua Pont, e diventa un operaio delle Manifactures Royales d’Annecy e Pont, poi assorbite dal cotonificio Mazzonis di Torino.

A Marchierù la presentazione del libro su Maria Filippi di Baldissero

Domenica 18 giugno, alle ore 16

al Castello di Marchierù (Villafranca Piemonte)

presentazione del libro di Paola Prunas Tola Filippi di Baldissero
Mi ha cercato un fantasma

Memorie di Maria Filippi di Baldissero nata Canera di Salasco, Prima Dama di Maria Teresa di Toscana, principessa di Carignano

Intervengono Marina Bordese, Gustavo Mola di Nomaglio, Antonio Stango

 

 

R.S.V.P.   011/9807107 – info@comune.villafrancapiemonte.to.it


                  

Il Sacro Monte di Varallo nelle guide d’epoca

Giovedì 15 giugno 2017 ore 18

Gianpaolo Garavaglia

in dialogo con

Casimiro Debiaggi e Guido Gentile

presenta il suo libro

Mons in quo beneplacitum est Deo habitare in eo

Bibliografia del Sacro Monte di Varallo

Amministrazione Vescovile Sacro Monte di Varallo

 

Il volume è il risultato di un lungo lavoro di ricerca, riscoperta e catalogazione sistematica di tutte le guide reperibili sul Sacro Monte di Varallo. Non è un lavoro erudito e arido, riservato ad una stretta cerchia di studiosi e di appassionati ma una vera e propria sorpresa, la testimonianza di che cosa ha significato nei secoli la Santa Montagna varallese. Le numerose guide censite nel volume sono la dimostrazione dell’interesse, della curiosità che la Nuova Gerusalemme ha suscitato nei secoli per migliaia di persone, dai più umili pellegrini a principi e sovrani, fino ai cultori d’arte degli ultimi secoli. Le guide sono state il veicolo più diretto ed efficace per la diffusione del messaggio evangelico attraverso le descrizioni e le immagini della vita, dei miracoli, della passione di Cristo e sono anche la conferma della diffusione dei pellegrinaggi nei secoli passati.

Oltre ad una testimonianza storica, il volume offre precisi riferimenti agli artisti ed alle opere, architetti, scultori, pittori attivi al Sacro Monte, in una sorta di compendio di storia delle arti figurative nel settentrione dell’Italia dalla fine del Quattrocento all’Ottocento.

 

I Savoia in Valle Gesso

Giovedì 8 giugno 2017 ore 18

 

Paolo Salsotto  Presidente Aree Protette Alpi Marittime

e l’autore Walter Cesana

presentano il  libro

I Savoia in Valle Gesso

Diario dei soggiorni reali e cronistoria del distretto delle Alpi Marittime dal 1855 al 1955

Edizioni Primalpe, con il patrocinio del Centro Studi Piemontesi

Per circa un secolo, tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, la Valle Gesso ospitò nel periodo estivo e, a volte, anche in autunno la famiglia reale. Il testo a cura dello storico Walter Cesana offre, per la prima volta, una ricostruzione cronologica precisa e dettagliata dei soggiorni sabaudi nelle Alpi Marittime. Perché i Savoia scelsero la Valle Gesso per i loro soggiorni? Oltre al re quali altri componenti la famiglia reale, la corte e l’entourage nazionale ed internazionale furono presenti a Sant’Anna di Valdieri e in Valle Gesso? Quando e come si svolgeva il soggiorno reale? Quali erano le attività quotidiane? Qual era il rapporto con la popolazione? Qual era il contesto ambientale naturale e antropico locale? Quale ricaduta ha avuto sul territorio la presenza dei Savoia? Come si chiuse la vicenda della riserva reale, dalla quale nacque il Parco Naturale Alpi Marittime? Quale memoria è rimasta oggi? Walter Cesana, attraverso una vasta pluralità di fonti scritte, orali e fotografiche e, soprattutto, attingendo ad inediti documenti d’archivio, dà una risposta a tutte queste domande. Dalla sua ricerca emerge un quadro circostanziato che, a distanza di oltre settant’anni dalla conclusione dei soggiorni reali, intende fare chiarezza circa eventi fino a oggi poco indagati, salvare la memoria e restituire nuova luce a una vicenda che per un secolo ha visto, con la presenza dei Savoia, passare nella Valle Gesso la storia d’Italia e d’Europa. Introduzione di Gustavo Mola di Nomaglio.