Archivi categoria: Segnalazione

Un ricordo per Milena Boni

Milena Isabella Boni era nata a Monza nel 1940. Si era laureata all’Università di Torino, allieva del prof. Federico Maria Pacces. Ha insegnato Economia alla Scuola di Amministrazione Industriale e poi Marketing dei Servizi Culturali alla Facoltà di Economia di Torino. Molto apprezzata dagli studenti nonostante la sua severità Nel 1989 aveva curato il volume L’economia dietro il sipario, che anticipava l’attenzione dell’economia ai servizi culturali, che avrebbero avuto nei decenni successivi un forte aumento della domanda.
Donna di grande sensibilità culturale, era appassionata di cinema, teatro di prosa e teatro d’opera.
Socia e collaboratrice del Centro Studi Piemontesi frequentava con passione e interesse tutte le nostre iniziative. È mancata il 16 novembre 2020.

la Cuneo Nizza tra i luoghi del cuore del FAI

Ogni anno il FAi propone il censimento dei “luoghi del Cuore” italiani: luoghi unici a cui ciascuno di noi è legato emotivamente, che fanno parte della nostra vita e che vorremmo fossero protetti. Quest’anno tra i luoghi del Cuore c’è anche la Ferrovia delle Meraviglie.

Guarda Qui il video realizzato da Luisella Berrino

E’ la Ferrovia Cuneo – Ventimiglia – Nizza, pensata e realizzata quasi due secoli fa, che con il suo audace tracciato unisce l’Italia alla Francia, il Piemonte alla Liguria i monti al mare, la pianura alla costa… un filo conduttore che corre parallelo alla storia del nostro Paese e abbraccia la sua geografia. Sulle sue rotaie si intraprende un viaggio che è scoperta del territorio e del suo paesaggio. Oltre 100 chilometri di emozioni durante i quali scorrono dal finestrino la pianura piemontese, le coste della Liguria di ponente e della Costa Azzurra francese, i parchi naturali delle Alpi Marittime e del Mercantour. Una testimonianza del genio e dell’intraprendenza dell’uomo: in meno di cinquanta chilometri in linea d’aria supera un dislivello di mille metri, in un territorio affascinante ma straordinariamente impervio. Nonostante la sua spettacolarità e l’utilità per tutte le persone che ne usufruiscono, dagli anni ’80 la linea ferroviaria non è mai stata sufficientemente valorizzata e sostenuta. Malgrado i considerevoli investimenti per la sua messa in sicurezza è poi mancata una vera e propria politica di rilancio che ha portato ad un inevitabile declino con una drastica riduzione delle corse (attualmente 2 al giorno) e un’incombente minaccia di chiusura, acuita dalla doppia gestione italiana/francese. Eppure questa è la “Ferrovia delle Meraviglie”, inserita nel 2016 dalla rivista tedesca Hörzu tra le dieci linee ferroviarie più belle del mondo.

C’è tempo fino al 15 dicembre per votarla come tuo “Luogo del Cuore” sul sito del FAI

La Grande Galleria: convegno on line

Il convegno, organizzato dal Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino – Archeologia, Geografia, Storia, Storia dell’Arte, Storia del Libro e del Documento, si tiene sulla piattaforma Webex dell’Università tra il 1° e il 9 dicembre. Qui il programma completo del convegno, con le password per collegarsi alle singole sessioni.

Gli interventi di ambito piemontese sono programmati per il 9 dicembre:

Intersezioni: la Biblioteca Antica dell’Archivio di Stato di Torino, STEFANO BENEDETTO (Archivio di Stato, Torino);
Le origini della Biblioteca Reale nella prospettiva della convergenza
GIUSEPPINA MUSSARI (Biblioteca Reale, Torino);
Il progetto della Grande Galleria tra possibilità e realtà
GIOVANNI DURBIANO (Politecnico di Torino);
A partire dalla Grande Galleria: modelli di analisi
ed ipotesi di valorizzazione in ambiente digitale

