Archivi tag: Torino

Storie dal manicomio tra fragilità e malattia

Lunedì 20 maggio 2019 ore 18

Conferenza di Franco Lupano

Presidente del Centro italiano d Storia Sanitaria e Ospedaliera – Sezione Piemonte

Solo per caso. Storie dall’Albergo “dij doi Pin”

Era un caso finire in manicomio? I fascicoli dei ricoverati nel Regio Manicomio di via Giulio a Torino, ora conservati nell’archivio dell’ex Ospedale Psichiatrico di Collegno, sembrerebbero dire di no, fatte le debite eccezioni. I contadini, le donne, i giovani e in generale i soggetti più deboli e vulnerabili economicamente e socialmente correvano un rischio più alto, come lo dimostrano alcune storie che è stato possibile ricostruire dai documenti conservati. Anche quando, nel 1904, fu promulgata la prima legge sui manicomi, l’esistenza di norme apparentemente precise che avrebbero dovuto fare da filtro a ricoveri impropri non cambiò sostanzialmente le cose. Guarda che ‘t mando ‘n via Giulio!: la minaccia popolare di fronte a comportamenti devianti dal ruolo sociale o dalle aspettative della famiglia era reale e poteva concretizzarsi con disarmante facilità.

La conferenza è sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Cristoforo Colombo dal Piemonte al Nuovo Mondo

Lunedì 8 aprile 2019 ore 18

Giorgio Casartelli Colombo di Cuccaro
Gustavo Mola di Nomaglio
Gian Savino Pene Vidari

conversano su

Cristoforo Colombo dal Piemonte alla Liguria  alla Penisola Iberica verso il Nuovo Mondo

 

Per la presentazione del volume degli Atti del III Congresso Internazionale Colombiano nel 525° anniversario della scoperta dell’America, tenutosi a Torino il 12 e 13 ottobre 2017.

Con i contributi di: Giorgio Casartelli Colombo di Cuccaro,  Gustavo Mola di Nomaglio, Carlo Tibaldeschi, Guido Gay di Quarti, Mario Traxino, Costanza Orsi, Edoardo Garis, Joseph. A. Levi, Gianfranco Ribaldone, Giorgio Bazzurro, Massimo Carcione, Gabriele Reina, Filippo De Nobili, Claudia Ghiraldello, Gian Luigi Bovio della Torre, Angelica Valentinetti Mendi

Edizione Associazione Centro Studi Colombiani Monferrini (CE.S.CO.M.) con la collaborazione del Centro Studi Piemontesi

Ascolta la conferenza sul canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Cavalli per Sua Maestà dalla Sardegna al continente

Lunedì 1° aprile 2019 ore 18

conferenza di

Elisabetta Deriu

Université de Paris-Est Créteil

“In nave per conto di Sua Maestà”

L’invio di cavalli per il servizio del Regno di Sardegna tra l’Isola e il Continente (XVIII-XIX secolo)

Tra il XVIII e il XIX secolo, la Sardegna è al cuore degli scambi che permettono ai Savoia di ottenere i cavalli necessari al loro servizio, per le attività militari, l’allevamento e il dono. Grazie ai decreti, carteggi, mémoires, e resoconti custoditi nel fondo Segreteria di Stato e di Guerra dell’Archivio di Stato di Cagliari è possibile studiare i preparativi e i percorsi dei preziosi quadrupedi che, provenienti da vari paesi, percorrono le vie di terra e di mare che separano l’Isola dal Continente.

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Un viaggio nella Torino dell’Ottocento tra Vittorio Bersezio e Giuseppe Culicchia

Lunedì 25 marzo 2019 ore 18

al Centro Studi Piemontesi

Proiezione del film prodotto dalla Fondazione Vittorio Bersezio

A spasso con i fantasmi 

Un viaggio nella Torino dell’Ottocento

Regia di Enrico Verra

Scritto e interpretato da Giuseppe Culicchia

Intervengono

Cesare Carlo Chiesa Segretario Generale Fondazione Vittorio Bersezio  

il Regista Enrico Verra

Ispirato a I miei tempi di Vittorio Bersezio, il film si snoda tra vie, piazze, palazzi, locali storici di Torino, sotto la guida di un interprete/narratore d’eccezione, lo scrittore Giuseppe Culicchia, che nella magica atmosfera di una fredda notte invernale, conduce lo spettatore alla scoperta di una città apparentemente scomparsa, ma che, a ben guardare, salta fuori a ogni angolo, offrendo lo spunto a ricostruzioni storiche, notazioni curiose, osservazioni

