Tutti gli articoli di centrostudi

Due scoperte anticipate da Studi Piemontesi

Recentemente i giornali hanno messo in evidenza due preziose scoperte torinesi: la Cappella del Castello del Valentino e il  Coro ligneo del Prinotto. Quest’ultimo, proveniente da Galway, in Irlanda, si trova ora al Centro Conservazione e Restauro della Venaria per essere restaurato e successivamente esposto al pubblico.

Entrambe le “scoperte” sono state anticipate da “Studi Piemontesi”:

Roberto Antonetto, lo scopritore del coro, ne ha scritto già nel 2002: Un inedito capolavoro di ebanisteria torinese settecentesca in Irlanda (“Studi Piemontesi”, XXX, 2 (2002), pp. 287-300) mentre Maria Vittoria Cattaneo  studia da tempo la Cappella del Valentino e ne ha identificato alcuni degli artefici negli  articoli Castello del Valentino, la cappella: storia, decorazione e nuovi documenti (“Studi Piemontesi”, XLIII, 2 (2014),pp. 311-318) e La committenza di Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours per la Cappella del Valentino: una prima ipotesi attributiva per gli apparati decorativi (“Studi Piemontesi”, XLVI, 2 82017), pp. 445-456).

Musica e banchetti alla corte di Savoia

Mercoledì 21 febbraio ore 17

in sede

nell’ambito degli eventi Bocuse d’Or off

Istituti Culturali del Piemonte

Conferenza di

Cristina Santarelli

Sinestesie sonoro-visive nei banchetti di corte del Seicento in Piemonte

Istituto per i Beni Musicali in Piemonte

La conferenza si propone di illustrare l’evoluzione del concetto di Tafelmusik (musica da tavola), con particolare riferimento ai banchetti secenteschi tenutisi presso la corte sabauda in occasione di matrimoni, visite di sovrani e altre occasioni festive e nei quali alla sontuosità delle vivande e allo splendore degli apparati visivi si abbinano performances musicali e coreutiche di varia natura. Fondati prevalentemente su una rilettura dei miti classici, tali eventi – di cui restano ampi resoconti ma sfortunatamente scarse attestazioni iconografiche – assolvono a una funzione palesemente encomiastica nei confronti della casa regnante, traducendosi in strumenti di propaganda politica ovvero di semplice riaffermazione del potere. Con videoproiezioni e riproduzione di brani musicali

Vita dacant a Saluzzo

Venerdì 16 febbraio alle 17,30

a Saluzzo, Scuola APM  (Via dell’Annunziata 1)

nell’ambito della manifestazione “Un libro per the” organizzata dall’Assessorato alla Cultura della Città di Saluzzo

presentazione del libro

Vita dacant e da canté

di Giovanni Tesio

 

Se la poesia ha obiettivi, gli obiettivi del canzoniere di Giovanni Tesio, Vita dacant e da cantè  sono forse tre o quattro: dare voce a una voce che viene da lontano; dare voce alla vita, che è varia e complessa, intricata ma- se vita dacant, di lato, degna di canto; dare voce a una “lingua di poesia” – quella piemontese – che non cessa di “dittare”, di urgere dentro,; e infine dare voce a una resistenza, che è quella di non arrendersi al negativo, che possiamo pur sempre riscontrare nella nostra esistenza. Sono 369 sonetti in piemontese, quasi uno per ogni giorno dell’anno, ispirati al vivere in disparte, ai momenti del quotidiano che da banali diventano poesia. L’autore ci invita a casa sua, in cucina, in biblioteca e persino in bagno; lo accompagniamo ai giardinetti con i nipoti, ci offre in confidenza la sua vita familiare, i suoi pensieri più intimi, espressi in un piemontese semplice e raffinato.

Giovanni Tesio, Vita dacant e da canté, prefazione di Pietro Gibellini, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 2017, pp. XIII-380.

prossimi appuntamenti

In sede

 

Istituti Culturali del Piemonte

Mercoledì 21 febbraio ore 17

Conferenza di Cristina Santarelli
Sinestesie sonoro-visive  nei banchetti di corte del Seicento in Piemonte

Istituto per i Beni Musicali in Piemonte

 

Giovedì 1° marzo ore 18

Conferenza di Giuseppe Pichetto
Erbe ed aromi, Vermouth e liquori del vecchio Piemonte

 

È in via di definizione il calendario dei “Colloqui del Lunedì” I/2018 che riprenderanno con la consueta cadenza settimanale da marzo

 

Fuori sede

Sabato 3 marzo ore 21

Circolo dei Lettori, Via Bogino, 9  – Torino
Invito per una
SERATA DI MUSICA, CANTO, POESIA

Maurizio Crosetti e Margherita Oggero

presentano con l’Autore

Vita dacant e da canté

369 sonetti in piemontese di Giovanni Tesio

il canzoniere edito dal Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis

Voce solista Joana Gjoni

Chitarra Giovanni Acchiardi

Coordina Albina Malerba

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti in sala

Riccardo Gualino collezionista e mecenate

 