MAURIZIO VIVARELLI (Università di Torino)

L’intreccio dei saperi nella Grande Galleria:
attualità di una prospettiva storica

FRANCA VARALLO (Università di Torino);
Astri, libri, immagini: ipotesi di una struttura
GABRIELLA OLIVERO (Università di Torino);
Il progetto di “edizione” della guardarobba Philosophia
ERIKA GUADAGNIN (Università di Torino);
La biblioteca giuridica nella prima età moderna:
con un’analisi della ‘Iurisprudentia’ nella Grande Galleria
;
ALESSANDRA PANZANELLI (Università di Torino)
«Dei più preziosi ornamenti di sua Corona».
Strategie archivistiche nel Seicento sabaudo

LEONARDO MINEO (Università di Torino);
Libri per governare: gli strumenti di lavoro della nuova burocrazia
ANTONIO CHIAVISTELLI (Università di Torino).

Appello del Museo di Artiglieria

Il Museo e l’Associazione “Amici del Museo di Artiglieria” sono in un momento di grande difficoltà: le sedi del Museo (Maschio della Cittadella e Caserma Amione), al di là degli attuali vincoli normativi, sono di fatto inagibili dalla primavera 2019 e questo ne ha anche precluso l’accesso al pubblico, nonostante i l successo riscontrato nelle Giornate Fai dello scorso anno.
Per gli stessi motivi, per la prima volta dal 1995, i Volontari dell’Associazione non hanno potuto svolgere le loro molteplici attività a favore del Museo, attività che, grazie al sostegno di privati ed Enti pubblici, ha permesso di conservare, studiare e promuovere l’Istituzione, fondata nel 1843 dal re Carlo Alberto.
Il Museo di Artiglieria e l’Associazione “Amici” lanciano un appello a chi crede nella loro attività e ne condivide gli obiettivi, a destinare la somma simbolica di 5 euro come quota associativa per il 2021 o come segno di sostegno, per non essere abbandonati in un momento così critico.

L’Associazione garantisce l’impegno ad attivare tutte le iniziative possibili, in ogni sede, per ridare alla città di Torino e al Paese un Museo che nonostante tutto, per la ricchezza delle collezioni, rimane un insostituibile tassello del patrimonio culturale, storico e scientifico che abbiamo ereditato da chi ci ha preceduti.

Chi volesse approfondire, può chiamare o scrivere ai Soci: Melano 335 6499699, g.melano@libero.it, Astegiano 335 7669647, astegiano48@gmail.com.

Per aderire all’appello, bonificare € 5,00 sul conto dell’Associazione (specificando il proprio nominativo) presso
Unicredit, Agenzia corso Sebastopoli, Torino
IT68O 02008 01145 0001 0044 9061

Associazione Amici del Museo Storico Nazionale d’Artiglieria OdV
ONLUS iscritta al Registro regionale con Decr. N. 3734 del 27 settembre 1996 www.artiglieria.org

Un saluto commosso e grato a Gian savino Pene vidari

Un saluto commosso e grato al Professor Gian Savino Pene Vidari

Con grande tristezza informiamo Soci e estimatori del Centro Studi Piemontesi che il professor Gian Savino Pene Vidari ieri, 17 novembre 2020, si è spento ad Aosta colpito da ictus.
Storico del diritto medievale e moderno, professore emerito dell’Università di Torino, presidente della Deputazione subalpina di Storia patria, membro dell’Accademia delle Scienze di Torino,
studioso attivissimo con profondi legami con le facoltà giuridiche di Nizza, Parigi-Sorbonne e Svizzere, Pene Vidari era membro del Consiglio direttivo del Centro Studi Piemontesi.
Amico del nostro fondatore Renzo Gandolfo, che ne apprezzava la serietà e la cultura, entrò trentacinquenne a far parte del nostro Comitato Scientifico di cui assunse in seguito la Presidenza, continuando la sua lunga collaborazione con la rivista «Studi Piemontesi» (fino al numero 2, 2020 in stampa) ove di lui sono pubblicati molti saggi e studi inediti e acute recensioni.

