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Un ricordo per Milena Boni

Milena Isabella Boni era nata a Monza nel 1940. Si era laureata all’Università di Torino, allieva del prof. Federico Maria Pacces. Ha insegnato Economia alla Scuola di Amministrazione Industriale e poi Marketing dei Servizi Culturali alla Facoltà di Economia di Torino. Molto apprezzata dagli studenti nonostante la sua severità Nel 1989 aveva curato il volume L’economia dietro il sipario, che anticipava l’attenzione dell’economia ai servizi culturali, che avrebbero avuto nei decenni successivi un forte aumento della domanda.
Donna di grande sensibilità culturale, era appassionata di cinema, teatro di prosa e teatro d’opera.
Socia e collaboratrice del Centro Studi Piemontesi frequentava con passione e interesse tutte le nostre iniziative. È mancata il 16 novembre 2020.

Appello del Museo di Artiglieria

Il Museo e l’Associazione “Amici del Museo di Artiglieria” sono in un momento di grande difficoltà: le sedi del Museo (Maschio della Cittadella e Caserma Amione), al di là degli attuali vincoli normativi, sono di fatto inagibili dalla primavera 2019 e questo ne ha anche precluso l’accesso al pubblico, nonostante i l successo riscontrato nelle Giornate Fai dello scorso anno.
Per gli stessi motivi, per la prima volta dal 1995, i Volontari dell’Associazione non hanno potuto svolgere le loro molteplici attività a favore del Museo, attività che, grazie al sostegno di privati ed Enti pubblici, ha permesso di conservare, studiare e promuovere l’Istituzione, fondata nel 1843 dal re Carlo Alberto.
Il Museo di Artiglieria e l’Associazione “Amici” lanciano un appello a chi crede nella loro attività e ne condivide gli obiettivi, a destinare la somma simbolica di 5 euro come quota associativa per il 2021 o come segno di sostegno, per non essere abbandonati in un momento così critico.

L’Associazione garantisce l’impegno ad attivare tutte le iniziative possibili, in ogni sede, per ridare alla città di Torino e al Paese un Museo che nonostante tutto, per la ricchezza delle collezioni, rimane un insostituibile tassello del patrimonio culturale, storico e scientifico che abbiamo ereditato da chi ci ha preceduti.

Chi volesse approfondire, può chiamare o scrivere ai Soci: Melano 335 6499699, g.melano@libero.it, Astegiano 335 7669647, astegiano48@gmail.com.

Per aderire all’appello, bonificare € 5,00 sul conto dell’Associazione (specificando il proprio nominativo) presso
Unicredit, Agenzia corso Sebastopoli, Torino
IT68O 02008 01145 0001 0044 9061

Associazione Amici del Museo Storico Nazionale d’Artiglieria OdV
ONLUS iscritta al Registro regionale con Decr. N. 3734 del 27 settembre 1996 www.artiglieria.org

LA STELLA DEL TORINO FILM FESTIVAL


La Mole Antonelliana è l’edificio simbolo della Città di Torino e, dal 2000, anche la sede del Museo Nazionale del Cinema. Guardando in alto, in cima alla guglia della Mole, si può vedere una stella che non è solo il punto più alto della Mole, ma anche un oggetto complesso, sfaccettato, misterioso e con una storia affascinante. Per questo il Torino Film Festival l’ha scelta come emblema della manifestazione e premio “Stella della Mole” per i vincitori del Festival .

Così Stefano Francia di Celle, Direttore del Torino Film Festival, racconta le motivazioni di questa scelta:
” … Cominciamo così le nostre ricerche che ci conducono a scoprire una storia meravigliosa, piena di curiosità e di accadimenti. Iniziamo con l’incontrare Daniela Rissone, l’artista torinese che proprio alla stella ha dedicato un libro, edito dal Centro Studi Piemontesi, che ha un titolo molto cinematografico: “La stella fra le stelle. Uno story-board sulla stella della Mole Antonelliana”.

