Archivi categoria: Conferenze, incontri, convegni

Massimo d’Azeglio a Parigi

maisonMartedì 27 gennaio alle ore 18, alla Maison de l’Italie di Parigi, verrà presentato l’VIII volume dell’Epistolario di Massimo d’Azeglio, curato dal prof. Georges Virlogeux e edito dal Centro Studi Piemontesi nell’ambito del  progetto “Massimo d’Azeglio. Un torinese per l’Italia e per l’Europa. Epistolario di Massimo d’Azeglio (1819-1866)” sostenuto dalla Compagnia di San Paolo.

Dopo i saluti di Roberto Giacone e Albina Malerba, interverranno: Jean-Yves Frétigné, Laura Fournier-Finocchiaro, Georges Saro, Rosanna Roccia, Georges Virlogeux.

L’appuntamento è alle ore 18 alla Maison de l’Italie, Cité Internationale Universitaire, 7A, Blvd Jourdan, Paris

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Vijà 2014 al Circolo dei Lettori

Come da tradizione ritorna la Vijà piemontèisa  del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis.

L’edizione 2014 si tiene al Circolo dei Lettori (via Bogino 9, Torino), sabato 20 dicembre alle ore 18.

Tema della serata è

Il canto dei presepi

con

Enzo Vacca,   arpa e voce

Simona Colonna,    violoncello e voce

* * *

 Nel corso della Vijà sarà presentato il libro di

Giovanni Tesio, Il canto dei Presepi. Poesie di Natale (Interlinea 2014)

Letture a cura di Albina Malerba e Giovanni Tesio

L’ingresso è libero, fino ad esaurimento dei posti a sedere in sala

Utrecht 1713: presentazione a Palazzo Lascaris

UTRECHT  1713: PRESENTAZIONE DEGLI ATTI DEL CONVEGNO A PALAZZO LASCARIS

Mercoledì 10 dicembre alle 17, nell’Aula Consiliare di Palazzo Lascaris (Via Alfieri 15, Torino),  presentazione degli atti del convegno Utrecht 1713. I trattati che aprirono le porte d’Italia ai Savoia. Studi per il terzo centenario, a cura di Gustavo Mola di Nomaglio e Giancarlo Melano.

Dopo il saluto del Presidente degli Amici del Museo d’Artiglieria, Luigi Stefani, interverranno: Gustavo Mola di NomaglioUtrecht 1713, quarantacinque studi attorno ai trattati che aprirono al Piemonte le porte d’ItaliaGiuseppe Balbiano d’AramengoPrologo di un tricentenario: il convegno del 2003Giancarlo MelanoTorino ricorda la sua storia gloriosa: i torinesi scendono in campo. Conclusioni di Giovanni Maria Ferraris; modera Albina Malerba.

E’ necessario dare la propria adesione ai tel. 011 5757 357 – 0115757807 – 011/537486 o alle mail rel.esterne@cr.piemonte.it – info@studipiemontesi.it

Giuseppe Lavini: arte e architettura nella Torino tra Otto e Novecento

Giovedì 20 novembre, ore 17.30,  nel Salone d’onore del  Castello del Valentino (viale Mattioli 39, Torino),  presentazione del volume di Giulia Ajmone Marsan,  All’ombra di notabili ed eroi  Giuseppe Lavini (1857-1928), pubblicato dal  Centro Studi Piemontesi.
Dopo i saluti di Giuseppe Pichetto, presidente del Centro Studi Piemontesi, intervengono Costanza Roggero e Elena Gianasso, del Politecnico di Torino.
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Giulia Ajmone Marsan, All’ombra di notabili ed eroi. Giuseppe Lavini (1857-1928)Prefazione di David Chipperfield, Torino, Centro Studi Piemontesi, 2014, pagg. 226, ill.  ISBN: 978-88-8262-212-1                     Prezzo di copertina € 20,00                                                                                         La trasformazione di Torino da Capitale in capitale industriale dava opportunità a giovani idealisti e intraprendenti di dare un contributo alla loro città. Uno di questi era Giuseppe Lavini: proveniente da una famiglia di seri professionisti, si innamorò dell’arte e dell’architettura a cui si dedicò quale critico d’arte, segretario dell’Accademia Albertina, attivissimo socio del Circolo degli Artisti e Consigliere Comunale. Forte di queste esperienze, intraprese dalle pagine di quotidiani e riviste, in particolare l’«Architettura Italiana», campagne per valorizzare l’architettura italiana e influire positivamente sullo sviluppo urbanistico di Torino. Un notabile oggi poco conosciuto, affascinante per la sua lungimiranza e schiettezza.