Conferenze

Riccardo Gualino

sul palcoscenico dell’esistenza

Galleria Sabauda (terzo piano)

Musei Reali – Piazzetta Reale 1 – Torino

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

 

mercoledì 7 febbraio 2018 – ore 17,30

Riccardo Gualino collezionista e mecenate

intervengono

Enrica Pagella, Direttore Musei Reali Torino
Anna Maria Bava, Direttore Galleria Sabauda
Giorgina Bertolino, Storico dell’arte

Per il Giorno della memoria, Giovanni Tesio parla di Primo Levi

Mercoledì 31 gennaio 2018 ore 18.00

per il Giorno della Memoria

Incontro con Giovanni Tesio autore del libro

Primo Levi: ancora qualcosa da dire
Conversazioni e letture tra biografia e invenzione


Edizioni Interlinea, Novara 2018

Il volume fa il punto su Primo Levi e la Shoah lasciando parlare lo scrittore grazie a una serie di interviste raccolte da Giovanni Tesio e a documenti d’archivio, tra cui autografi e fotografie. Un ritorno a Levi per appassionati lettori ma anche per insegnanti che vogliono approfondire con i propri studenti la figura di uno scrittore centrale per comprendere gli orrori della guerra e il Novecento, senza dimenticare che «Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell’aria. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo».

Il video dell’incontro è sul nostro canale YouTube

 

Alla scoperta dell’Archivio storico del Comune di Moncalieri

SGUARDI  SU MONCALIERI

Incontri per conoscere la città e il suo territorio      

Via Cavour, 31 – Moncalieri

mercoledì 24 gennaio, ore 17,30

conferenza di Cristina Gasca

direttore dell’Archivio storico di Moncalieri

Viaggio nel patrimonio documentario del Comune di Moncalieri 

 

Un incontro per conoscere l’Archivio storico comunale di Moncalieri, uno dei più importanti del Piemonte per completezza e ricchezza di  documentazione, anche anche dal punto di vista storico: le carte più antiche risalgono infatti al XIII secolo. Il Direttore Cristina Gasca introdurrà con una breve storia dell’Archivio, presentando poi una panoramica dei fondi conservati ed analizzando alcuni documenti particolarmente preziosi e significativi.

In collaborazione con CulturAlpe

La beata Maria degli Angeli al Museo Diocesano di Torino

Fino all’11 febbraio, al Museo Diocesano di Torino (piazza San Giovanni, 4) è allestita la mostra

La beata Maria degli Angeli: politica e santità nella Torino barocca

Qui le informazioni su orari di apertura e biglietti

Il catalogo è a cura di Maria Teresa Reineri, Daniele Bolognini, Simone Mattiello, Francesca Capellaro, Arabella Cifani, Franco Monetti, Carlotta Venegoni

Alla scoperta dello zest, un’antico dolce sabaudo

Nell’ambito degli eventi per “Bocuse d’or”,  in collaborazione con la Fondazione Luigi Einaudi Torino, il Centro Studi Piemontesi, l’associazione Progetto Cultura e Turismo Carignano

mercoledì 17 gennaio alle ore 17

alla Fondazione Einaudi, Via Principe Amedeo 34, Torino

con Paolo Castagno si parlerà di

La dolce tavola di Carignano. ‘l Zest, riscoperta e tutela di un dolce sabaudo

 

Una storia importante per un prodotto dolciario dalla corte carignanese di Bianca Paoleologo, vedova di Carlo I di Savoia, nel 1516, alle corti dei duchi e principi saudi, fino alla tavola del cardinale Mazzarino e a quella del generale napoleonico Jourdan

scarica l’invito

 

*Siete curiosi di sapere che cosa è lo zest? Trovate storia e significato di questo vocabolo alle colonne 1617 e 1618 del REP-Repertorio Etimologico Piemontese, Centro Studi Piemontesi, 2015, pp. CLXXXII-814.

Addio a Camillo Brero

“E Ti Nosgnor/…/lassa che i pòsa/ d’sora Toa man/ l’ànima mia”

(C. Brero, Commendo Spiritum, in Breviari dl’ànima, a cura di G. P. Clivio, Torino, Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, 1969)

Si è spento questa mattina, 10 gennaio 2018, a Pianezza, dove viveva, il poeta piemontese Camillo Brero.  Autore della Grammatica della Lingua Piemontese e del Vocabolario Piemontese-Italiano/Italiano Piemontese.

L’ultimo saluto a Camillo Brero sarà venerdì 12 gennaio, ore 15.30, Parrocchia San Pietro e Paolo di Pianezza.