Qui la scheda del libro La STELLA fra le stelle

Daniela Rissone racconta di aver scoperto che un disegno molto dettagliato, con l’esatta descrizione della Stella della Mole, in un volume edito a Parigi nel 1638. L’autore è il reverendo matematico francese Jean-François Niceron, un personaggio non molto conosciuto, morto a soli 33 anni, ma enormemente stimato all’epoca in tutta Europa. Sempre grazie a Daniela Rissone, scopriamo anche dell’esistenza di un film in 16 mm, realizzato da Giovanni Borsetti (e musicato dal nipote Fabrizio Argiolas) in cui si può vedere la salita della stella di acciaio sulla Mole”.

La Stella della Mole vola su Torino nel bellissimo spot ufficiale RAI del Torino Film Festival

Giorgio siboni e gustavo mola parlano di “studi sabaudi”

Il Centro Studi Piemontesi racconta…

Giorgio Federico Siboni, con Gustavo Mola di Nomaglio, presenta il suo libro Studi Sabaudi, una raccolta di saggi su temi legati alla storia sabauda dell’Otto e Novecento (ed. Gammarò, 2020)

le associazioni culturali e la pandemia

A conclusione della “Settimana della Cultura di UNI.VO.C.A.

Sabato 10 ottobre 2020 ore 10

TAVOLA ROTONDA
LE ASSOCIAZIONI CULTURALI SI INTERROGANO SUL PROPRIO FUTURO DOPO LA PANDEMIA

Programma:

  • h. 10,00, Paolo Berruti, Presidente Emerito di UNI.VO.C.A. e Presidente dell’Associazione AMICI DELL’ARTE E DELL’ANTIQUARIATO: il Quaderno del Volontariato Culturale n. 20;
  • h. 10,15, Fabrizio Antonielli d’Oulx, Presidente Emerito dell’Associazione AMICI DELLA SACRA DI SAN MICHELE, Presidente dell’Associazione VIVANT e VicePresidente UNI.VO.C.A.: La storia di UNI.VO.C.A. e i suoi 30 anni di attività;
  • h. 10.30, Feliciano Della Mora, Presidente di UNI.VO.C.A.: Sintesi delle attività delle associazioni aderenti prima della pandemia e situazione attuale;
  • h. 10,40, TAVOLA ROTONDA, condotta da Paolo Berruti, con il seguente interrogativo:
    La pandemia ha cambiato la nostra società. Come le Associazioni hanno affrontato questa realtà e come stanno programmando il loro futuro ?
    Interverranno:
  • Vittoria Poggio, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte;
  • Silvio Magliano, VicePresidente VOL.TO e Consigliere Regionale;
  • Jennifer Celani, Funzionario della Soprintendenza di Firenze;
  • Roberto Gnavi, Medico e Presidente di Italia Nostra Torino;
  • intervista ad Elena Ala, Giornalista;
  • intervista ad Albina Malerba, Direttore del Centro Studi Piemontesi;
  • Alessandra Maritano, Funzionario comune di Giaveno, Presidente del Museo Civico Etnografico di Pinerolo, Presidente Associazione Arti e Tradizioni del Pinerolese;
  • intervista ad Antonella Contardi, VicePresidente Associazione Amici dell’Arte e dell’Antiquariato;
  • Michele Ferraro, Consigliere dell’Associazione Amici di Palazzo Reale;
  • intervista a Luca Glebb Miroglio, Presidente Associazione Amici dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI;
  • Silvana Bertoldi, Osservatrice e conoscitrice del mondo del volontariato.
  • h. 12,30 c., sintesi conclusiva a cura di Paolo Berruti.

In presenza, secondo i protocolli COVID-19, presso VOL.TO (via Giolitti, 21 – To)

on line (e in differita su Youtube Canale Univoca Torino).

Silvio Curto, tra egitto e ricordi

An flanand tra le pagine del
Catalogo storico delle edizioni del Centro Studi Piemontesi

Silvio Curto, Storia del Museo Egizio di Torino, Torino, Centro Studi Piemontesi, 1976. 3° edizione riveduta e ampliata, pagg. VI-52, con 112 ill. b.n., 1990.