Il film e gli interventi del regista Enrico Verra e di Cesare Carlo Chiesa Segretario Generale della Fondazione Vittorio Bersezio  sono disponibili sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Carlo Alberto riformatore, collezionista, committente: tre conferenze

Organizzato dai Musei Reali Torino con gli Amici del Museo di Antichità, gli Amici della Galleria Sabauda, gli Amici di Palazzo Reale e il Centro Studi Piemontesi, il ciclo di conferenze

Dalla salita al trono alla concessione dello Statuto. Carlo Alberto riformatore, collezionista e committente

che si terranno alla sala conferenze del Museo di Antichità

(corso Regina Margherita 105, Torino), con questo programma:

mercoledì 20 marzo, ore 17,30  Silvia Cavicchioli, La politica culturale di Carlo Alberto: temi, luoghi, personaggi

giovedì 11 aprile, ore 17,30 Pierangelo Gentile, “Il faut la donner, non se laisser imposer”. Carlo Alberto e la tormentata concessione dello Statuto

giovedì 23 maggio, ore 17,30 Maria Beatrice Failla, Committenza, collezionismo e musei negli anni di Carlo Alberto

 

 

 

Salito al trono nel 1831, Carlo Alberto ebbe tra i primi obiettivi di un’intensa politica culturale la trasformazione della capitale sabauda in un centro artistico di richiamo europeo, in grado di rivaleggiare con le altre grandi città d’arte della penisola italiana. Con l’organizzazione della Regia Pinacoteca e l’istituzione della Deputazione di Storia Patria, dell’Armeria Reale e della Società Promotrice di Belle Arti, egli intese autocelebrare il mecenatismo dei Savoia in una prospettiva prevalentemente nazionale, diffondendo il mito della coincidenza tra storia sabauda e storia d’Italia. Il nuovo sovrano mirava infatti a costruire una politica del consenso attraverso la glorificazione e la “nazionalizzazione” della dinastia, che investì anche le opere pubbliche. Il che spiega perché proprio l’età carloalbertina diede il via alla grande stagione della monumentalistica torinese, inaugurata dal capolavoro di Carlo Marochetti, la statua equestre di Emanuele Filiberto. Ma il regno di Carlo Alberto (1831-1849) lasciò in eredità anche un’altra opera fondamentale: lo Statuto che porta il suo nome.

 

 

Costantino Gilodi, architetto tra Torino e la Valsesia

Lunedì 18 marzo 2019 ore 18

Enrico Moncalvo con la curatrice Enrica Ballarè

e i Collaboratori  Walter Canavesio, Filippo Morgantini, Gianluca Kannès,  Elena Gianasso, Casimiro Debiaggi, Enrico Rizzetti

presentano il volume

Costantino Gilodi 

Ingegnere e architetto a Torino e in Valsesia. Tra Eclettismo e Belle Époque

Edizione Centro Studi Piemontesi- Società Valsesiana di Cultura

La figura di Costantino Gilodi (1853-1918), valsesiano di origine e torinese di adozione, resta sconosciuta ai più nonostante il suo legame con la cultura architettonica dell’Eclettismo. Il primo volume di studi a lui dedicato traccia un quadro volto a definirne il ruolo, ad un secolo dalla sua scomparsa. A Torino, Anversa, Parigi il nostro collabora con i più noti maestri torinesi alla creazione del mondo effimero delle esposizioni con fantastiche macchine, che la sua non comune abilità disegna con estrema facilità. Sono anche gli anni dello slancio costruttivo che rinnova la città: a Torino come a Borgosesia, Gilodi è uno degli interpreti del nuovo gusto borghese. Con maggior libertà coniuga poi con grazia ispirazioni alpine e citazioni orientaleggianti nella villa dei Musy a Fobello e nel piccolo gioiello rococò disegnato per sé sulle alte montagne valsesiane.

Contributi di: Eredi Gilodi, Walter Canavesio, Enrica Ballarè, Filippo Morgantini, Gianluca Kannès, Elena Gianasso, Casimiro Debiaggi, Enrico Rizzetti.