 

Nato a Druento (Torino), nel 1926, è stato per molti anni insegnante prima di diventare impiegato alla FIAT. Incomincia a scrivere in piemontese negli anni Quaranta su incoraggiamento di Nino Costa e Luigi Olivero. Fatta amicizia con Pinin Pacòt, dal 1946 fa parte della Companìa dij Brandé”. Capofila della seconda generazione dei “Brandé”, alla morte di Pacòt ne raccoglie l’eredità spirituale continuando a pubblicare “Ij Brandé”, gli annuali “Armanach ëd poesìa piemontèisa”. Accanto alla mai interrotta attività poetica, ha svolto  un’intensa, appassionata, lucida  militanza in difesa della lingua piemontese: autore della grammatica normativa più importante (che parte dalle norme di grafia elaborate nel 1930 da Pacòt e Viglongo), e che codifica la grafia tradizionale adottata oggi praticamente da tutti coloro che scrivono nella lingua regionale, la Gramàtica piemontèisa più volte edita e aggiornata dal 1967 a oggi; e i due vocabolari Italiano-Piemontese (1976) e Piemontese-Italiano (1983),  anche questi più volti aggiornati e pubblicati da Il Punto-Piemonte in Bancarella. Ha scritto saggi, studi, presentazioni, interventi, trasmissioni televisive e radiofoniche, da aggiungersi all’opera di promozione e di didattica. Ha curato con Renzo Gandolfo l’antologia La letteratura in piemontese dalle origini al Risorgimento (1968) e di suo i tre volumi di una Storia della letteratura piemontese (1981-83). È stato tra i fondatori, nel 1969, del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis; Fondatore della Ca dë Studi Pinin Pacòt-Centro Studi Don Minzoni; Fondatore e direttore del mensile “Piemontèis Ancheuj”.

L’itinerario poetico di Brero si distribuisce nelle raccolte Spluve (Scintille)(1949), Stèile… stèilin-e (Stelle…stelline) (1956), Breviari dl’anima (Breviario dell’anima) (1962), L’anima mia a s’anandia (L’anima mia s’incammina) (1968), Bin a la tèra e l’àutra bin (Bene alla terra e l’altro bene) (1977), Ma ‘l sol doman a ven… Bin e poesìa an lenga piemontèisa (Ma il sole domani viene…Bene e poesia in lingua piemontese) (1986), An brass al sol (In braccio al sole) (1996),Vos ëd l’etern present (Voce dell’eterno presente) (2003).

“La poesia di Brero è sempre stata – da subito – una confessione e una confidenza, una festa e un affidamento (parola che sa di orfanezza e di fede, di fiducia e di accoglienza). La sua direttrice è da sempre stata la luce: la ricerca e l’elogio – il canto – della luce che festeggia l’ombra, il passo (della fede) che imprime l’orma. Le sue parole si sono sempre incardinate nel suono di una voce che scaturisce dalle più segrete sorgive di un richiamo ancestrale. Per cui l’incontro con Pacòt valse a conferma di una vocazione in travaglio. Ed è valsa a stanare una sete e un bruciore che già aveva la sua storia ma che sentiva l’urgenza (la necessità) di uno sbocco persuasivo”. “Un poeta che diventa intensamente persuasivo quando riesce a confondere (ma meglio sarebbe dire sciogliere) il lirismo d’impeto e un po’ oratorio nel sentimento di un tempo sommesso, nell’abbandono confidente in una religione che salva senza rumore, nello sgranarsi di un fitto rosario di frammenti o di istanti rasserenati e solari” (Giovanni Tesio).

Ant j’eve dosse dël pensé…

Lasseme spërfondé

andrinta a j’eve dosse dël pensé,

dël pensé ‘d Ti, o De…

peui perd-me an mes dla trasparensa ‘d lus

che a-j dà vita a la vita e al Cel am cus…

come a cus, sël cheur dla neuit, tute le stèile

antant che ‘l sol a sara soe parpèile…

Che bel! Sentisse lus drinta la Lus

e spërfondé, parej, drinta ‘l Pensé :

sentime but d’Amor dl’ùnich Pensé,

dël Pensé ‘d Ti, o De!…

La nòstra bela lenga piemontèisa

Quand che ij fieuj e j’anvod

parleran pi la nòstra bela lenga piemonteìsa

‘dcò le muraje a ‘rfaceran “Vergògna”

ai savant e ai potent ch’a l’han baratala

–         la nòstra bela langa piemontèisa –

con tranta ‘dné e ‘1 giov dla lenga dj’àutri.

Quand che i fieuj e j’anvod parleran pi

la nòstra bela lenga piemontèísa

– e noi e ij Grand saroma arson lontan

d’una vos dròla ‘d na cossiensa veja

ij dàir, le pere, ij ròch la parleran

la nòstra bela lenga piemontèisa,

j’eve dij nòstri fium la canteran

la nòstra bela lenga piemontèisa,

la lòsna e ‘1 tron a la diran sle nìvole

la nòstra bela lenga piemontèísa,

ël vent la crijerà tra la tempesta

la nòstra bela lenga piemontèisa,

la lun-a ëd neuit la confidrà a le faje

le nòstra bela lenga piemontèisa,

ëd di a risplenderà ant la lus dël sol

la nòstra bela lenga piemontèísa.

La nòstra bela lenga píemontèsa

tradìa e dismentià,

la nòstra bela lenga piemontèisa.

Oh, mia bela lega piemontèisa

che ant ël mè sangh it vive!