L’Istituto Alfieri Carrù, dal dinamismo sociale dell’Ottocento alle povertà di oggi

Giovedì 6 novembre,  ore 18, nella sede di via Ottavio Revel 15, Torino, per le “Lectiones Renzo Gandolfo. Pagine dal Territorio” Emanuela Rossi di Montelera e Maria Luisa Reviglio della Veneria, parleranno dell’Istituto Alfieri-Carrù. Dal dinamismo sociale dell’Ottocento alle povertà di oggi (in margine al volume pubblicato da Hapax editore).

Il volume scaturisce dal proposito di «interpretare» e valorizzare le fonti dell’archivio riordinato dell’Alfieri-Carrù, benemerito istituto d’istruzione ed educazione femminile le cui radici affondano nel Risorgimento. Vi hanno collaborato sedici studiosi, che con competenze diverse hanno teso un filo robusto tra passato e presente, ovvero tra i bisogni di ieri e le istanze sociali di oggi. Le pagine, arricchite da un efficace apparato iconografico, si aprono con brevi saggi che documentano la storia dell’opera, dalle origini, vale a dire dalla fondazione (1837) – su impulso di tre nobildonne appartenenti al casato Alfieri di Sostegno – del «Ritiro delle Povere Figlie della Misericordia», unito poi (1896) al «Ritiro Carrù», voluto dalla contessa vedova Carrù della Trinità (1892). […] Le curatrici Luisa Clotilde Gentile e Maria Luisa Reviglio della Veneria oltre l’Introduzione, hanno firmato vari contributi; Luisa Clotilde Gentile ha inoltre redatto la nota sull’Archivio storico dell’Istituto corredata della «struttura» conferitagli nell’intervento di riordino […]

(Dalla recensione di Rosanna Roccia pubblicata su “Studi Piemontesi”, 2, 2012)

 

La Casa di Misericordia in Borgo Nuovo – Presentazione

 

 

copertina case di misericordia

Martedì 28 ottobre, alle ore 18, all’ Asilo San Massimo in via dei Mille 19, Torino, presentazione del volume La Casa di Misericordia in Borgo Nuovo (1854-2014) di Maria Teresa Testa Cavaglià (edizioni Centro Studi Piemontesi).

Saluti di Maria Pia e Anna Maria Solaroli di Briona, Associazione Dame di Carità, Albina Malerba, Direttore Centro Studi Piemontesi; introduce Gustavo Mola di Nomaglio; con l’Autrice intervengono, Fabrizio Antonielli d’Oulx e Rosanna Roccia.