La conferenza può essere seguita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Acquerellisti piemontesi dall’Ottocento ad oggi

Lunedì 11 marzo 2019 ore 18

incontro con

Marcella Pralormo e Monica Tomiato

autrici del volume

L’acquerello in Piemonte dall’Ottocento ad oggi

Daniela Piazza Editore

 L’acquerello è una tecnica affascinante e particolarmente attuale di cui siamo appassionate. Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere un libro che ne ripercorresse la storia nella nostra regione, cercando di far uscire dall’ombra i nomi di pittori spesso sottovalutati o dimenticati proprio perché dediti a questa particolare forma d’arte che pur avendo goduto in passato di grande fortuna è stata spesso considerata minore, accattivante e raffinata quanto si vuole ma non in grado di stare al passo con le espressioni più innovative dell’arte contemporanea. [ . . . ] abbiamo pensato che sarebbe stato utile, per chi volesse accostarsi all’argomento, poter disporre di una sorta di mappa che in attesa di letture critiche più approfondite facesse emergere almeno le caratteristiche salienti di una produzione estremamente vasta e diversificata, evidenziando di volta in volta l’affermazione o il declino di tematiche e linguaggi, le presenze di artisti – professionisti, ma anche dilettanti – e il livello qualitativo, in genere molto alto dei dipinti eseguiti con i colori ad acqua. Anche se a malincuore, si è scelto di operare una selezione rispetto alla realtà, ben più complessa e articolata di quanto la nostra panoramica lasci immaginare: ci siamo concentrate sugli aspetti di carattere stilistico, trascurando volutamente le molteplici applicazioni della tecnica in campo scientifico come nell’editoria, nel rilievo topografico e nel disegno d’architettura, che da sole fornirebbero materiale per scrivere più d’un libro, dedicando comunque diversi cenni all’attività di alcuni pittori insieme illustratori e acquerellisti. [ . . .] .Dall’introduzione delle autrici

La conferenza può essere seguita  sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi

Programmi per la primavera

Caro/a Amico/a,

conclusa con soddisfazione l’intensa attività che ha impegnato la Ca dë Studi Piemontèis per tutto l’anno passato (notizie dettagliate delle iniziative si trovano sui n. 1 e 2, 2018 di “Studi Piemontesi”), comunichiamo brevemente le principali attività in corso per il 2019. Un anno speciale perché registra per l’Associazione i primi 50 anni di fondazione.

Mentre proseguono tutte le iniziative tradizionali, per “segnare” il Cinquantennio sono in programma – senza spatuss, ma con la coscienza di aver scritto insieme una bella pagina di storia del Piemonte – alcuni momenti specifici di festa, di ricordo, di bilancio, di progetti per il futuro e la continuità.

Prima tappa fondamentale l’intervento di Schedatura, riordino e inventariazione dell’Archivio dell’Associazione. La sezione Archivio Istituzionale è conclusa e sarà inaugurata lunedì 15 aprile p.v. nella “Sala Agar Pogliano” ricavata dai lavori di risistemazione della Sede, inaugurati nell’autunno scorso.

Tra le altre diverse iniziative in programma si segnala l’11 giugno (giorno del verbale di fondazione 11 ëd giugn 1969) un incontro conviviale per tutti i Soci, gli amici, gli sponsor  per festeggiare insieme quanto realizzato in questi 50 anni e pensare con sguardo aperto e fiducioso agli anni a venire.

La pubblicazione del Bilancio sociale 1969-2019. Le cose, i protagonisti, la continuità, il futuro in e-book e a stampa: Catalogo ragionato e illustrato delle edizioni realizzate, compresi i Sommari di Studi Piemontesi e dei Quaderni di Bibliofilia, dal 1969 al 2019. Con alcune parti introduttive volte a “narrare” brevemente i cinquant’anni di presenza, presidio, laboratorio del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis nel panorama della cultura regionale, nazionale e internazionale. I protagonisti, le realizzazioni, la continuità, il futuro.

Il 4 marzo prenderanno avvio in sede i “Colloqui del lunedì” con un calendario di appuntamenti fino a luglio. Programma completo nel pieghevole allegato.

Le conferenze in sede sono trasmesse in differita sul Canale YouTube del Centro Studi Piemontesi: si può accedere da www.studipiemontesi.it/blog.

Il numero di giugno 2019 di “Studi Piemontesi” è in preparazione, e sono in uscita alcuni libri e alcune pubblicazioni appositamente realizzate per il Cinquantenario.

Altre iniziative, manifestazioni, novità editoriali, saranno via via comunicate per mail (ricordiamo di comunicare la mail alla Segreteria) e si potranno consultare sul sito

La Biblioteca e i diversi Fondi librari custoditi sono via via schedati on-line. Il link del catalogo on-line è http://bct.comperio.it/opac/advancedsearch: è il catalogo delle biblioteche civiche torinesi, scegliendo nel primo campo Biblioteca anziché titolo e poi scegliendo Centro Studi Piemontesi nel campo Valore si trova il catalogo dei titoli finora inseriti del CSP.