Silvio Curto (Bra, 20 agosto 1919 – Torino, 24 settembre 2015), insigne egittologo, sovrintendente per le antichità egizie di Torino, ha tracciato, con un esauriente studio sul palazzo guariniano che ospita le collezioni, una precisa e documentata storia del Museo di Torino dal nucleo iniziale di Vitaliano Donati, dalla grande collezione di Bernardino Drovetti, dai reperti di scavo di Ernesto Schiaparelli fino al dono da parte dell’Egitto di un tempio faraonico nubiano, acquisizioni tutte per cui il Museo Egizio di Torino risulta secondo soltanto a quello del Cairo.

Di Silvio Curto il Centro Studi Piemontesi ha pubblicato un volumetto di ricordi,
Bra Firenze Ravenna. Il volo di una braidese di primo Novecento. Pagg. 97 (2008)

La braidese del titolo si chiamava Margherita Siccardi, nata a Bra nel 1889. Nel 1905 andò a Firenze, capitale dell’arte nel mondo e della cultura umanistica in Italia, per diplomarsi al Magistero Superiore Femminile della SS. Annunziata. Fecero seguito un “Diploma di Laurea alla R. Università di Firenze” e un “Attestato di abilitazione all’insegnamento della Lingua Italiana in tutte le Scuole secondarie del Regno”. La neo-dottoressa si dedicò quindi all’insegnamento e fu destinata a Ravenna dove trascorse anni felici. Felici, anche perché conobbe l’uomo della sua vita, Carlo Curto, un istriano insegnante e letterato. Si sposarono ed ebbero un figlio, Silvio Curto, autore del libro. Intenzione dell’autore è fissare nello scritto la vicenda di Margherita Siccardi poiché rispecchia diversi aspetti di un secolo (1850-1950) di tanto simile al precedente, quanto diverso da quello in cui stiamo vivendo. La vicenda è ricostruita raccogliendo da una parte i ricordi fissati dall’autore bambino e dall’altra informazioni apprese dal medesimo fatto adulto. La narrazione è completata con Panorami delle città percorse nel “volo” e Finestre aperte sulla vita del tempo.

Bandiere e stendardi dell’Esercito Sardo

An flanand tra le pagine del
Catalogo storico delle edizioni del Centro Studi Piemontesi

ENRICO RICCHIARDI
“Da cenci miei gloria maggior ritraggo”
Bandiere e stendardi
dell’Esercito Sardo. 1713-1802

Torino, Centro Studi Piemontesi – Regione Piemonte, 2006. Grande formato, pp. 262, 160 tavole a colori.

Nascosti in archivi, biblioteche, musei e castelli, documenti, drappi, disegni, spesso inediti, ci parlano delle straordinarie bandiere piemontesi del ‘700. Nel volume, di grande eleganza grafica, l’insieme di questi preziosi reperti è fedelmente ricostruito dall’autore in una narrazione che accompagna il lettore descrivendo l’evoluzione delle bandiere e degli stendardi dell’Esercito Sardo dal 1713 (anno in cui Vittorio Amedeo II divenne re di Sicilia) al 1803, quando Vittorio Emanuele I lasciò la penisola completamente occupata dai francesi per recarsi in Sardegna, dove rimase fino al 1814.
A differenza di quanto accade oggigiorno con il tricolore, bandiera unica per tutti, nel ‘700 ogni reparto di cavalleria e fanteria aveva proprie bandiere, una delle quali indicava l’appartenenza all’esercito sabaudo (la “colonnella”), le altre l’appartenenza alla provincia di reclutamento del reparto stesso. Simbologie che erano presenti anche sulle bandiere dei reggimenti svizzeri, tedeschi, italiani (di regioni non appartenenti al regno) che concorrevano con i sudditi alla difesa dello stato, o come si diceva all’epoca, degli “Stati del Re di Sardegna”.

Per informazioni, ordinazioni, acquisti: info@studipiemontesi.it – 011537486