Il volume racconta 160 anni di vita dell’Associazione Pie Dame di Carità, ente benefico nato in una Torino risorgimentale ricca di fermenti politici, economici, sociali e capofila nel fondare e alimentare un grande numero di opere benefiche.Sulla base di documenti e testimonianze conservate con “orgogliosa affezione” nell’Archivio dell’Ente, e puntigliose ricerche in archivi privati, l’Autrice narra la genesi, lo sviluppo, le varie attività, le traversie dell’Opera attraverso gli anni dell’Unità d’Italia, delle due guerre mondiali, del fascismo, del dopoguerra fino ai giorni nostri. “Una storia  di obiettivi generosi, di felici  realizzazioni e di qualche inciampo, di buone azioni”, un cammino attivo, concreto, che ha visto in prima fila molti esponenti del vecchio ceto nobiliare piemontese e della buona borghesia, a partire dalla contessa Giuseppina Malyna di Capriglio, promotrice e sostenitrice dell’opera e da Edoardo Ferrero della Marmora, tesoriere “storico” dell’Ente, accanto alle operose Figlie della Carità e oggi al Gruppo di Volontariato Vincenziano. “ Molte sono le voci che risuonano nel libro – scrive Rosanna Roccia nella Prefazione – dagli accenti misurati delle dame e delle damigelle impegnate in una continua gara di solidarietà, ai toni comprensivi dei sostenitori dell’opera, impresari, tecnici, artigiani, fornitori, ai mormorii dei rari speculatori”. Il libro, corredato di fotografie, planimetrie, carte, lettere, documenti d’archivio, dà voce anche ai bimbi accolti nella crèche e alle loro mamme, a quelli della scuola materna, alle allieve del meraviglioso laboratorio di ricamo… e sullo sfondo il Borgo Nuovo e la sua vita quotidiana. Una storia lunga oltre un secolo e mezzo che ancora oggi continua.

Casi lombrosiani al Museo di Antropologia

 

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Mercoledì 22 ottobre, alle ore 18 nell’Aula Magna del Palazzo degli Istituti Anatomici di Torino, corso Massimo d’Azeglio 52,  lo scrittore Alessandro Perissinotto e lo storico Silvano Montaldo presentano il volume di  Luca SpanuCasi Lombrosiani, pubblicato dal Centro Studi Piemontesi e dalla Fondazione Filippo Burzio.

Saluti di Giacomo Giacobini, Presidente del Sistema Museale di Ateneo e di  Giuseppe Pichetto, Presidente del Centro Studi Piemontesi. Introduzione  di Valerio Zanone, Presidente della Fondazione Filippo Burzio.

Al termine della presentazione sarà possibile visitare il Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” (apertura straordinaria).

Info: tel. 011/537486; info@studipiemontesi.it

1864: e Torino non fu più capitale

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Il Centro Studi Piemontesi e il Consiglio regionale del Piemonte organizzano, il 22 settembre a Palazzo Lascaris, la giornata di studi sul tema 1864: e Torino non fu più capitale. Un evento che mutò la storia del Piemonte. Riflessioni antiche e nuove.

Qui il programma completo del convegno. Le due sessioni di studio iniziano rispettivamente alle 10 e alle 14,30; l’ingresso è libero, fino ad esaurimento dei posti in sala. Per partecipare è necessario prenotare ai tel. 011/5757357 – 0115757807 – 011/537486 o alle mail rel.esterne@cr.piemonte.it – info@studipiemontesi.it

22 settembre 2014, dalle ore 10

Palazzo Lascaris, Aula Consiliare, Via Alfieri 15 Torino

NEL CROCEVIA DEL CAUCASO A TORINO

Di passaggio a Torino, FABRIZIO VIELMINI, terrà per il Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis una conferenza – in lingua piemontese – su un tema internazionale di scottante attualità: “Nel crocevia del Caucaso”. Quella che appare una terra lontana e incognita è in realtà intrecciata alla nostra storia e ha attraversato la vita di vari piemontesi e uomini di Stato sabaudi che si sono trovati protagonisti in questo scenario, oggi più che mai al centro del “grande gioco” tra le potenze mondiali per la ridefinizione degli equilibri del XXI secolo. L’incontro si tiene lunedì 14 luglio, alle ore 18, nella sede della Ca dë Studi in via Revel 15, vuole essere occasione di informazione su un tema così poco trattato dai nostri media, e nel contempo una sfida per rimarcare come la lingua piemontese possa essere strumento per trattare ogni tema, in questo caso quello della politica internazionale.

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