Il COnte Verde a Palazzo REale

La campagna “Il Grande Assente”, promossa dal Rotary Club Torino Palazzo Reale, a conclusione di un’importante collaborazione tra i Musei Reali e i giovani Talenti per il Fundraising della Fondazione CRT è nata per recuperare il quarto e ultimo dipinto della serie di tele a soggetto storico esposte nella Galleria della Sindone che, come molti altri capolavori di Palazzo Reale, nel 1997 ha subito gravi danni a causa dell’incendio della Cappella della Sindone: l’acqua di spegnimento ha ridotto la tensione della tela, compromettendo parte della pellicola pittorica.

Obiettivo della campagna è ricollocare lungo il percorso di visita di Palazzo Reale, nella Galleria della Sindone, il grande dipinto Amedeo VI presenta a Urbano V il patriarca di Costantinopoli, realizzato dal livornese Tommaso Gazzarrini e commissionato dal re Carlo Alberto per celebrare le gesta del celebre antenato, il Conte Verde.

livio berruti a roma 60, una mostra fotografica on line

Il socio Livio Berruti segnala una interessante mostra fotografica, visitabile on line:

ROMA 60, 60 ANNI DOPO
LIVIO BERRUTI RACCONTA LA GRANDE OLIMPIADE

https://www.fondazioneartenova.org/roma60

Livio Berruti allo stand del Centro Studi Piemontesi – Salone del Libro #SalTo30

Roma 60, 60 anni dopo. Livio Berruti racconta la grande olimpiade è una mostra virtuale nata per celebrare la vittoria olimpica di Livio Berruti, Presidente della Fondazione Arte Nova, nel sesto decennale del grande evento.

Ideata e curata da Elena Franco, direttrice artistica della Fondazione, raccoglie inedite fotografie dell’archivio personale di Livio Berruti, storiche immagini gentilmente concesse dal CIO e dal CONI e una video-intervista, realizzata dal giornalista sportivo Nicola Roggero, in cui l’atleta racconta la sua grande Olimpiade.

Le fotografie presentate sono allo stesso tempo ricordi e documenti e testimoniano quelle che vennero definite le Olimpiadi della speranza, perché segnarono la fine di un’era e l’inizio di un’altra e, soprattutto, furono la realizzazione di un sogno sportivo e umano: quello del boom economico, di un mondo che cambiava, pronto ad abbattere tutte le barriere.

Si svolsero a Roma dal 25 agosto all’11 settembre 1960 e vi parteciparono 84 nazioni, con oltre 5000 atleti. Il velocista Livio Berruti riuscì ad interrompere il dominio degli americani nei 200 metri piani, uguagliando due volte nell’arco di due ore il record mondiale di 20″5, oggi detenuto da Usain Bolt con 19”19, fissato ai Mondiali di Berlino del 2009.

Wilma Rudolph, Classius Clay, Nino Benvenuti, Giusi Leone, Abele Bikila, i fratelli D’Inzeo e molti altri atleti immortalati in azione, sul podio o durante una pausa, insieme alle immagini reportistiche della Roma di quei giorni, sono i protagonisti di questa carrellata di memorie, che rivivono anche nell’intervista a cura di Nicola Roggero, in cui Livio Berruti – ancora oggi carico di energia e curiosità – racconta la fantastica storia di queste Olimpiadi, definite spesso come “perfette”.

“Quelle Olimpiadi – conclude Berruti nell’intervista – sono state un’apoteosi di sorrisi, di amicizie e di pace”. Un augurio che quello stesso spirito si possa ripetere ancora oggi.

A l’arvista!

Il Centro Studi Piemontesi continua la sua attività, e tiene aperta per il momento la sede, seppur con tutte le limitazioni imposte. Sarà chiusa al pubblico venerdì 30 ottobre, per la sanificazione di routine.
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A l’arvista!