Ringraziamo i Soci e gli Amici che hanno risposto all’appello di Sostegno speciale versando na vòta tant/una tantum € 1.000, anche con versamenti di un più alto contributo: una grande incoraggiante manifestazione di stima ed affetto. Ci auguriamo che altri Amici raccolgano l’invito per l’anno del nostro Cinquantenario.  Invitiamo gli Amici a sostenere la nostra attività e il nostro impegno aderendo per il 2019 al Centro Studi Piemontesi. Raccomandiamo ai Soci che ancora non l’avessero fatto di rinnovare la loro adesione per il 2019: la quota associativa ordinaria è ancora sempre di 60 Euro. Per “dare una mano” sarebbe già importante che ogni Socio portasse almeno un nuovo Socio!

Un grande riconoscente grazie a quanti in questi anni hanno destinato alla Ca dë Studi Piemontèis il 5 per mille! Con l’invito a tutti di continuare a sostenerci: firmare nel riquadro riservato alla Scelta per la destinazione del 5 per 1000 dell’Irpef  e scrivere il codice fiscale del Centro Studi Piemontesi: 97539510012.

Nel ringraziare tutti coloro che hanno rinnovato la loro adesione al Centro Studi Piemontesi, ci permettiamo di sottolineare che anche per il 2019, le Quote Associative sono rimaste invariate:Ordinaria € 60; Benemerita € 120; Consultori € 270; Consultori sostenitori – con diritto a ricevere oltre ai due fascicoli della rivista, tutte le edizioni che il Centro realizza nell’anno – € 520. Sostegno benemerito speciale € 1.000. Le quote possono essere versate direttamente in Segreteria oppure sui c.c. bancari intestati al Centro Studi Piemontesi: Banca Prossima (IBAN: IT 31 P033 5901 6001 0000 0116 991); UNICREDIT BANCA (IBAN: IT 83 H 02008 01046 000110049932); BANCA DEL PIEMONTE (IBAN: IT 37 N 03048 01000 000000046333); o sul C.C. POSTALE n. 14695100 di Torino (IBAN: IT 16 R 07601 01000 0000 14695100).

Visita guidata alle Madame Reali

Giovedì 28 febbraio 2019 alle ore 16,00

visita alla mostra

Madame Reali

Cultura e potere da Parigi a Torino 
Cristina di Francia e Giovanna Batttista di Savoia Nemours (1619-1724)

Ci guiderà la curatrice Clelia Arnaldi di Balme

 

Ingresso ridotto € 8; per i titolari di Abbonamento  Musei ingresso gratuito

Appuntamento nell’atrio di Palazzo Madama (Piazza Castello, Torino) alle 15,45

Prenotazioni in Segreteria entro il 25 febbraio: 011/537486 . info@studipiemontesi.it

Donne, scuola e società alla Villa della Regina

Lunedì 4 febbraio 2019 ore 18

Incontro dedicato al tema

Formazione femminile dalla Torino post-unitaria al passato recente. Il caso dell’Istituto Figlie dei militari

Paola Bianchi, Università della Valle d’Aosta  
dialoga con Cinzia Ballesio, autrice del volume
Le Figlie dei Militari. Una scuola nuova per le donne della nuova Italia

Neos Edizioni

Il libro racconta una storia in parte dimenticata, quella dell’Istituto nazionale per le Figlie dei Militari di Torino, una scuola laica e innovativa, punto di riferimento per l’educazione femminile a cavallo fra Ottocento e Novecento.

L’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari, istituzione scolastica nata nel fertile contesto culturale della Torino post-unitaria, è stata un’eccellenza fra i collegi femminili, in grado di competere con il più famoso Poggio Imperiale di Firenze. Legato a uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia della città di Torino, la Villa della Regina, dove, dopo la donazione dell’edificio da parte di Vittorio Emanuele II nel 1865, avrà la sua sede principale dal 1869 fino ai bombardamenti del 1942. Nata dall’iniziativa della marchesa Maria Luisa del Carretto, l’idea dell’Istituto per le Figlie dei Militari viene sostenuta da una serie di personaggi di spicco del periodo, tra cui quel Massimo d’Azeglio a cui è attribuita la frase “fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”. E proprio per “fare” i futuri italiani e dar loro “degne madri”, si volle creare una “scuola di civile e morale educazione per le venture generazioni”. Cinzia Ballesio ricuce con sensibilità storica tutti i pezzi di un’istituzione quasi dimenticata, ricostruita sulla base di una ricca documentazione archivistica, integrata con le testimonianze delle ex allieve intervistate, dove la memoria si mescola con i fatti, creando storie nella Storia: donne, scuola e società, un fitto intreccio in un universo ricchissimo e poco indagato.

Sul canale YouTube del Centro Studi Piemontesi il video della conferenza